Lina Wertmüller, una carriera da scugnizza

Una donna per regista, che sembrerebbe un uomo, per grinta, per la vena energica e il coraggio graffiante dei suoi film. La determinazione di Lina Wertmüller, è impressa e vivida nel suo cinema, intessuto di sud, di teatro e televisione. Una vita da scugnizza di fronte cui, anche New York, la celebre metropoli diffidente, apparentemente fredda, si è fermata per tributarle onori e glorie.

Con l’Oscar alla carriera a 91 anni nella cerimonia dell’Academy Awards. “L’Oscar è maschilista. Chiamatelo Anna!”. Fu già prima donna ad essere nominata per un Oscar nel 1976 con Pasqualino Settebellezze, pur non vincendolo. “L’America è una cosa seria”, pronuncia nel suo discorso di ringraziamento al pubblico americano.

Cerimonia Academy Awards per Lina Wertmuller

Lina Wertmuller, l’America la ama

Emozionata ma combattiva, decisa a non cedere ai battiti del cuore, rivela che ama tutti coloro che hanno adorato i suoi film. E li considera dei figli. Ricambiando il bene e l’affetto, a lei rivolto, anche semplicemente appassionandosi ad una sua proiezione, o ricordandosi una sua trama. Ma sarà facile così innamorarsi di quelle sceneggiature, teneramente borghesi con spasmi di poesia.

Lina con i suoi occhiali, che ognuno riconosce, come se dovessero restare gli unici sul volto di una donna. Indossati non per darsi arie di superiorità, non per calarli sul naso come da intellettuale annoiato, ma volendo cercare una nitidezza con lo sguardo. E quel bianco, simbolo della purezza, che vagamente ricorda un’anima vacanziera, a incorniciarne lo sguardo solare.

Lina Wertmüller e Giancarlo Giannini sul set - Foto repertorio
Lina Wertmüller e Giancarlo Giannini sul set – Foto repertorio

Eccentricità e poesia

Incorreggibile, curiosa ed estroversa, ha avuto innumerevoli amici, tra quelli scelti e gli altri che la vita per gioco l’ha portata ad incontrare. Franco Zeffirelli fu il primo a darle fiducia come autrice teatrale, e a cui rimase senza amica. E presto il carattere allegro e positivo di Lina Wertmüller, forse la sua eccessiva eccentricità con quel pizzico di esagerazione, la portarono nel mondo del cinema.

E iniziò a creare, film storici, politici, passionali ritratti grotteschi della società e del suo tempo. E i premi ricevuti diventavano secondari in confronto alle sensazioni che regala un pubblico grato. “Mi fa molto piacere essere riconosciuta dai tassisti di Sydney, New York o Tokyo“, rivela Lina Wertmüller. Quando nella loro lingua o improvvisando un dialogo, cercano di farle capire che hanno visto, riso e pianto con i suoi film.

Lina Wertmüller sul set - Foto web
Lina Wertmüller sul set – Foto web

Come si diventa Lina Wertmüller

Come i più grandi registi, Lina Wertmüller scrive le storie da se. E saranno divertenti e commoventi insieme, semplici da cui cogliere l’essenzialità. Con i personaggi rappresentati nelle loro debolezze, nelle caricature, che evocano una società intera.

Lei è nata e vive a Roma. Ma lo spirito è di un caratteristico ragazzaccio partenopeo. Dove il rafforzativo indica solamente, la sfrontatezza propria della giovinezza. Che pare non l’abbandoni mai. E lo sguardo sfacciato a testa alta contro il mondo, che non pecca mai di esuberanza ma ti inebria di accogliente simpatia.

Lina Wertmüller Oscar 2019
Lina Wertmüller Oscar 2019



Ispirazioni felliniane

Un’artista attenta e sensibile, capace di farti sognare in una ambientazione di borgata, tanto quanto nei palazzi principeschi e nobili. La ricorderemo per “I Basilischi”, “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, “Film d’amore e d’anarchia”, “Pasqualino Settebellezze”, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto“. E ancora, ” Io speriamo che me la cavo”, “Ferdinando e Carolina” e “Francesca e Nunziata“.

Lo spirito selvaggio di sempre, ha raccontato conflitti sociali, il passato oscuro della nazione, la politica. Fu allieva di Fellini, con assistente scenografa in 8 1/2. E del maestro riminese ne fa sua la chiave surreale e la fantasia sconfinata. La curiosità, sua compagna di strada, e il sarcasmo, le sue qualità migliori.

Film d'amore e d'anarchia - Foto web
Film d’amore e d’anarchia – Foto web


Semplicemente Lina

L’ironia ha trasformato il suo lavoro in gioco, così gli anni della signora del cinema italiano non si contano. C’è quell’eterna gioventù che la contraddistingue. Quell’anticonformismo elegante che l’ha resa originale. Perché. Non assomiglierà a nessuno chi vorrà essere ricordato come unico.

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