Cronaca

L’Istat ha diffuso l’Annuario 2017

L’Istat ha pubblicato l’Annuario Statistico 2017

Come ogni anno, l’Istat ha pubblicato l’Annuario Statistico. La versione integrale di 798 pagine è consultabile e scaricabile a questo link. L’Annuario è utile a offrire una fotografia dell’Italia in un arco temporale definito, evidenziandone le trasformazioni nei diversi aspetti sociali, economici e culturali.

Nascite, aspettative di vita, flussi migratori

I punti fermi sono gli stessi da anni. nel 2016 è proseguito il calo delle nascite: 473.438, con un quoziente di natalità pari a 7,8  nati ogni mille abitanti. Questo dato fa il paio con il posticipo della gravidanza, rimandata sempre più in avanti. Inoltre il Tasso di Fecondità Totale è di 1,35 figli per donna, al sesto posto tra i paesi dell’Unione Europea.

Ma l’Italia è anche il posto dove l’aspettativa di vita è più alta: gli uomini vivono in media 80,6 anni, le donne 85,1. Siamo un paese di vecchi.

Per quanto riguarda i flussi migratori, quasi 227mila persone hanno fatto richiesta di permesso di soggiorno, il 26% da persone provenienti dall’Africa Occidentale, seguiti da quelli dell’Asia Meridionale e dai paesi europei, rispettivamente 18% e 17,5%

Proprio i nuovi arrivi riempiono le classi del primo ciclo di istruzione, il 10,1% degli alunni viene dall’estero, compensando parzialmente il calo degli studenti (62 mila in meno rispetto 2014-2015). 

Lavoro e salari

Per quanto riguarda il lavoro e i salari, nonostante il calo del 3,5% rispetto al 2015, in Italia ancora ci sono 6,4 milioni di persone senza occupazione. Si tratta di un dato che vede un gap di due punti percentuali tra occupazione maschile (10,9%) e femminile (12,8%). Altro indicatore interessante è il calo della disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni), che passa dai 40,3 al 37,8 percento. Se invece si punta la lente a chi ha un lavoro i problemi restano, visto che le retribuzioni hanno toccato un minimo storico,

Disaffezione per la politica, interesse in musei e viaggi

Si conferma anche il distacco tra popolazione e politica, con una costante crescita della percezione negativa. Si evidenzia un calo che riguarda quasi tutti gli aspetti della partecipazione politica, soprattutto quella indiretta: la cosa pubblica non è un argomento di discussione per il 32,8% degli italiani.

Crescono i visitatori dei musei (oltre 45 milioni e mezzo di presenze), così come i servizi ricettivi e ristorativi (+4,8%), voci per le quali è stato recuperato il gap degli ultimi cinque anni.

Altri dati 

Un dato interessante è la spesa mensile generale di chi vive nelle grandi città (491 euro in più al mese), che spiega parzialmente come mai solo 1/3 dei figli nel range di età 18-34 lasci la famiglia di origine, nonostante siano cresciuti i nuclei monocomponenti (31,6% contro i 20,1% di venti anni fa).

L’Italiano prevale come lingua, cala l’uso del dialetto e aumenta la diffusione delle lingue straniere, soprattutto tra i giovani. Le altre lingue più parlate nel nostro paese sono il rumeno, l’arabo, l’albanese, lo spagnolo e il cinese. Il 92,3% delle persone di lingua madre straniera conosce una o più lingue straniere, rispetto al 56,6% dei lingua madre italiana.

Sono calati, rispetto al 2015, quelli che hanno letto un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali, da 42 a 40,5 percento.

In ultimo, tra i problemi ambientali che hanno suscitato maggiore preoccupazione tra gli italiani ci sono l’inquinamento dell’aria, i cambiamenti climatici e lo smaltimento dei rifiuti domestici.

Marco Toti

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