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Mamoru Hosoda al RomaFF16: “Nei film vediamo il mondo attraverso gli occhi del regista”

Mamoru Hosoda è stato ospite della Festa del Cinema di Roma 2021 per presentare il suo nuovo anime Belle, facente parte del programma di Alice nella Città. Si tratta di una versione anime della storia de La Bella e la Bestia, non quella che sicuramente tutti noi conosciamo della Disney, ma della fiaba che ha radici ben più profonde nella cultura europea. Mamoru Hosoda riprende le tematiche della storia originale e le traspone al mondo di oggi, creando quella che è, forse, tra tutte le versioni ad ora esistenti quella più contemporanea di tutte. Una nuova versione della fiaba popolare capace di esprimere al meglio agli spettatori di oggi, ad esempio, i concetti di bellezza interiore e di vita fittizia online.

Mamoru Hosoda, galeotto fu Lo spirito dell’alveare

“Alle elementari sono rimasto affascinato dalla figura del regista e dei mondi che riusciva a creare. Questo è stato il mio primo input, ma non avevo come obiettivo la carriera da regista. Pensavo che il mio futuro potesse essere nella pittura ad olio e quindi ho iniziato a studiare arte. In questa fase della mia vita ho incontrato Lo spirito dell’alveare di Victor Erice. Essendo questa un’opera molto concettuale ho capito che la mia strada sarebbe stata quella del regista, che il film è un’espressione artistica e un mezzo per potersi esprimere. Per fare un film non bastano frasi e musica, serve un contesto. E bisogna capire come il pubblico recepisce quel contesto e la sequenza delle immagini. Parlando de Lo spirito dell’alveare, non è esagerato dire che è quasi un film muto. Eppure è ricco di messaggi e molto profondo.”

Nella cultura occidentale i film di animazione (chiamati anime in giapponese) sono ancora considerati meno importanti dei film live action. Si tratta però di una (l’ennesima) barriera culturale derivata da un pregiudizio. Vero è che per molte generazioni il cinema di animazione consisteva per lo più nei cartoni animati da ragazzini, tuttavia l’interesse cresciuto negli ultimi anni verso il cinema orientale ha portato con sé un nuovo modo di approcciarsi ai prodotti di animazione. L’obiettivo è quindi anche quello di avvicinare il pubblico e la critica a comprendere le grandi potenzialità del cinema di animazione e la capacità di questo di raccontare la realtà, a volte come un film live action non riuscirebbe a fare.

La lente d’ingrandimento e la mappa

“Questa cosa non riguarda solo me ma molti artisti: nelle primissime opere si trovano tanti elementi che vengono poi ripresi in quelle successive. Questi elementi sono la lente d’ingrandimento che ti fa vedere il mondo attraverso gli occhi del regista. Ogni volta che produco qualcosa mi rendo conto che anche io sono sempre in una fase di apprendimento. Il mio intento è creare ed esprimere qualcosa di nuovo e sempre di diverso. Lo stile di un regista si vede da questo, da come esprime il mondo attraverso i suoi occhi. È per questo motivo che ci commuoviamo quando guardiamo i film. Vediamo il mondo come lo vede il regista ed è solo grazie a questa sua espressione che ci commuoviamo.” 

“Il nome del mio studio, Chizu, significa mappa. L’animazione è un mondo ancora inesplorato, c’è tanto da scoprire e da fare. Il nostro compito è quello di riempire questa mappa attraverso nuove forme di espressione, nuovi film, nuovi prodotti. Così potremo dare vita a diverse sfaccettature della nostra vita che ancora non sono state esplorate.”

Belle, il trailer del nuovo anime di Mamoru Hosoda

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Articolo a cura di Eleonora Chionni

Photo by Christophe SIMON / AFP

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