Il calvario di Gaza prosegue e nei centri abitati già travolti dall’urto di una delle forze militari più potenti al mondo, si piangono e contano i morti. L’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani, Volker Turk, ha chiesto un’indagine indipendente sulle fosse comuni scoperte nei due principali ospedali della Striscia, lo Shifa di Gaza city e il Nasser di Khan Yunis. Dopo i circa 300 cadaveri trovati dentro e intorno allo Shifa uscito devastato da una lunga operazione «antiterrorismo» israeliana, le autorità di Gaza denunciano il rinvenimento di 310 cadaveri nell’area circostante il Nasser. Le vittime, scrive l’agenzia palestinese Wafa, sono state collocate nelle fosse comuni dai militari israeliani dopo averle uccise durante l’occupazione dell’ospedale avvenuta a metà febbraio.

Le Nazioni Unite invocano una “inchiesta credibile e indipendente” sulle fosse comuni scoperte a Khan Yunis, dove sono stati rinvenuti al momento 310 cadaveri seppelliti nell’area dell’ospedale Nasser. Un’inchiesta che si rende a questo punto necessaria dato che, ha rivelato il responsabile per i diritti umani dell’Onu, Volker Turk, citato dal Guardian, tra quelle vittime alcune erano state denudate o sono state trovate con le mani legate dietro alla schiena. Immagini che fanno pensare a crimini di guerra la cui responsabilità è ancora tutta da attribuire, mentre le Forze di Difesa Israeliane, che nella struttura hanno effettuato dei raid con le persone che sono state denudate, picchiate e umiliate, che sostengono di non essere coinvolte in alcuna uccisione di massa nell’ospedale di Khan Younis.

Media locali parlano molti bambini, donne e anziani tra i corpi seppelliti nel cortile dell’ospedale Nasser, che l’Idf ha attaccato e poi occupato per diversi giorni.

Non è chiaro se si tratti di pazienti o sfollati morti durante i bombardamenti sulla zona, e sepolti per necessità nel cortile dell’ospedale, o se si tratti dei prigionieri fatti dai militari israeliani dopo avere fatto irruzione nel Nasser, che da allora è fuori servizio come l’altro grande ospedale di Khan Younis.