Se c’è una cosa che i look del red carpet degli Oscar 2026 sanno ancora fare benissimo, oltre a blindare Hollywood in una bolla di glamour quasi irreale, è ricordarci che il red carpet non è solo contorno: è linguaggio, è narrativa, è posizionamento puro. We know that. Quello della 98esima edizione, andata in scena al Dolby Theatre il 15 marzo, è stato un tappeto rosso meno rumoroso del previsto ma molto più interessante di tanti red carpet recenti: tra bagliori metallici, bianco minimalista, piume, ricami e styling calibratissimi, la vibe generale è stata chiarissima: classico Hollywood, sì, ma remixato con una precisione fashion contemporanea. Ci ha convinto del tutto? Questo non possiamo decretarlo. Si può fare di più.
Jessie Buckley in Chanel: il momento “leading lady” che non abbiamo visto arrivare (ma di cui avevamo bisogno)

Se c’è stata una vera energia da main character sul red carpet degli Oscar 2026, quella era Jessie Buckley. L’attrice irlandese, candidata come miglior attrice per Hamnet, è arrivata al Dolby Theatre con un gown Chanel couture color-blocked rosso e rosa, un abito off-the-shoulder con bodice rosso intenso in seta e una gonna fluida rosa pallido che scendeva morbida fino al pavimento.
Il gown Chanel funzionava perché era semplice solo in apparenza. Il bustier rosso, strutturato e drappeggiato sulle spalle, incorniciava il décolleté con una silhouette pulita ma molto teatrale, mentre la gonna rosa cipria creava quel contrasto cromatico che sotto i flash diventava quasi cinematografico.
Elle Fanning in Givenchy: bridal, principessa, ma con il twist giusto
Elle Fanning ha fatto una cosa molto semplice da dire e molto difficile da eseguire: trasformare un abito bianco da red carpet in un abito che può entrare nella top 3 di questo red carpet Oscar 2026. Per il suo debutto da candidata all’Oscar, ha scelto un custom Givenchy firmato Sarah Burton, un ball gown strapless bianco con ricami argentati e dettagli quasi petal-like sulla gonna, completato da gioielli Cartier e dal supporto della stylist Samantha McMillen, sua collaboratrice di lungo corso. Il risultato non era “sposa”, non era “principessa Disney”, non era “Old Hollywood” in senso polveroso: era piuttosto una fantasia couture molto precisa, luminosa.
Teyana Taylor in Chanel: il drama fatto bene, senza perdere un grammo di coolness
Teyana Taylor ha chiuso la sua awards season da assoluta fashion force con uno dei look più teatrali e riusciti della notte. Il suo gown Chanel giocava tutto sul contrasto tra una parte superiore nera, aderente e semi-sheer, attraversata da cristalli e perle, e una gonna esplosa in piume bianche e nere che allungava il corpo in modo quasi scenografico. Ai diamanti Tiffany & Co. ha affidato il compito di alzare ancora di più il volume del look, con una parure che in alcune prime ricostruzioni supera i 60 carati. A firmare lo styling sono stati Wayman Bannerman e Micah McDonald, e si vede: c’era sensualità, certo, ma anche ritmo, taglio, immagine.
Chase Infiniti in Louis Vuitton: la rivelazione fashion che ormai non è più una rivelazione
Chase Infiniti è arrivata agli Oscar con l’energia di chi non ha nessuna intenzione di fare la comparsa, e il suo custom Louis Vuitton lo ha reso chiarissimo dal primo scatto. L’abito, in una tonalità lavanda morbida e quasi liquida, aveva scollo cowl, linea aderente e soprattutto una cascata di rouches asimmetriche che trasformava la silhouette in qualcosa di quasi acquatico, tra waterfall dress e fantasy couture. Dietro il look ci sono Wayman e Micah, mentre i gioielli De Beers London — choker “Summer” della collezione Metamorphosis 2023 Couture, più orecchini coordinati — hanno aggiunto il colpo finale, con un cushion-cut fancy intense yellow da 9,06 carati e un totale di oltre 57 carati. Il dettaglio più chic? Nonostante la complessità dell’abito, il risultato finale sembrava ancora leggero, fresco, per niente ingessato.
Emma Stone in Louis Vuitton: il minimalismo scintillante che delude un po’
In una notte in cui molte hanno puntato sul massimo volume, Emma Stone ha scelto la via molto più difficile del quasi-minimal. E stavolta un po’ ci delude. Il suo Louis Vuitton, realizzato in oltre 600 ore di lavorazione secondo le prime ricostruzioni, era un abito silver-white con micro maniche, scollo netto e schiena scoperta, così pulito da sembrare quasi liquido sotto i flash. A completarlo, gioielli Repossi e styling di Petra Flannery, che da anni sa lavorare sul guardaroba di Stone.
Nicole Kidman in Chanel: piume, cristalli e quell’aria da leggenda che non si compra
Nicole Kidman per gli Oscar 2026 ha scelto un gown Chanel blush con bustier strapless, ricami di cristalli e paillettes in toni scuri e un peplum piumato che scendeva in una gonna sottile rifinita da ulteriori feather details. I gioielli erano Chanel High Jewelry, mentre lo styling è stato firmato da Jason Bolden. Il punto è che questo look non funzionava solo per i materiali o per il nome della maison: funzionava perché aveva quel mix perfetto di eccentricità controllata e aura da star intoccabile. E lei, sì, è la nostra leggenda.





