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Lo scandalo di Amedeo Goria continua, le rivelazioni di Michela Morellato

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Michela Morellato aveva denunciato Amedeo Goria per aver subito molestie nel 2005. Le Iene lasciarono intendere che il responsabile fosse proprio Amedeo Goria. Che a distanza di tempo dice che erano accuse infondate. Ma Michela Morellato oggi non ci sta.

Michela Morellato risponde così alle parole di Amedeo Goria dell’ex marito di Maria Teresa Ruta:

«Basterebbe andare a rivedere quel famoso servizio delle Iene. Era il 2005: io non feci il nome del molestatore. Furono i giornalisti… Se le accuse erano del tutto infondate bisognerebbe capire il perché mi sia stato risarcito il danno morale con una cifra impegnativa… Accettai quello sporco denaro, ma ancora oggi mi pento di aver firmato quel patto. Forse allora era la decisione migliore che potessi prendere, consigliata dal mio legale».

Nel 2005 Goria ha vissuto un periodo molto delicato. In seguito a un servizio del programma Le Iene, è stato denunciato per presunte molestie sessuali in cambio di favori professionali. Amedeo si è sempre dichiarato innocente, sostenendo di essere “stato vittima di un raggiro televisivo”. La vicenda è stata poi archiviata dal Tribunale di Vicenza per “non sussistenza del fatto” e Goria ha denunciato per diffamazione i presentatori Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri e l’allora direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi. I tre, nel 2010, sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Roma.

Michela Morellato non usa mezzi termini e non ha certo peli sulla lingua:

«Mi dispiace che abbiano messo a riposo il generale Joseph Harrington. Però se l’è cercata, mi ha umiliata e quindi mi è venuta voglia di fargliela pagare. Ma non pensavo fossero così severi».

Così dice Michela Morellato, in un’intervista al settimanale Oggi in edicola. La moglie di un sergente Usa di stanza alla Caserma Ederle di Vicenza è protagonista di uno scandalo che ha rovinato la carriera dell’alto ufficiale che intratteneva con lei messaggi chat molto espliciti.

«Mi ha notata nella palestra della caserma, mi ha chiesto l’amicizia su Facebook: abbiamo iniziato a chattare… Mai usciti insieme. Era un’amicizia affettuosa e solo virtuale. Vabbé, lui faceva delle avances, ma io glissavo. Sarebbe bastato che mi avesse detto: “Michela, non posso più chattare con te, scusami” e tutto sarebbe finito lì, invece mi ha fatto passare per pazza. Così prima sono andata a raccontare tutto all’ufficio che si occupa di questi problemi, e poi con un avvocato americano… Comunque io con l’esercito degli Stati Uniti avevo un patto: avrebbero protetto le mie informazioni con l’anonimato. E invece hanno mandato un’informativa alla caserma di Vicenza dove il mio nome è spiattellato bello chiaro. Da allora la vita è diventata impossibile. Ero l’italiana che aveva distrutto il generale, la strega. Mia figlia ha preso anche un pugno da un’altra bambina… Poi mi hanno accusata di spionaggio».

Michela Morellato, a Oggi, rivela anche che è pronta a portare tutti in tribunale: vuole chiedere un risarcimento danni di ben 2 milioni di dollari ad Amedeo Goria.

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