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L’immagine brutale dell’anti-mamma: donna oltre madre

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Domenica 8 maggio si celebra la Festa della mamma, della maternità e della nascita. Si festeggia quindi la donna madre e la donna madre e moglie. Non dobbiamo dimenticare però che, almeno in Italia, la Festa della mamma è fortemente legata all’aspetto commerciale e alla cristianità.

 La Festa della Mamma fu istituita nel 1956 dal senatore Raul Zaccari, il sindaco di Bordighera e Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia. L’anno successivo don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, decise di celebrare la mamma come incarnazione dei valori cristiani.

La Festa della mamma oggi ci permette di ringraziare tutte le madri, adottive o biologiche, entrambe le mamme o, ancora, le “madri per elezione”. Ma ci permette anche di analizzare la donna oltre la madre, quella marginalizzata perché non sposata, anziana, perché impossibilitata a essere “mamma”, la strega per eccellenza.

L’anti-mamma: la bruttezza del corpo non materno

Una delle prime parole che viene associata alla donna non madre è zitella, subito dopo strega. Non mancano poi aggettivi come aspra o arida. Tanto che una vita senza figli è spesso raccontata come “non pienamente vissuta”. Che sia una scelta o meno, non essere una madre pone il corpo della donna nel luogo dell’anti-mamma.

L’estetica della morale: la bruttezza della strega

Cos’è la bruttezza? Per brutto si intende ciò che risulta sgradevole o suscita contrarietà, ma anche repulsione per giudizio morale. Per bruttezza morale si intende quindi una caratteristica caratteriale che si riflette nell’aspetto. L’anti Beatrice per i poeti, l’anti Maria per la Chiesa, cioè la donna non sposata, senza figli e indipendente.

La figura della strega irrompe violentemente nell’immaginario della donna, della madre, dell’angelo del focolare. Persiste ancora oggi, rivisitata, usata, mercificata, rielaborata e in alcuni casi salvata.

La strega ci è stata raccontata, fin da piccolз, come una vecchia signora dal naso ricurvo, vestita di stracci e a cavallo di una scopa. Oppure nascosta in una casa nel bosco, dove attira bambinз e ne divora il corpo. Quando siamo cresciuti, sui libri di storia, abbiamo incontrato l’Inquisizione e scoperto che le donne venivano bruciate come streghe perché accusate di essere amanti del diavolo e quindi la strega è stata sessualizzata.

La strega di ieri, l’anti-mamma di oggi

Chi erano le “streghe” ormai lo sappiamo bene: levatrici, guaritrici, imprenditrici. Nessun incantesimo, semplicemente “le streghe sono quello che le donne sarebbero se avessero potere“, scrive Jude Ellison Sady Doyle in Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne.

Le streghe erano le donne che sfuggivano al patriarcato e alla maternità, per questo andavano rese mostruosi esempi da non seguire. Le “anti-mamme” di oggi sono spesso indicate come streghe, isteriche, femministe e, perché no, anche comuniste. In altre occasioni, con i giusti requisiti, vengono etichettate come deviate o lesbiche.

Oggi, come ieri, è importante ribadire che la scelta di essere mamma non rende più o meno donna di non esserlo – esistono donne non madri felici, fatevene una ragione – e che ci sono tanti modi, tutti validi, di essere madre.

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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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