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Marzo 4, 2021, giovedì

Little Nightmares 2 Recensione – Little si traduce ancora con piccolo, vero?

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Non sono più tanto sicuro di saper parlare inglese dopo aver giocato, e mentre scrivo la recensione di Little Nightmares 2. “Little“, ad esempio, significa “piccolo”, giusto? Piccoli incubi, dunque, dovrebbe essere la traduzione del titolo del gioco, ora serie, di Little Nightmares. Eppure, a ben guardarli, gli incubi e il terrore che il gioco ha instillato in me sono tutto fuorché piccoli. Avrei dovuto aspettarmelo? Probabilmente sì. Specialmente chi è cresciuto leggendo “Piccoli Brividi”, sa bene che il concetto di “brivido” e di “piccolo” sono relativi. Di più, che spesso il sobbalzo più genuino non proviene da qualcosa di oggettivamente “terrificante”. Ma da una sensazione molto più radicata e debilitante. Una tensione emotiva figlia di un’atmosfera perfettamente bilanciata e inattesa. 

La storia di Mono

Il protagonista di Little Nightmares 2 è Mono, un altro dei bambini perduti che vaga nelle tetre location evocate nella saga di Little Nightmares. Mostri antropomorfi spaventosi tenteranno di fermare il suo viaggio in una città densa di inconoscibilità e orrori. Di rivelazioni sorprendenti, e di distorsioni fisiche, carnali, certo; ma anche e soprattutto emotive, e psichiche. Psicologiche, alla fine, quando i nodi iniziano a venire al pettine. 

Accompagnato dal personaggio del primo Little Nightmares, la “dolce” Six, Mono scoprirà che “c’è del marcio” che non andrebbe mai riportato alla luce. A meno che non si sia pronti a subire le conseguenze delle proprie azioni… vero, ragazzo perduto del DLC di Little Nightmares?

Little Nightmares 2 Recensione

Little Nightmares 2 Recensione, fra trama, atmosfera e ambientazione

Tra le pieghe di un titolo nato come “little” di nome e di fatto, si nasconde ormai un “big” mondo, molto più grande di quanto possiate immaginare. Non vi basterà portare a termine il primo, o anche il secondo capitolo con successo per vederlo tutto, vi avviso. Ma questo non dovrebbe più sorprenderci: la narrazione ambientale e multimediale è diventata uno standard per le produzioni più votate allo status di “artistiche”; e tutti, bene o male, hanno imparato a cercare indizi sulla storia dei personaggi nascosti nelle aree di gioco, nelle descrizioni di armi o equipaggiamenti, e chi più ne sa, più ne dica. Perchè se qualcosa è certo, è che nulla è mai davvero sicuro nella storia di Little Nightmares… o quasi.

L’incertezza degli eventi, del loro posizionamento nella serie, persino del loro effettivo svolgersi nella realtà, è parte, però, dell’atmosfera fascinosa di Little NIghtmares 2. E di Little Nightmares più in generale. La vaghezza contribuisce a donare un alone di mistero insondabile, che a sua volta si traduce in paura. La più ancestrale di tutte, quella che non può rivaleggiare con un jumpscare, o con un mostro spaventoso e sanguinolento; la paura dell’ignoto. Assetati, o meglio, affamati ci rivolgiamo a ogni appiglio fornito dal gioco, e dalle sue meticolosamente assemblate ambientazioni. E mai, mai, ne restiamo delusi.

Menzione d’onore, come spesso mi accade di fare ultimamente, per la colonna sonora, e l’uso di questa e di tutti i suoni in game. In Little Nightmares 2, ricordatelo, nessun suono è per caso, e nessuna musica è inutile. Ah, e non aspettatevi un approccio convenzionale al “silenzio” nel gioco. Non sempre, infatti, un jumpscare (non ce ne sono molti, ma capita) è preceduto da un innaturale calma piatta…

Little Nightmares 2 Recensione

Little Nightmares 2 Recensione, più profondo…

Little Nightmares 2 è più profondo su diversi livelli, lo avrete capito. Addentrandosi nel genere psicho-horror ancor più che in passato, i developer hanno messo a frutto il successo della saga scommettendo ancor più vibratamente su un immaginario malato e terrificante. E laddove nel primo Little NIghtmares si evocava più volte lo spirito “Timburtoniano”, in Little Nightmares 2 il gioco prende una svolta identitaria più marcata. Pur restando all’interno di canoni e proporzioni care al regista; ma più come omaggio al passato della serie, che come leitmotiv. 

E approfondendo lo stile artistico e grafico, non poteva che rendersi più fitta anche la rete di aree che dobbiamo attraversare in ogni spettrale ambientazione del gioco. A partire dalla scuola, infatti, la prima successiva il più lineare tutorial nella foresta, l’impressione è che le zone siano state pensate ciascuna come una “Fauci” in miniatura. Laddove, infatti, nella nave del primo Little Nightmares esisteva una continuità tanto stilistica quanto “strutturale”, nella città del 2 le aree di gioco posseggono ciascuna la loro planimetria peculiare, le loro caratteristiche, il loro “disegno”. Il che, lato gameplay, si traduce in diverse modalità di esplorazione, diversi timori, diversi “e ora, cosa succederà? Chi vorrà la mia pelle, e come posso difendermi?”. Come nelle Fauci, però, la continuità strutturale, che diventa chiarezza esplorativa, è doverosamente confermata all’interno di ogni singola zona.

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…e tecnicamente più rifinito

Contemporaneamente, dunque, si è resa necessaria l’introduzione di nuove meccaniche di fianco alle vecchie, già collaudate. Il lavoro svolto in fase di progettazione degli enigmi e dei combattimenti, delle Boss fight e dei momenti “horror” è stato mastodontico. Non era un compito facile mantenere il gioco semplice e intuitivo come il primo capitolo, e al contempo dinamicizzarlo quel tanto che basta per adattarsi al nuovo, più forte e action, protagonista Mono

Da un lato, dunque, non possiamo che promuovere le scelte di gameplay legate alle azioni “fisiche” di Mono: brandire armi per difendersi praticamente, oltre che fuggire, è stato il più delle volte liberatorio. In perfetta continuità con la storia del personaggio e, cosa più importante, con la prosecuzione nei livelli. Le sessioni action sono distribuite con parsimonia, eppure sono disponibili sempre al momento giusto; quando il giocatore, oltre che il protagonista, davvero non riuscirebbe più a sopportare un’altro spavento, o un ennesimo enigma ambientale. E’ un peccato, quindi, che alcune incertezze tecniche minino la solidità di un impianto ludico altrimenti impeccabile e praticamente perfetto.

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…ma non troppo

In dote da Little Nightmares, oltre a ciò che ci è piaciuto e vi ho illustrato poc’anzi nella recensione, Little Nightmares 2 si trascina i cadaveri delle problematiche tecniche più fastidiose dell’avventura di Six. Hitbox non sempre corrispondenti con oggetti e pareti, una telecamera non impeccabile, che spesso induce in errori di valutazione della profondità. E anche, ma potrebbe essere unicamente un problema dovuto a un mio approccio non impeccabile, qualche enigma dalla soluzione eccessivamente contorta. 

Su tutti, quello delle hitbox imperfette è forse il problema più fastidioso. Anche perché le mappe sono piene di oggetti che si possono raccogliere e trasportare, lanciare e “calciare” anche involontariamente. Ma se “l’involontario” incide sul volontario, allora la ricchezza di dettagli diventa un handicap pesante; come durante alcune sessioni con in mano una torcia, che rischia di spostarsi da sola camminando su un oggetto dotato di hitbox: letale.

Little Nightmares 2 Recensione, in conclusione: deliziosamente spaventoso

Nato come progetto non troppo ambizioso, un delizioso “piccolo incubo” di Tarsier Studios, la creatura chiamata Little Nightmares si è evoluta di sua propria sponte. L’incontrollabile potenza delle ambientazioni, dei personaggi, dei nemici e dei misteri di un mondo ancora tutto da scoprire lasciano senza fiato oggi più di allora; e consegnano, di fatto, Little NIghtmares 2 a un livello superiore, di molto, rispetto al primo capitolo. 

Come anticipavo, dunque, Little Nightmares 2 di “piccolo” non ha davvero più niente. Le ambientazioni si sono evolute e ingrandite, senza risentire nel livello di dettaglio, o nella rifinitura di meccaniche nuove e interessanti. L’introduzione del co-protagonista, Six, segue la scia dell’uso dei Nomini del DLC nel ventre delle Fauci, e ne migliora intuizioni, situazioni e conseguenze, sia narrative che di gameplay. E poi, sfido chiunque a non restare a bocca aperta di fronte a determinati scorci, momenti, o avversari: è impossibile. Little Nightmares 2, anche per chi avesse lo stomaco e il cuore più forti, si conferma “deliziosamente spaventoso”. Non perfetto, ma perfezionato. E, speriamo, perfettibile in un terzo capitolo che, personalmente, non vedrei l’ora di “divorare”…

LITTLE NIGHTMARES 2 RECENSIONE | GIOCO TESTATO SU PC

+ Tante meccaniche nuove…
+ …pensate per interagire con un mondo più vario e vasto
+ Atmosfera che non manca mai di sorprendere ed emozionare
+ Trama (ambientale e non) coerente e interessante

– Permangono alcune delle “sporcature” tecniche e grafiche, simili a quelle del primo capitolo

VOTO: 8.8

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Lorenzo Mangohttp://www.metropolitanmagazine.it
Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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