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“Lilli e il Vagabondo” e la rinascita live action, in esclusiva Disney+ [Recensione]

Dolce sognar… e lasciarsi cullar… nell’incanto della recensione di Lilli e il Vagabondo… l’avete letta cantandola nella vostra mente, non mentite. Oppure siete troppo giovani per leggere questo articolo, nel qual caso abbonatevi a Disney+ subito, e recuperate le vostre lacune cinematografiche. Lilli e il Vagabondo è uno fra i più dolci e romantici cartoni animati mai realizzati da Disney, e ce ne vuole. Buoni sentimenti e amore sono tematiche ricorrenti per la casa di Topolino, che in Lilli e il Vagabondo ha però calcato la mano realizzando la scena del bacio sul filo di spaghetti, passata alla storia dell’animazione . Scena che non manca, ovviamente, nella versione Live action in analisi oggi, una delle migliori trasposizioni da cartone a live action della Disney. Una pellicola (in esclusiva streaming) capace di mantenere inalterata tutta la sua carica emotiva originale, pagando però un piccolo prezzo, questo sì, sull’altare del realismo.

Lilly e il Vagabondo recensione
Photo Credits: Web

Lilli e il Vagabondo recensione, la maledizione del realismo

I cartoni animati sono dotati di un potere magico alla base dell’apprezzamento da parte dei bambini. Lo stesso potere è capace anche di allargare il pool di apprezzamento anche agli adulti. Quella che si definisce “sospensione dell’incredulità” è elevata nei cartoni animati al suo massimo potenziale, facendo sì che non esista nulla in un fumetto o in un cartone che si possa definire veramente assurdo o insensato. Sempre se segue le regole pre-impostate dalle premesse narrative. Di questo parliamo: della sensazione che proviamo quando ci accorgiamo che qualcosa non segue le regole del mondo reale, ma quelle definite nella finzione. E decidiamo che in fondo, anche se è assurdo, ha senso.

Anche in un live action esiste la sospensione dell’incredulità. A supporto di essa concorrono in questo caso non solo la storia e la narrazione, ma anche gli effetti speciali, la computer grafica. In Lilli e il Vagabondo live action quest’ultima è fenomenale, e non ci accorgiamo praticamente mai di quando viene sfruttata o meno. Ma la maledizione del realismo colpisce come già accaduto con gli altri live action Disney. Il motivo è presto detto: se nel cartone originale non è impossibile che un personaggio caricaturale sia portato all’estremo, in un live action, che fin dall’inizio della pellicola ha definito personaggi umani realistici e verosimili, la stessa caricatura del cartone non funziona.

Lilly e il Vagabondo recensione
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Mi sto riferendo ai ristoratori italiani che danno da mangiare a Biagio e Lilli. Con un ristorante pieno di gente per loro stessa ammissione, indugiano in un coretto e in una apparecchiatura per due cani randagi? “Eh ma così levi tutta la magia” esatto. Ma chiedetevi: sono stato io a farlo? Oppure l’adattamento 1:1 di una scena di un cartone animato, che segue regole per la sospensione dell’incredulità diverse da quelle di un live action?

Lilli e il Vagabondo recensione, dolcezza infinita

Eppure, non è possibile guardare Lilli e il vagabondo, anche la versione live action, senza commuoversi. Le emozioni sono tangibili, ora come una volta. Non è dato sapere con esattezza quanto questo sia un merito della pellicola diretta da Charlie Bean. E quanto, più probabile, sia un effetto dovuto a un mix misurato di nostalgia ed efficacia della storia originale. La delicatezza della relazione tra Lilli e Biagio è ancora lì, a insegnarci di nuovo che l’amore ci rende liberi più di qualunque altra cosa al mondo. Il filo di spaghetti che unisce Lilli e Biagio è sottile, fragile, eppure irresistibile. Come il filo rosso del destino raccontato nelle storie del Sol Levante.

Ma il pericolo è sempre dietro l’angolo, basta poco per finire intrappolati in uno stereotipo. Non dobbiamo dimenticare di avere noi le chiavi per uscirne; di essere gli unici padroni del nostro destino. Lilli e il Vagabondo è anche questo: la rappresentazione dell’emancipazione personale. Chiusa dentro una scatola di una dolcezza infinita, che vi farà sospirare con un sorrisetto ebete dall’inizio alla fine. Un risultato a cui concorre la colonna sonora, riadattata ma non cambiata. Capace, perciò, di suonare le corde della nostra anima e dei nostri ricordi, se abbiamo già visto il cartone originale. O di crearne di nuovi nei più piccoli, ai quali consigliamo comunque di vedere anche il cartone animato: quello non si batte.

Giudizio finale

Lady and the Tramp, Lilli e il Vagabondo se preferite, è il risultato evidente degli studi di Disney compiuti con i precedenti esperimenti live action. Prende la storia originale e la traspone senza variazioni rilevanti, prendendosi giusto un paio di licenze. Dà il giusto spazio agli attori umani, senza che diventino inutilmente protagonisti di una storia che, in fondo, non parla di loro. E si fa carico degli stessi valori di una volta, senza aggiornarli. Perché non serve: sono eterni. Come l’amore tra Biagio e Lilli. Come la fedeltà di un cane.

VOTO: 7.5

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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