Lipsia, dove può arrivare la squadra di Nagelsmann?

Sono la squadra più odiata di Germania, su questo non ci sono dubbi. Da qualche anno però sono anche invidiati da mezza Europa per un progetto tecnico e sportivo che punta come nessuno su giovani e futuro. Nel quarto anno di Bundesliga della loro storia, il Lipsia di Nagelsmann non si pone limiti. Anche in Europa. 

Una storia tutta da scrivere

Il Lipsia ha il merito di aver stabilito un record poco invidiabile ma pur sempre importante: aver unito tutte le tifoserie di Germania (e non solo) contro di lei. Soprattutto negli ambienti ultras non è facile accettare ai vertici del calcio tedesco questa società nata ufficialmente nel 2009 quando la multinazionale austriaca Red Bull decide si investire nel calcio tedesco comprando il titolo del SSV Markranstädt (militante in quinta divisione) dando vita ad un progetto che in appena 6 anni portò la squadra in Bundesliga per la prima volta nella sua storia.

La storia non si compra al supermercato, per questo ogni volta che il Lipsia scende in campo si assiste a svariate manifestazioni di dissenso contro la società con striscioni, marce pacifiche, scioperi del tifo e purtroppo anche qualche indicente. 

Il Lipsia però sta dimostrando di essere una società non da odiare ma bensì da prendere come modello. E più di qualcuno se ne sta accorgendo. Basti pensare che in estate la società ha speso 52 milioni di euro per 6 acquisti con età media di 19,2 anni. Ogni stagione il Presidente (e ex dg) Oliver Mintzlaff porta in sassonia i migliori giovani del panorama calcistico mondiale. La mission è chiara: spendiamo soldi (perché ne abbiamo) ma solo per acquistare i migliori calciatori U23 del mondo.

Il giovanissimo Presidente del Lipsia Oliver Mintzlaff – photo credit tz

Questa filosofia ha permesso di di disputare 3 campionati di Bundesliga conquistando consecutivamente due qualificazioni in Champions League e una in Europa League. Per una società che 10 anni fa non esisteva, è un altro record (stavolta positivo) invidiabile.

Se il progetto sportivo può suscitare delle perplessità, quello tecnico è un modello vincente e speriamo anche esportabile. Oltre agli acquisti infatti, per costruire una società di altissimo livello la Red Bull ha creato un centro sportivo tra i primi in Europa. Le strutture, queste si che innalzano il valore di un club.

Entrata del centro sportivo del RB Lipsia – photo credits medick.de

Un centro sportivo dove tutto è costruito con un criterio preciso e studiato nei mini dettagli, con le camere dei calciatori con vista sul campo da gioco, con scuole, cinema e centri relax per non far mancare nulla ai tanti giovani che entrano a far parte del mondo Red Bull e del Lipsia. Si fabbricano uomini in primis e poi campioni. Chi entra nel centro sportivo sa che andrà far parte di una grande famiglia. Questo è il diktat del patron Dietrich Mateschitz, uno che ha investito la sua vita nello sport di qualità.

Il progetto inizia ad assumere anche i contorni sociali, un’altra missione che il Lipsia ha messo al primo posto per cercare negli anni futuri si spegnere l’odio nutrito nei suoi confronti. L’ultima iniziativa è stata la campagna pubblicitaria della squadra in cui si rimarcano le idee chiave del Lipsia (ripeto, coinvolgimento, solidarietà, inclusione, etc.) contro ogni forma di razzismo.

Una campagna arrivata proprio durante le elezioni regionali in Sassonia per contrastare l’ascesa dei partiti di destra sempre più forti e presenti in regione. Un lavoro lungo e laborioso ma che (come successo per il lato sportivo) porterà certamente risultati anche dal lato sociale. Rispondere all’odio con intelligenza e proposte. Questa è la strada.

Genio Nagelsmann

Un progetto così bello non poteva prescindere dall’arrivo in panchina di un allenatore speciale, lo “Special One” tedesco per eccellenza: Julian Nagelsmann. Il più giovane tecnico della storia della Bundesliga (esordì a 27 anni sulla panchina dell’Hoffenheim), un visionario del calcio e allenatore che ama come pochi (forse solo Guardiola e Conte lo superano in questo) la cura maniacale dei dettagli.

Con lui alla guida della prima squadra, il Lipsia ha voluto dare un segnale forte a tutti quanti: non solo politica dei giovani ma anche bel gioco e voglia di conquistare un titolo in pochi anni. Obiettivo dichiarato apertamente da Nagelsmann nella conferenza stampa di presentazione.

Julian Nagelsmann – photo credit – Sportbild

Oltre alle sue tecniche di allenamento stravaganti e futuristiche (riprende gli allenamenti con un drone e poi li proietta su un maxi schermo posizionato in campo), Nagelsmann ha rinforzato la rosa con altri super talenti portando in Germania Ademola, Lookmann, Christopher Nkunku, Hannes Wolf, Luan Candido e Ethan Ampadu. Il vero capolavoro di mercato è stato poi il rinnovo fino al 2023 di Timo Werner, la stella della squadra che ha deciso anche quest’anno di restare in Sassonia (rifiutando una sontuosa offerta del Bayern Monaco) per completare la sua crescita. 

Come cambia con Nagelsmann? 

Praticamente tutto. Cambia la filosofia: si gioca sempre per segnare un gol in più degli avversari. Cambia l’atteggiamento: non siamo inferiori a nessuno, comportiamo su tre fronti per vincere tutto. Diversificazione del modulo: un 3-4-1-2 super offensivo dove si gioca a mille all’ora. Cambia la prospettiva: i calciatori crescono e si migliorano sotto la guida Nagelsmann. Cambia la mission: non solo fabbrica di talenti, si può anche vincere. 

La stagione appena iniziata ha confermato subito tutto questo con la vittoria per 4-0 in casa dell’Union Berlin alla prima giornata (con 135 passaggi riusciti nei primi 60′ di gioco) e il successo di misura 2-1 contro l’Eintracht Francoforte (altra realtà emergente di Germania) a sancire la grande maturità acquisita.

Il divario con Borussia Dortmund e Bayern Monaco si è assottigliato parecchio ma ancora esiste. L’esperienza delle due grandi di Germania è ancora un gradino superiore e solo Nagelsmann può colmare leggermente questo gap. Lottare per il campionato sarà molto dura, forse impossibile, ragionando partita per partita potrà permettere i sassoni di restare comunque agganciati al treno di testa.

Dal Lipsia tutta la Germania si aspetta di trovare finalmente quella “terza incomoda” capace di interromperete il duopolio Bayern-Borussia.

Timo Werner, ha rinnovato fino al 2023 con il RB Lipsia.

Obiettivi?

Se lo scorso anno il Lipsia perse la finale di DFB Pokal in finale, in questa stagione la coppa può diventare l’obiettivo primario. Vincere un titolo a certificazione del progetto. Per riuscirci il Lipsia sta portando in Germania anche il talento del ceco Patrik Schick, calciatore che in Sassonia può ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Schick  può essere quel centravanti tecnico e mobile ideale per il gioco di Nagelsmann. La trattativa è vicina alla chiusura. 

Dove può arrivare questa squadra? Oltre alla Coppa di Germania bisogna blindare il terzo posto e continuare a qualificarsi in Champions League. In ambito europeo invece, Nagelsmann vuole riprendere il discorso iniziato con l’Hoffenheim due stagioni fa quando impressionò l’Europa alla sua prima stagione europea.

Quella volta i mezzi erano limitati, adesso invece può contare su una squadra che punta apertamente ad essere la scheggia impazzita della manifestazione. Una squadra che vuole portare nel vecchio continente un calcio spumeggiante mettendo in mostra i suoi talenti. Siamo sicuri che chiunque peschi il Lipsia nel girone, dovrà faticare non poco. Noi intanto ci godiamo una squadra che ha cambiato radicalmente il modo di intendere calcio.

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