Esce il 5 dicembre L’inganno perfetto, il nuovo film con Helen Mirren e Ian McKellen diretto da Bill Condon.

Abbiamo visto per voi in anteprima il nuovo film di Bill Condon, regista versatile celebre per film come Dreamgirls e due capitoli della saga di Twilight. L’inganno perfetto, presentato al festival di Torino, vede protagonisti due mostri sacri come Helen Mirren e Ian McKellen recitare insieme per la prima volta. La pellicola si presenta come un avvincente thriller, ma la storia, soprattutto nel finale, scricchiola non poco.

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Betty (Mirren) e Roy (McKellen) in un momento di fittizia quotidianità. Immagine Warner Bros.

L’inganno perfetto: la sinossi ufficiale.

Il genio della truffa Roy Courtnay (McKellen) ha messo gli occhi su una nuova preda: Betty McLeish (Helen Mirren), una donna da poco rimasta vedova che vale milioni di sterline. E Roy intende prendersi tutto. Fin dal loro primo incontro, Roy inizia a manipolare Betty con il suo collaudato modo di fare, e Betty, che sembra alquanto affascinata da lui, lo asseconda. Ma questa volta, quella che sarebbe dovuta essere una semplice truffa si trasforma in un gioco del gatto con il topo, dove la posta in palio metterà in luce i più insidiosi inganni che li porteranno entrambi attraverso un campo minato di pericoli, intrighi e tradimenti.

Recitazione e regia molto buoni!

Un punto assolutamente positivo è la recitazione dei protagonisti che ci appare come assolutamente impeccabile. Mirren è decisamente credibile come signora di provincia in cerca dell’anima gemella, mentre il trasformismo di McKellen, già al servizio di Condon in Mr. Holmes – il mistero del caso irrisolto, è ben giocato grazie alla maestria dell’attore. Si crea una chimica molto particolare tra i due che si sono trovati immediatamente a loro agio in questi panni.

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I due protagonisti in un momento del film. Immagine Warner Bros.

La regia offre delle inquadrature interessanti e ben pensate che, in alcuni momenti, giocano con lo spazio circostante per enfatizzare la natura dei due personaggi. Merito di Condon è, soprattutto, quello di aver unito, per la prima volta, due dei maggiori attori del Regno Unito. Di seguito il regista racconta il diverso approccio dei due attori:

“Per Helen penso che si tratti più dell’immediatezza dell’esperienza e di come tutto prende vita al momento, mentre con Ian, erano importanti le prove, le discussioni e la disamina della sceneggiatura da ogni angolazione, come la pianificazione dell’azione, i costumi e gli oggetti di scena. È stato affascinante osservare la loro interazione. Ad un certo punto, prima l’uno e poi l’altra mi hanno preso da parte per esprimere quanto fossero stupiti l’uno dall’altra, e di quanto fossero sbalorditi dalla tecnica dell’altro, così diversa dalla propria, come due modi differenti di vedere il mondo”.

L’inganno (im) perfetto: la storia che non convince.

Se, fino a metà film, siamo ben dentro la storia e seguiamo con interesse il corteggiamento fittizio di Roy facendo il tifo per Betty, la seconda metà scricchiola non poco. Senza voler spoilerare nulla, possiamo dirvi che, senza preavviso e in maniera quasi ingiustificata, subito dopo il punto medio della storia, parte una nuova linea narrativa al passato che stona con il resto della storia e aggiunge decisamente troppo materiale che appesantisce la visione del film.

Il trailer del film

Senza dubbio, i momenti del passato decisamente lontano, parliamo degli anni ’40, aiutano a comprendere meglio la storia e sono indispensabili per mantere una vicinanza al romanzo. Eppure, i colpi di scena si sussegono con talmente tanta foga che, mano mano che ci si avvicina al finale del film, sembrano quasi la norma e non ci soprprendono più. Un peccato perché, con una migliore gestione dei piani narrativi e un montaggio più azzeccato, l’effetto straniante di questi sbalzi temporali si sarebbe potuto evitare a tutto vantaggio della godibilità della pellicola.

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