L’Irlanda del Nord, tra cuore e unione per sognare l’Europeo

La sconfitta subita contro l’Olanda ha un pò ridimensionato il sogno dell’Irlanda del Nord di qualificarsi all’Europeo in un girone davvero difficile. Tuttavia, i britannici si giocheranno le residue chance di raggiungere il secondo posto nelle prossime due sfide di Novembre, sulla carta proibitive.

IL CALCIO IN IRLANDA DEL NORD

Può sembrare strano ma l‘Irlanda del Nord è stata la seconda nazione al mondo ad avere un proprio campionato, dopo l’Inghilterra. Fondata nel 1890, era inizialmente la lega dell’intera Irlanda. Soltanto dopo la scissione tra le due parti, avvenuta nel 1921, dopo la Guerra di Indipendenza, ci fu la creazione di una specifica lega del Nord. Il campionato presenta una struttura simile a quello della maggior parte delle altre federazioni britanniche, con la presenza di sole 12 squadre che, però , si sfidano in due gare di andata e in due gare di ritorno, per il totale di 4 sfide incrociate. Fino al 2013 ha fatto parte della federazione dell‘IFA, che comprendeva i campionati di entrambi i paesi irlandesi, seppur divisi tra loro nello svolgimento.

Nel 2008-2009 il campionato è stato riorganizzato, con la lega che ha preso il nome di IFA Premiership. Tuttavia, nel 2013 la federazione irlandese decise di staccarsi dall’IFA e di creare una propria organizzazione, che prese il nome di NIFL. Nonostante i numerosi tentativi di crescere da un punto di vista organizzativo e strutturale, il campionato nord irlandese non ha ancora trovato la sua giusta dimensione. Il livello del torneo rimane piuttosto basso e, la maggior parte dei calciatori di buon livello, decide di emigrare negli altri campionati britannici. Basti pensare che, dell’attuale rosa a disposizione del CT O’Neill ( del quale parleremo dopo), un solo elemento milita in patria, il giovane attaccante del Linfield, Shayne Lavery.

I Campioni in carica dell’Irlanda del nord, il Crusaders.
Credits: Pinterest

Già, proprio il Linfield è la squadra più titolare del paese, con la bellezza di 53 campionati conquistati. Al secondo posto troviamo un’altra big nord-irlandese come il Glentoran, che ha conquistato 23 titoli. I campioni uscenti sono i rossoneri del Crusaders, che nello scorso campionato hanno conquistato lo scudetto numero 7 della loro storia. Guadagnatosi l’opportunità di partecipare al primo turno di qualificazione della Champions, i campioni di Irlanda del Nord hanno mostrato tutti i limiti dell’attuale movimento. La doppia sfida contro i bulgari del Ludogorets è terminata con un punteggio complessivo di 9-0, sancendo l’eliminazione immediata del Crusaders.

UN DURO ALLA GUIDA DELLA NAZIONALE

Come detto precedentemente, il CT della Nazionale irlandese è Michael O’Neill, in carica dal 2012. Un uomo tipicamente britannico, capace di tirare fuori il meglio dai suoi uomini, La bontà del suo lavoro è stata ripagata nel 2016, quando la sua squadra ha raggiunto una clamorosa qualificazione all’Europeo. In Francia, i biancoverdi sono riusciti addirittura a superare il girone, seppur tramite ripescaggio, terminando il loro cammino agli ottavi di finale. Qui, gli uomini di O’Neill sono stati battuti dal Galles per 1-0 in un derby tipicamente britannico. E’ stato il secondo miglior risultato della storia della Nazionale nord-irlandese, che in precedenza vantava soltanto un difficilmente eguagliabile piazzamento ai quarti nel Mondiale del 58.

Il CT irlandese Michael O’Neill, in carica dal 2012
Credits: Sky Sport

Tipicamente britannico anche nel mondo di intendere il calcio, con un gioco molto muscolare e adatto al materiale a disposizione, il CT O’Neill ha anche un certo vizietto per il bere, anch’esso prettamente inglese. Un vizietto che, nel 2017, gli è costato caro visto che è salito agli onori di cronaca per essere stato fermato alla guida in stato di ebrezza. Una bravata che gli è costata il ritiro della patente e le prime pagine di molti tabloit sportivi britannici. Curiosamente, però, O’Neill non è solo un uomo di calcio. Abile investitore, con molte attività di sua proprietà in Irlanda, risulta il CT con più guadagno al mondo. Il suo patrimonio netto stimato è di ben 145 milioni di dollari, con un fatturato annuo di ben 46 milioni.

POCA QUALITA’, TANTO CUORE

Se il conto in banca del CT O’Neill è decisamente ricco, altrettanto non si può dire per la rosa a sua disposizione. Basti pensare che il calciatore più famoso, tolto il capitano Steven Davis, continua a essere Kyle Lafferty, passato anche in Italia con la maglia del Palermo. Proprio in Sicilia, il centravanti ha rischiato di tornare quest’estate, quando è stato in trattativa con i rosanero per rinforzare clamorosamente la squadra in vista della serie D. Proprio il CT O’Neill, udendo le tanti voci di mercato, per lo più riguardanti campionati minori, che riguardavano il suo bomber, lo ha invitato, senza mezzi termini, a cercarsi una squadra seria. Non è lecito sapere se la scelta di Lafferty, che alla fine ha firmato in Norvegia con il Sarpsborg 08, lo abbia davvero soddisfatto.

Il resto della rosa a disposizione del CT , vede un portiere esperto come McGovern, che milita nel Norwich. In difesa il nome più importante è quello di Evans, con un lungo passato nelle fila del Manchester United. Affianco a lui, altri due giocatori esperti e di sicuro affidamento come Cathcart e McLaughlin per quello che può essere considerato il miglior reparto della squadra. Lo testimoniano anche i soli 7 gol subiti, finora nelle qualificazioni pur avendo affrontato già Germania e Olanda. Non male, se preso da un punto di vista della grinta e della corsa, anche il centrocampo. Il capitano Davis è un punto fermo e milita in Scozia con i Rangers. Con importanti esperienze in Premier League, negli anni ha affinato le sue qualità tecniche ed è il vero regista della squadra. Garantiscono efficacia e grinta al reparto anche i suoi compagni, tra i quali spiccano McGinn, Corry Evans e Ferguson.

Il capitano Steven Davis, l’uomo di maggior blasone e qualità della squadra.
Credits: Goal.com

Più problemi, invece, per ciò che concerne il reparto offensivo. Lafferty, nonostante l’avanzare dell’età e una carriera apparentemente in declino, rimane un’arma importante anche per l’abilità sui calci piazzati. Il potente Josh Magennis vede poco la porta ma sa farsi apprezzare per il suo sacrificio e un’importante duttilità che gli permette di giocare perfino da terzino. Non hanno grandissimo feeling con il gol neanche Boyce e Washington nonostante militino in Scozia e Inghilterra. Il giovane Shayne Lavery è l’unico a giocare in patria ed è considerato una buona promessa. E’ un classe 98 che sta trovando buona continuità in zona gol con la maglia del Linfield ma che, probabilmente, necessita di un’esperienza importante all’estero.

LE CHANCE DI QUALIFICAZIONE

I nord irlandesi ci hanno provato, mettendo in difficoltà l’Olanda nell’ultimo scontro diretto. Un risultato positivo avrebbe sensibilmente avvicinato gli uomini di O’Neill alla seconda clamorosa impresa dopo quella a Francia 2016. Alla fine è emersa la maggiore qualità dei tulipani, che si sono imposti per 3-1 ribaltando tutto nel finale. Una vera beffa per i biancoverdi, che si erano portati addirittura in vantaggio a 15 minuti dal termine dopo una gara di grande sostanza difensiva. Nel seguente impegno di questa pausa per le Nazionali, l’Irlanda del Nord ha affrontato in trasferta la Repubblica Ceca in amichevole. Si è imposta con un importante 3-2, sconfiggendo il team ceco che solo pochi giorni prima aveva battuto l‘Inghilterra.

La squadra irlandese è più viva che mai e, nelle ultime sfide del girone, che la vedranno opposta nuovamente all’Olanda (in casa) e alla Germania (in trasferta), tenterà di ribaltare le sorti della qualificazione. Con la consapevolezza che si andranno ad affrontare due grandi del panorama mondiale ma anche che questa squadra è in grado di far soffrire tutti. Perchè, d’altronde, il motto nazionale è “Quis separabit??”, ossia “Chi ci potrà separare?”. Una nazione che fa dell’unione il proprio punto di forza, con un carattere tipicamente nord irlandese forgiato da una storia fatta di tante battaglie. Come quelle che sono pronti a fare sul campo i giocatori del mister O’Neill, per dimostrare che non sono inferiori all’altra Irlanda!

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