Lo scorso venerdì la maison Chanel ha dichiarato di voler collaborare pienamente con le autorità italiane, a proposito di un’indagine sullo sfruttamento del lavoro che coinvolge i subappaltatori della filiera del lusso. La dichiarazione arriva dopo che lo scorso giovedì la Polizia si è recata nelle sedi centrali di brand di lusso tra cui appunto il marchio francese ma anche Brunello Cucinelli e Moncler. Lo scopo era quello di acquisire documenti relativi alla governance e ai controlli della catena di fornitura, ricercando prove per un’indagine su presunte pratiche di sfruttamento del lavoro presso i subappaltatori.
Chanel collaborerà con le autorità italiane all’indagine sullo sfruttamento dei lavoratori

Nell’ambito di queste inchieste la maison ha infatti affermato di applicare i più elevati standard di responsabilità sociale e ambientale in tutta la catena di fornitura. In questo contesto ha anche specificato che fornitori e subappaltatori sono soggetti a valutazioni, audit e controlli regolari. Ha anche affermato alle autorità che si avvarrà di audit approfonditi e a ulteriori misure di verifica per fornitori e subappaltatori.
Già da qualche settimana fa, inoltre, non ha più rapporti con il subappaltatore coinvolto, dando istruzioni al proprio fornitore di imballaggi di porre fine al rapporto due giorni dopo aver ricevuto una segnalazione in merito lo scorso 18 maggio. Questo processo di risoluzione del contratto è stato avviato immediatamente. In un comunicato si legge che “Le informazioni riportate dai media erano già note a Chanel”. Reuters ha invece visionato un documento giudiziario che sostiene che nessuna delle nove società è oggetto di indagine: la Procura non ha richiesto l’amministrazione giudiziaria per alcuna di esse.
Marianna Soru





