Cinema

Lina Wertmüller: oggi compie 93 anni la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista

Lina Wertmüller, all’anagrafe Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, è nata a Roma il 14 agosto 1928. Lina è figlia di Federico Wertmüller, un avvocato di Palazzo San Gervasio (provincia di Potenza), e di Maria Santamaria-Maurizio, nata come la figlia a Roma. Per di più, Lina Wertmüller è la zia di Massimo Wertmüller, attore romano che abbiamo visto in “Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione” (1984), film diretto da sua zia.

Gli inizi

Inizialmente, la regista romana ha esordito come segretaria di edizione in “…e Napoli canta!” (1953, di Armando Grottini) per poi diventare aiuto regista nei due film di Federico Fellini La dolce vita” (1960) e “” (1963). Il suo esordio registico arriva con “I basilischi” (1963), opera che le valse la Vela d’argento al Locarno Festival. Cinque anni più tardi, esce il western all’italiana “Il mio corpo per un poker“, diretto sia da Lina (nascosta con lo pseudonimo Nathan Witch) che da Piero Cristofani. Lina Wertmüller, inoltre, ha scritto diverse sceneggiature cinematografiche (oltre ad aver diretto diverse opere teatrali), tra cui “Fratello sole, sorella luna” (di Franco Zeffirelli, 1972).

La collaborazione di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini

È con Giancarlo Giannini però che la sua carriera decolla definitivamente, difatti, Lina ha realizzato con l’attore nato a La Spezia molti successi. La collaborazione comincia nel 1972 con “Mimì metallurgico ferito nell’onore“, presentato in concorso al Festival di Cannes 1972. L’anno dopo è il turno di “Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza...””, film che è valso il premio a Giannini come miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes 1973. Nel 1974 esce uno dei più grandi successi di Lina Wertmüller, ossia “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“, film che ha avuto anche un remake intitolato “Travolti dal destino” (“Swept Away” è il titolo originale, 2002), diretto da Guy Ritchie e con protagonisti Adriano Giannini e Madonna.

L’anno successivo esce un altro grande successo che porta Lina a diventare la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista, ossia “Pasqualino Settebellezze“. L’opera è stata candidata a quattro premi Oscar come miglior film straniero, miglior attore protagonista (Giancarlo Giannini), miglior sceneggiatura originale (Lina Wertmüller) e, per l’appunto, miglior regia. Dopo Lina, le uniche donne ad essere candidate all’Oscar per la miglior regia sono state Jane Campion (1994), Sofia Coppola (2004) e Kathryn Bigelow (2010).

Nel 1978 esce “La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia”, uno dei film di Lina che passa molto di più in sordina. Nello stesso anno, poi, esce anche “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici” (negli Stati Uniti il titolo è “Revenge“), film che vede nel cast, oltre a Giancarlo Giannini, anche Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Turi Ferro, Mario Scarpetta e Lucio Amelio. La versione estesa del titolo (“Un fatto di sangue nel comune di Siculiana fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici. Amore-Morte-Shimmy. Lugano belle. Tarantelle. Tarallucci e vino“) ha vinto il record nei Guinnes dei primati come titolo più lungo di un film nella storia del cinema.

"Pasqualino Settebellezze", un frame del film - Photo Credits © movieplayer.it
“Pasqualino Settebellezze”, un frame del film – Photo Credits © movieplayer.it

Dagli anni ’80 in poi

Nel 1983 Lina Wertmüller lancia la carriera di Valeria Golino in “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada“. Il film vede Ugo Tognazzi come protagonista e tratta la tematica del terrorismo con spensieratezza. Nove anni dopo esce “Io speriamo che me la cavo“, con protagonista Paolo Villaggio e tratto dall’omonimo libro dello scrittore napoletano Marcello D’Orta.

Nel 1996 viene distribuito “Ninfa Plebea“, tratto anch’esso da un romanzo che ha vinto però il Premio Strega 1993 e che è stato scritto da Domenico Rea. Quest’opera audiovisiva vede nel cast Lucia Cara, Stefania Sandrelli, Raoul Bova, Isla Danieli, Simona Patitucci, Lola Pagnani e Giuseppe De Rosa. Il suo ultimo lavoro al cinema come regista è il film “Peperoni ripieni e pesci in faccia” (2004), con Silvia Abascal e F. Murray Abraham come protagonisti.

La carriera di Lina Wertmüller è stata glorificata ulteriormente con il David di Donatello alla carriera (2010) e il Premio Oscar Onorario (2020). Inoltre, Lina combatte a fianco di legamabiente contro la concessione per un allevamento di ostriche e mitili a Golfo Aranci (luogo che a scoperto ai tempi di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto“. Auguriamo buon compleanno ad una donna dal carattere forte e che si è ritagliata il suo spazio nel mondo hollywoodiano con determinazione e audacia.

Jacky Debach

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