Nicolas Maduro ha una taglia sulla propria testa: l’idea USA per una nuova curiosa strategia di propaganda..

Gli Stati Uniti hanno alzato la taglia sulla testa di Nicolás Maduro a una cifra che sembra uscita da un vecchio manifesto del Far West: 50 milioni di dollari. L’accusa, la stessa ripetuta ossessivamente dal 2020, è quella di narcotraffico e corruzione internazionale. Una narrazione confezionata a Washington e rilanciata oggi dal Dipartimento di Stato, ora guidato dal repubblicano Marco Rubio, come arma politica contro un governo che non si piega all’egemonia statunitense.

Caracas ha risposto senza giri di parole, definendo l’operazione

patetica (…) una rozza manovra di propaganda.

Il “circo mediatico” contro Maduro: una taglia sulla sua testa by USA

Il ministro degli Esteri Yvan Gil ha parlato di “circo mediatico” orchestrato per compiacere l’estrema destra venezuelana, incapace di ottenere consenso popolare dopo aver perso le elezioni. Perché, al di là della retorica USA, le dinamiche reali del Venezuela raccontano un’altra storia: Maduro governa sostenuto da un blocco sociale, dall’esercito e da una macchina statale che (piaccia o meno) resta funzionale e coesa.

Non è la prima volta che Washington prova a delegittimare la leadership bolivariana. La strategia è collaudata: sanzioni economiche che strangolano la popolazione, accuse penali per isolare diplomaticamente il presidente, riconoscimento di governi “alternativi” fabbricati a tavolino. Il tutto condito da un discorso tossico che, dietro la maschera della “difesa della democrazia”, nasconde il vero obiettivo: rimettere le mani sulle risorse energetiche venezuelane e riportare il paese nell’orbita geopolitica statunitense.

Per chi legge la politica con un’ottica critica, è evidente che l’operazione “taglia da 50 milioni” non ha nulla a che vedere con la giustizia. È un messaggio: nessun leader che sfida il neoliberismo globale è al sicuro, soprattutto se il suo governo mantiene il controllo di petrolio, oro e materie prime

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine