Live Nation, il colosso dei concerti proprietario di Ticketmaster, è stato giudicato colpevole di monopolio da parte di una giuria americana. Secondo i togati, la compagnia Live Nation avrebbe operato in regime di monopolio violando le leggi antitrust federali e statali. La sentenza è arrivata dopo quattro giorni di deliberazioni a conclusione di un processo molto seguito negli Stati Uniti d’America e che potrebbe avere conseguenze di vasta portata per l’industria musicale.

Nell’udienza del mese di marzo il Dipartimento di Giustizia ha affermato inoltre che Ticketmaster gestiva la biglietteria per l’86 percento delle principali venue negli Stati Uniti, mentre Live Nation ha respinto le affermazioni definendole “scelte a caso” locali che presentavano una rappresentazione distorta del panorama della biglietteria.

Contro Live Nation avevano fatto causa oltre 30 stati americani, che tra le altre cose l’avevano accusata di costringere i locali e i palazzetti a utilizzare il servizio di biglietteria della sua controllata Ticketmaster. È solo lo sviluppo più recente di un caso che va avanti da tempo, e che rischia di avere grosse conseguenze sul settore dell’intrattenimento dal vivo.

Il verdetto è stato comunicato mercoledì 15 aprile, dopo cinque settimane di processo e quattro giorni di consultazioni. Secondo la giuria tra le altre cose Ticketmaster ha applicato una maggiorazione di 1,72 dollari su ogni biglietto venduto, e dovrà quindi rimborsare tutti i clienti.

Il giudice che presiede il caso, Arun Subramanian, stabilirà in un procedimento separato le sanzioni che potrebbero includere disinvestimenti significativi da parte di Live Nation o persino lo smembramento di Live Nation e Ticketmaster, un esito che il governo federale aveva invocato al momento della presentazione del caso, quasi due anni fa, sotto la presidenza di Joe Biden.