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Aprile 20, 2021, martedì

Lo scioglimento dei ghiacci di Valerio Cruciani

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Cosa c’è di così poderoso nel sesso da potersi considerare ancora oggi, in una società democratica, e priva del dettame della procreazione, lontana dalle influenze della religione , una società in cui il patriarcato non è neanche un ricordo dei tempi andati, cosa c’è che rende il sesso così determinante nel giudizio di una persona?

È questa la domanda che sta alla base del pensiero, e della storia, raccontata da Valerio Cruciani nel libro Lo scioglimento dei ghiacci, pubblicato della casa editrice Ensemble.

La storia

La storia raccontata, mai in prima persona dalla protagonista, ma solo dalle figure che ruotano intorno a lei, e persino dalla pistola con la quale il marito la ferisce, dopo averne a lungo meditato l’omicidio, ruota intorno ad una “scelta” che sconvolgerà un microcosmo. La scelta è quella di Roberta. Studiosa dello scioglimento dei ghiacci, con un lavoro sul campo e all’Università, un marito regista, e una figlia che vive all’estero, non più giovanissima, grazie ad un incontro casuale, decide di concretizzare una fantasia erotica. Accetta così di recitare in un porno.

Porno femminista di nuova concezione, qui la regista donna, decide insieme alla protagonista, gli attori uomini, la storia, e la location, in base alle fantasie di quest’ultima. Tale decisione, presa in segreto, e senza minimamente pensare alle conseguenze che avrebbe potuto arrecare porterà allo scioglimento di tutta la sua esistenza. Sarà acqua, marea, che travolgerà lei e la sua famiglia.

Valerio Cruciani, Lo scioglimento dei ghiacci copertina-foto unilibro.it
Valerio Cruciani, Lo scioglimento dei ghiacci copertina-foto unilibro.it

Le conseguenze

Roberta, scrive l’autore, sarà il centro dei giudizi, sarà il sole che fa sciogliere l’ipocrisia, sarà la donna che ha fatto quello che voleva nel modo meno ortodosso e più eclatante di tutti; senza violenza, col suo corpo, col suo volto, senza nascondersi dietro una maschera. Sarà la donna che ha goduto di sé e della sua decisione senza rete di protezione.

Per questa ragione viene licenziata, aggredita sessualmente dai superiori, poiché trasformatasi in merce di cui fruire. Viene, infine, quasi uccisa dal marito, che la considera una proprietà violata, e inizialmente rinnegata dalla figlia e dalla sorella. 

Roberta

Lo scrittore ne fa eroina e vittima insieme. Sarebbe potuta risultare eroica però, se solo avesse messo a conoscenza delle sua decisione il marito e la sua stessa figlia. Entrambi, infatti, vengono a conoscenza del film solo per caso; esattamente come la comunità scientifica e universitaria. Roberta, sarebbe stata meno giudicabile, se avesse lasciato la sua vita per un’altra fatta di piacere e godimento; dal momento che nella sua decisione il denaro non c’entra. Nella storia invece, francamente, risulta solo un po’ folle, disturbata; scollegata dalla realtà. Un’incosciente che, senza curarsi dei vivi e dei morti, si getta nel fuoco senza aspettarsi che la ridurrà in cenere. A coronamento di questa ipotesi, l’accenno a una violenza sessuale subita da ragazza, e dalla quale nacque sua figlia.

Secondo gli studi infatti, le donne che lavorano nel porno, sono perlopiù donne con disturbi della sessualità.Donne che da bambine/ragazzine, hanno subito molestie e violenze fisiche. Da qui, la relatività della libera scelta che riguarda solo individui sani e senzienti. In ogni caso, ci chiediamo, in quale paese di quale mondo, senza per questo giustificare le reazioni spropositate di marito e colleghi, la scelta di Roberta non sarebbe stata in alcun modo giudicata? In quale pianeta, una figlia, un compagno, avrebbero scrollato le spalle, l’avrebbero ammirata e compresa? E’ davvero un problema di arretratezza sociale e culturale, di giudizio sulla sessualità, o in questo caso di una decisione mal gestita?

Valerio Cruciani ritratto-immagine edizioniensemble.it
Valerio Cruciani ritratto-immagine edizioniensemble.it

La confusione

La sofferenza di Luciano, il marito, è il sigillo sull’opera, scrive Cruciani. Una sofferenza che a suo dire viene dal pregiudizio su chi e cosa deve essere un uomo e un marito, dall’educazione che incasella gli uomini a ruoli prefissati. È vero, è possibile. L’autore accenna al fenomeno del femminicidio, che scaturisce in larga parte proprio dallo scontro fra un tipo di educazione che gli uomini ricevono dalle donne, non dimentichiamolo, e l’evoluzione del ruolo della donna nella società. Peccato poi che Roberta, dopo essere stata quasi uccisa dal marito, torni insieme a lui, e vada a ricominciare la loro vita all’estero, avvalorando la tesi sulla pura follia del personaggio.

Lo scioglimento dei ghiacci

Sarebbe pertanto potuto essere un libro, scritto da un uomo, che condanna il femminicidio e la cultura che ci sta dietro, ma non lo è. Sarebbe potuto essere un libro, come viene presentato, sulla libera scelta di una donna di darsi al porno nella società patriarcale, e del revenge porn, e del mee too, che meriterebbero, comunque, un discorso a parte, e non lo è. Roberta, viola tutti i confini della sua e della libertà altrui, che è sempre delimitata da regole, anche quando quelle regole riguardano solo l’affettività, l’amore, il rispetto. Sarebbe potuto essere un libro sul porno e la psicologia delle donne che fanno una scelta che spesso le porta a diventare delle star del genere, molto più degli uomini, Siffredi a parte. Sono solo di donne i nomi incisi a fuoco nella storia della pornografia mondiale. E questo in una società da sempre patriarcale.Ma non è nemmeno questo.

Sarebbe potuto essere annoverato fra il libri di genere porno soft, ma lo scrittore non indugia mai su particolari sessuali descrivendo scene spinte. La sua scrittura è pulita, scorrevole, piacevole, e le pagine in cui è la pistola a parlare, rappresentano l’idea più originale del libro, la scrittura migliore. Rimane però un libro indefinito, incompleto, muto e irrisolto come e più della protagonista. Peccato, ma l’importante è che se ne parli.

Cristina Di Maggio

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