Cultura

Madama Butterfly di G. Puccini su Rai5

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Madama Butterfly – Connessiallopera.it

Madama Buttefly è un’opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Nella partitura è definita “tragedia giapponese” e dedicata alla Regina d’Italia Elena di Montenegro. La prima rappresentazione ebbe luogo alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904.

Con la direzione di Massimo De Bernart e la regia di Henning Brockhaus, stamattina su Rai 5 la Madama Butterfly di G. Puccini, dallo Sferisterio di Macerata nell’allestimento del 1999. Protagonisti sul palco Fiorenza Cedolins, Pietro Ballo, Cinzia De Mola, Alberto Mastromarino. Regia tv di Roberto Capanna.

Dal fiasco al trionfo

La prima a Milano fu un totale fiasco, immotivato considerando il valore dell’opera. Molti studiosi dell’epoca, tra cui Giulio Ricordi, ritengono che attorno all’autore e all’opera fosse stato costruito un clima d’ostilità. Anche Giacomo Puccini notò l’avversione del pubblico che, come lui stesso afferma, non ascoltò neanche una nota di quella che lui definisce la sua opera più sentita e suggestiva che abbia mai concepito.

Subito dopo, il primo di infiniti trionfi a Brescia. Ma Ricordi pensò fosse meglio una revisione dell’opera che la rendesse più agile e proporzionata. Puccini inserì anche una nuova aria per Pinkerton, «Addio, fiorito asil». Una delle più importanti modifiche è tuttavia puramente musicale e riguarda la linea vocale dell’aria del suicidio di Butterfly.

La trama della Madama Butterfly

Pinkerton, ufficiale della marita degli Stati Uniti, sbarca a Nagasaki e si unisce in matrimonio con Chocho-san (Madama Butterfly). L’unione è voluta da entrambi: la quindicenne Chocho-san vuole tornare ad una vita dignitosa, dopo essere stata obbligata a diventare una gheisha a causa della morte del padre, mentre Pinkerton si sposa per puro spirito di avventura. Durante il matrimonio irrompe uno zio di Chocho-san, Bonzo, che disereda la nipote per aver rinunciato al suo legittimo nome e aver tradito la sua religione, diventando cristiana.

Sono passati tre anni da quando Pinkerton è partito per tornare in patria, ma Madama Butterfly non diffida dalla speranza che il marito ritorni. Un giorno riceve la visita del console Sharpless, venuto a sincerarsi delle condizioni della donna. Vedendo quanto lei si illuda, le suggerisce di accettare la corte del principe Yamadori, che vorrebbe sposarla ma che lei rifiuta ostinatamente poiché si considera ancora legata a Pinkerton. Cho Cho-san reagisce mostrandogli il figlio che ha avuto da Pinkerton prima che partisse, e che ha nascosto a tutti. Cho Cho-san scruta l’orizzonte e vede apparire la nave su cui era imbarcato il suo amato. Convinta che sia tornato per lei, la donna esulta e addobba la casa per accoglierlo degnamente, resta in attesa per tutta la notte, ma nessuno si presenta.

Cho Cho-san, dopo la notte insonne passata ad aspettare Pinkerton, mentre riposa, lo vede presso la loro casa, accompagnato da Sharpless e dalla giovane Kate, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti. L’uomo rivela a Suzuki, fedele serva di Chocho-san, che è venuto a prendersi il bambino per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo colpendosi al collo con un coltello pervenutole in eredità dal padre. Pinkerton si reca nella stanza di Butterfly per chiederle scusa, ma è troppo tardi.

Silvio Silvestro Barca

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