Il caso Lucca Comics, nazisti e cosplay: quanto possiamo davvero spingerci nel fare cosplay o rievocazione storica? Al Lucca Comics & Games 2019 un visitatore ha contestato dei ragazzi vestiti da nazisti nei minimi dettagli affermando che “il nazismo non è un gioco”. Quanto il cosplay e la rievocazione storica sono legittimi quando interpretano pezzi di storia con una forte carica politica ed emotiva?

Lucca Comics, nazisti e cosplay, cosa è successo? Dei cosplayer vestiti da nazisti e in buona fede (da quel che sembra) sono stati contestati da uno dei visitatori per un cosplay giudicato inopportuno. In seguito all’accaduto anche altre persone hanno dato la loro opinione. A quel che sembra le opinioni si dividono in due gruppi:

  • Alcuni pensano che il caso Lucca Comics & Games, nazisti e cosplay sia un qualcosa da non penalizzare. Molti personaggi di opere di fantasia sono discutibili, alla stregua di personaggi storicamente esistiti. Indossare i panni di un personaggio discutibile non fa del cosplayer o del rievocatore storico per forza una persona con quegli ideali.
  • Altri pensano che il caso Lucca Comics & Games, nazisti e cosplay sia una cosa su cui riflettere affinché non succeda più. Rievocare storicamente un personaggio o un periodo, come farne il cosplay, non dovrebbe essere legittimato sempre. Ancora di più se si parla di periodi storici o idee che appartengono a un passato recente di cui vediamo ancora le conseguenze nefaste. Per non parlare poi di come certi gruppi militanti o gruppi politici abbiano fatto proprie certe retoriche che fanno il verso a fascismo e nazismo.

Lucca Comics, nazisti e cosplay: il video e la diffusione della notizia

La notizia è stata diffusa da Il Fatto Quotidiano, il quale ha anche diffuso il video messo a disposizione da Welcome to Favelas. Da quel momento in poi i commenti non si sono fatti attendere, e subito a un occhio attento si è manifestato il problema. Ne avevamo già discusso in un articolo circa la fedeltà storica nei fumetti, ma il problema giace in due componenti principali di tutta questa storia:

  • Da una parte il caso Lucca Comics, nazisti e cosplay ci parla della questione del potere che si nasconde dietro la rappresentazione della storia;
  • Dall’altra parte invece il caso Lucca Comics, nazisti e cosplay parla di come la storia sia sempre un problema di rappresentazione e sia continuamente negoziata. Ancora di più poi se si parla di un passato recente.

Da una parte infatti non si riesce a tollerare che quei vestiti siano stati indossati per una fiera del fumetto e per divertirsi. Si parla anche di apologia del fascismo, si parla di non rispettare le vittime di quel regime. Si capisce perfettamente che qui si apre un discorso politico. Un cosplayer vestito da centurione non sarebbe mai stato accusato di rappresentare la ferocia dell’imperialismo dell’Impero Romano e di non rispettare le sue vittime. Il passato che ingloba la questione nazismo e fascismo è recente, ed è un immaginario che alcuni gruppi politici nel mondo mimano o glorificano tuttora.

Sarebbe bello poter sentire anche l’opinione dei “nazisti” sul cosplay presentato durante questo Lucca Comics

Dall’altro punto di vista però va anche detto che per quei ragazzi (a quel che sembra) non c’è stata alcuna volontà di insultare o portare non rispetto alle vittime del regime nazista. Mi farebbe piacere riuscire a parlarci per chiarire questo punto in un altro articolo magari, anche perché per me anche il loro punto di vista aiuterebbe a sbrogliare al meglio la matassa. Il fatto è che la libertà di espressione, ancora di più se fatta in un’ottica di rievocazione storica, è possibile. Non c’è nessuna legge che la vieti, anche se spesso questi fenomeni portano a una indignazione popolare diffusa. Sappiamo che alcuni gruppi di rievocatori di certi momenti storici hanno anche delle idee vicine a ciò di cui fanno il cosplay o il costume; però non tutti. E credo che questo “non tutti” debba prevalere.

I commenti sul caso dei cosplay da nazisti al Lucca Comics

commento di un utente sotto l'articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si esprime un giudizio più tenue circa il caso Lucca Comics, nazisti e cosplay
Commento di un utente sotto l’articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si esprime un giudizio più tenue circa il caso Lucca Comics, nazisti e cosplay
Due commenti apparsi sotto l'articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si esprimono dei giudizi più negativi nei confronti del caso Lucca Comics, nazisti e cosplay
Due commenti apparsi sotto l’articolo de Il Fatto Quotidiano in cui si esprimono dei giudizi più negativi nei confronti del caso Lucca Comics, nazisti e cosplay
Un commento decisamente negativo nei confronti del caso Lucca Comics, nazisti e cosplay, in cui appare anche uno degli elementi fondamentali del discorso: il problema generazionale
Un commento decisamente negativo nei confronti del caso Lucca Comics, nazisti e cosplay, in cui appare anche uno degli elementi fondamentali del discorso: il problema generazionale
Ecco qui invece il commento di una persona che cerca di far capire come i giornalisti abbiano montato un caso intorno all'episodio senza capirne bene il significato. Si accusano i giornali di aver trovato lo scoop facile in questo caso del Lucca Comics, nazisti e cosplay, senza aver neanche capito bene il cosplay dei ragazzi che portavano simbologie appartenenti al nazismo.
Ecco qui invece il commento di una persona che cerca di far capire come i giornalisti abbiano montato un caso intorno all’episodio senza capirne bene il significato. Si accusano i giornali di aver trovato lo scoop facile in questo caso del Lucca Comics, nazisti e cosplay, senza aver neanche capito bene il cosplay dei ragazzi che portavano simbologie appartenenti al nazismo.

Una questione di potere e di rappresentazione, di sensibilità storica e politica

Anche io penso che i giornali abbiano creato questa notizia e l’abbiano diffusa sapientemente perché parlava alle pance di alcuni lettori. Non c’è stata alcuna volontà di approfondire, analizzare, e in effetti tutti si sono concentrati sull’indignazione del visitatore piuttosto che sul contesto, su cosa significano certi costumi. Potrebbero essere cosplayer di Wolfenstein, come suggerisce il commento riportato sopra. Potrebbe anche essere un cosplay ispirato a Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino. Noi non lo sappiamo e non lo sapremo finché non saranno gli stessi cosplayer a farlo, cosa che spero facciano magari leggendo questo articolo.

La rievocazione storica o il cosplay, quando toccano cose che sono politicamente vive, possono essere oggetto facilmente di contestazione. Dall’altra parte però, in un mondo dove certe volte si fa fatica a capire il passato e a ricordarlo, e si fatica ad avere una visione anti-ideologica del passato, forse sono queste manifestazioni, in cui i giovani rievocano il passato, il nuovo mezzo di trasmissione del sapere. Io mi occupo da antropologa di questo campo, anche se su altri passati, ma credo che sia bene parlare di questa notizia nel modo più imparziale possibile. Qui ci troviamo davanti un caso che in realtà tocca varie forme di problematiche.

Cosa ha portato alla luce il caso dei “nazisti” al Lucca Comics

  • Un conflitto generazionale riguardo ciò che può essere rappresentato o meno della storia recente. Il nazismo e il fascismo, essendo ancora vivi nella memoria e nella pratica di certe correnti politiche, sono argomenti caldi. Questo porta a un conflitto generazionale sulla stessa rappresentazione di certi periodi storici, ancora di più poi se a rappresentarli sono i giovani attraverso delle modalità non considerate “corrette” da chi detiene un diritto di parola sulla questione diverso.
  • Contestazione del luogo e delle modalità di rappresentazione. Il Lucca Comics, essendo una fiera del fumetto e dell’intrattenimento, non è stato considerato un luogo adatto dai contestatori per rappresentare la storia. Il Lucca Comics non è un museo, dà una idea di vivacità e di divertimento che non è facilmente digeribile, soprattutto in questo periodo.
  • I simboli non hanno lo stesso significato per tutti. Quando si parla di rappresentazioni e di simboli è normale che si sviluppino delle contestazioni, soprattutto quando questi simboli sono vivi. Da una parte infatti certi immaginari collegati al nazismo sono strettamente storici e politici, ma dall’altra parte sono legati al mondo videoludico e filmico. E forse è un bene che si continui a parlarne di nazismo e fascismo, anche se non nel modo che va a genio a tutti.

Proprio perché in questo caso del Lucca Comics e il cosplay da nazisti si sono attivate varie istanze collettive provenienti da varie porzioni della società, è il caso che questa notizia non sia vittima del facile scoop di giornali che vogliono solo visualizzazioni. La questione è molto più complessa, e non si esaurisce neanche in queste poche righe. Personalmente ritengo che, con la giusta spiegazione e consapevolezza, tutti possano rappresentare tutto. Ovviamente ci sono dei limiti, ci sono dei tabù, ci sono anche delle questioni di rispetto nei confronti degli altri. La cosa importante però è che si continui a parlare delle atrocità del nazismo e del fascismo, che si continui in generale a parlarne. Il rimosso, il non serbare memoria di certe cose, è quello che genera i mostri.

L’organizzazione del Lucca Comics ha preso ufficialmente le distanze dall’accaduto

L’organizzazione del Lucca Comics ha preso ufficialmente le distanze dall’accaduto, sottolineando come i suoi addetti abbiano subito fatto uscire i ragazzi con il cosplay da nazisti dall’area. Qui sotto potete trovare il post di Facebook della pagina ufficiale del Lucca Comics & Games.

Il Comune di Lucca e Lucca Crea – ente organizzatore del festival – prendono le distanze e condannano il comportamento…

Gepostet von Lucca Comics & Games am Sonntag, 3. November 2019
Il posto ufficiale dell’organizzazione del Lucca Comics sulla pagina ufficiale del festival in cui si prendono le distanze da ciò che è accaduto intorno al caso del cosplay da nazisti

Però, come fanno notare i commenti a questo post, molte persone hanno trovato l’organizzazione incoerente nella propria posizione e nel proprio operato.

  • Da una parte ci sono alcuni commentatori che hanno trovato la presa di posizione del Lucca Comics nei confronti dei cosplay da nazisti giusta e sensata;
  • Dall’altra parte agli occhi di molti il Lucca Comics è risultato incoerente. L’incoerenza deriverebbe prima di tutto dal fatto di aver concesso l’ingresso ai ragazzi vestiti da nazisti e di aver poi agito solo dopo che il polverone si è alzato sui social. E da un altro punto di vista si è fatto notare come non siano stati sanzionati nello stesso modo altri cosplay discutibili.
Ecco un esempio di commento alla dichiarazione ufficiale del Lucca Comics di prendere le distanze dal cosplay da nazisti dei ragazzi allontanati dall'aera e indagati dalla Digos. In questo commento, anche con toni forti, si fa presente di come ci fossero anche altri esempi di cosplay discutibili che sono stati ignorati dall'opinione pubblica.
Ecco un esempio di commento alla dichiarazione ufficiale del Lucca Comics di prendere le distanze dal cosplay da nazisti dei ragazzi allontanati dall’aera e indagati dalla Digos. In questo commento, anche con toni forti, si fa presente di come ci fossero anche altri esempi di cosplay discutibili che sono stati ignorati dall’opinione pubblica.

Certe storie sono più delicate di altre, e addirittura la Digos si è mossa per indagare sui ragazzi vestiti da nazisti

Il polverone nato e sorto intorno a questo episodio ha mostrato come certe storie siano più delicate di altre da toccare o da maneggiare. E di come non si possa avere un intento ludico con tutto senza pagarne le conseguenze. In effetti, come fa notare il commento riportato nell’immagine sopra, nessuno che si sia lamentato di altri cosplay discutibili ha ottenuto l’allontanamento dall’aerea e l’indagine della Digos sui soggetti. Questo episodio, anche da un punto di vista civico, sarebbe stato meglio gestirlo come un’occasione di dialogo, piuttosto che come una censura. Si sarebbe potuto parlare di istanze collettive divergenti, dell’uso di simboli con fare ludico e della necessità di evitarne alcuni da un punto di vista legale o di rispetto, di un contrasto generazionale, di come anche la satira e l’uso ludico possano essere legittimi. Invece il tutto si è concluso senza aver insegnato niente a nessuno. E di questo, sinceramente, mi dispiace.

di Eleonora D’Agostino

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