L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha condannato un presunto attacco congiunto statunitense-israeliano contro un impianto di produzione di uranio nell’Iran centrale, definendolo una violazione delle norme di protezione per i siti nucleari a fini pacifici. L’impianto, noto anche come struttura Shahid Rezayee Nejad, è una componente fondamentale del ciclo del combustibile nucleare iraniano e si trova ad Ardakan, nella provincia di Yazd.

L’organizzazione ha dichiarato lunedì in un post su X che l’attacco è stato “una chiara violazione dell’immunità degli impianti nucleari pacifici” e un attacco diretto alla “catena di approvvigionamento del combustibile per i reattori” dell’Iran, nonché allo sviluppo della medicina nucleare.

“La tecnologia nucleare iraniana è al servizio della pace e della salute dell’umanità”, si legge nella dichiarazione, che aggiunge che il percorso nucleare del Paese “non sarà mai fermato dal lancio di bombe pesanti”.

L’accusa agli Usa, il salvataggio del militare era una scusa per “rubare uranio arricchito” all’Iran

Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha affermato che il salvataggio del militare disperso dopo l’abbattimento di un F-35 potrebbe essere stata una copertura per “rubare uranio arricchito” dalla Repubblica Islamica. Baqei ha aggiunto che il cessate il fuoco proposto dagli Usa “significherebbe solo una pausa per Israele e Usa per recuperare le forze” prima di “riprendere a commettere crimini”. Quindi, ha chiosato il portavoce, “nessuna persona sana di mente lo accetterebbe”.

Quali sono i nodi dell’accordo

Secondo le diverse ricostruzioni, sarebbero due i punti centrali intorno ai quali si stanno snodando le trattative: il destino dell’uranio altamente arricchito attualmente presente in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. I mediatori starebbero lavorando proprio su questi due nodi, sebbene sia ritenuto improbabile che l’Iran possa cedere su entrambi i fronti in cambio di una tregua di 45 giorni. Le trattative in questo momento sarebbero dedicate proprio a capire se Teheran sia disposta a fare passi parziali su entrambe le questioni.