L’Iran ha annunciato nuove procedure per le navi che vogliono transitare per Hormuz dopo la firma dell’accordo Usa-Iran. In una dichiarazione pubblicata dal Teheran Times su X, ha spiegato che nel periodo coperto dall’accordo, le navi dovranno presentare la richiesta di attraversamento almeno 48 ore prima di arrivare nello Stretto.

Durante i 60 giorni dell’accordo tra Iran e USA, le tariffe previste non saranno richieste agli armatori ma se ne farà carico il governo della repubblica dell’Iran. Data la presenza delle mine le navi si devono coordinare nel passaggio con l’autorità.

“L’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico sta imponendo un’assicurazione obbligatoria, approvata dall’Iran, per tutte le navi che utilizzano lo Stretto di Hormuz: gratuita per 60 giorni, ma con probabili costi in seguito”. Lo scrive Lloydslist, pubblicazione dedicata ai settori della navigazione. “Questa mossa mette in discussione l’accordo tra Stati Uniti e Iran che garantisce il passaggio senza pedaggio” spiega la testata, aggiungendo che l’assicurazione obbligatoria non prevede alcun costo durante i 60 giorni dell’accorso, ma che probabilmente le commissioni saranno applicate una volta scaduti i 60 giorni.

La parte centrale dello Stretto di Hormuz è bloccata da circa 80 mine

La parte centrale dello Stretto di Hormuz è bloccata da circa 80 mine che dovranno essere rimosse affinché la navigazione nella via marittima possa riprendere normalmente. Lo ha riferito al Guardian Intertanko, associazione indipendenti di armatori che opera nel settore petrolifero.

“La rotta principale che attraversa il centro dello Stretto è chiusa e pericolosa” ha affermato Phil Belcher, direttore di Intertanko. “L’ultimo dato in nostro possesso indica la presenza di 80 mine nello Stretto di Hormuz. Si tratta di una quantità enorme e ci vorrà del tempo per bonificare l’area”, ha spiegato, paragonando la via marittima a “un’autostrada dove la carreggiata centrale è chiusa e per questo si deve utilizzare la corsia di emergenza”.
Il rischio principale per le imbarcazioni che vogliono attraversare lo Stretto è quello di “incagliarsi sugli scogli lungo la rotta omanita”, ulteriormente aggravato dal “disturbo dei segnali” che l’Iran ha ordinato durante il conflitto con gli Stati Uniti, impedendo il funzionamento dei sistemi di navigazione.