Il Messico si è aperto alla possibilità di una creazione di un ponte aereo con Cuba per l’invio di ulteriori aiuti umanitari, dopo aver inviato questa settimana due navi con oltre 800 tonnellate di cibo e altri beni di prima necessità all’isola. La carenza di carburante ha colpito i trasporti, l’industria turistica e i servizi essenziali come gli ospedali e i centri di produzione di energia elettrica.
Sheinbaum ha anche difeso la via diplomatica e il rispetto della sovranità cubana, insistendo sul fatto che “non si può impiccare un popolo in questo modo”, in riferimento alle restrizioni sull’approvvigionamento energetico dell’isola.
La situazione continua a peggiorare per il governo di Miguel Díaz-Canel, che ha ammesso di avere difficoltà persino a mantenere le operazioni aeree interne a causa della mancanza di carburante.
Si muovono anche gli altri alleati internazionali dell’isola caraibica: la Russia e la Cina stanno facendo “tutto il possibile” per aiutare Cuba di fronte alla drammatica crisi che si trova ad affrontare a causa del blocco alle forniture energetiche. Lo ha chiarito il viceministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, citato dall’agenzia Tass, affermando che gli Stati Uniti, “nel quadro della Dottrina Monroe aggiornata, non si fermeranno davanti a nessuna tattica illegale che violi i fondamenti del diritto internazionale”. “Siamo certamente solidali con Cuba e la aiuteremo, anche finanziariamente, lo stiamo già facendo” ha affermato il viceministro. “Noi, in qualità di partner e alleato stretto, e altri membri dei Brics con profonde relazioni con l’Avana, inclusa la Cina, stiamo facendo tutto il possibile” ha sottolineato ancora Ryabkov.
Il governo cileno ha annunciato che si unirà al Messico nell’invio di aiuti umanitari a Cuba a fronte dell’inasprimento delle sanzioni statunitensi contro i Paesi che forniscono petrolio all’isola.
Il ministro degli Esteri cileno, Alberto van Klaveren, ha descritto la situazione come un “dramma umanitario” e ha spiegato che l’assistenza sarà fornita attraverso organizzazioni multilaterali e agenzie delle Nazioni Unite.
Le pressioni di Washington, che includono dazi su coloro che forniscono carburante a Cuba, hanno aggravato i blackout e la carenza di servizi di base, portando persino alla temporanea sospensione dei voli dal Canada e dalla Russia.
La decisione arriva in un clima politico delicato per il Cile, con il governo di Gabriel Boric che ha criticato sia il blocco statunitense sia la natura autoritaria del regime cubano, una posizione che ha generato tensioni con il Partito Comunista cileno.





