In vista dei colloqui con Russia e Stati Uniti, della prossima settimana, Volodymyr Zelensky. Ha dichiarato di volere garanzie di sicurezza da questi ultimi di almeno vent’anni per il suo Paese, prima di poter firmare qualsiasi accordo di pace. Intervenendo sabato a Monaco di Baviera, il presidente ha anche chiesto una data precisa per l’adesione dell’Ucraina all’UE.

Il leader ucraino spera che «gli incontri trilaterali della prossima settimana siano seri, concreti e utili per tutti noi, ma, onestamente, a volte sembra che le parti parlino di cose completamente diverse». «Gli americani tornano spesso sul tema delle concessioni e troppo spesso queste si discutono solo nel contesto dell’Ucraina, non della Russia», ha aggiunto. Ha poi rivelato che gli Stati Uniti avrebbero offerto una garanzia di sicurezza di quindici anni. L’Ucraina, però, spera in un accordo minimo di vent’anni, giuridicamente inattaccabile, che stabilisca l’aiuto specifico fornito dagli USA.

Gli Stati Uniti tendono la mano all’Europa riguardo all’Ucraina

In un discorso accolto con favore dai leader europei, desiderosi di vedere qualsiasi segno di disgelo nelle relazioni, il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha avanzato un’offerta di collaborazione con l’Europa. Utilizzando un tono diplomatico, a differenza di quello usato lo scorso anno dal vicepresidente J.D. Vance, Rubio ha affermato che «Europa e Stati Uniti sono fatti l’uno per l’altra».

Il politico ha aggiunto che gli Stati Uniti sarebbero pronti a intraprendere da soli il compito di ricostruire l’ordine mondiale, se necessario. Ha però ribadito: «preferiamo, e speriamo, d farlo insieme a voi, nostri amici in Europa». Non ha fatto quasi alcun riferimento all’invasione russa dell’Ucraina, se non dicendo che gli Stati Uniti avevano avrebbero fatto pressione sull’India affinché interrompa l’importazione di petrolio russo, un’affermazione che la Russia contesta.

Federica Checchia