Marcel Proust, uno degli scrittori francesi più importanti del Novecento, è ancora oggi è considerato lo scrittore da Guinness dei primati.
L’ispirazione della madelaine per Marcel Proust
Diede la vita al monumentale romanzo Alla ricerca del tempo perduto in cui affronta, magistralmente, diverse tematiche: dal ruolo della figura materna all’ipocrisia della vita parigina, dalla malattia all’amore vissuto nel dolore e nell’inganno.
All’incirca 9.609.000 caratteri per 7 volumi, un record da Guinness dei primati. Indiscutibilmente un capolavoro.
Da dove arrivò l’ispirazione di queste opere pubblicate tra il 1913 e il 1927?
Ecco, l’intuizione viene da una deliziosa madelaine.

Un dolcetto burroso, a forma di conchiglia, servito per accompagnare il tè. Un’illuminazione.
Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza.
Scrive proprio così ne Alla ricerca del tempo perduto, è un richiamo della memoria che Marcel Proust sfruttò per la sua opera.
(Attenzione a non esagerare con le madalaine, tra i suoi effetti collaterali troviamo un sovraccarico di ricordi tristi e felici.)
Considerato il maestro del romanzo moderno, nelle sue opere si concentra sull’interiorità dei suoi personaggi per comprendere quelli che sono i sentimenti più intimi e misteriosi dell’uomo.
Figlio di Adrien Proust, un medico di fama internazionale, e da Jeanne Weil, proveniente dalla borghesia israelita, cresce in una famiglia intellettuale e benestante. Proust avrà la fortuna di non essere mai costretto lavorare, entra sin da giovane a far parte della vita mondana e del mondo degli artisti.
Dopo gli studi di diritto e politica, si laurea alla Sorbone in lettere, ama profondamente la letteratura infatti sin da piccolo è un lettore-divoratore.
Nel 1903 perde il padre e, due anni dopo, muore anche la madre. Questo secondo lutto lo colpisce profondamente, a tal punto che si allontana dalla vita mondana cambiando stile di vita, dormendo di giorno e scrivendo di notte.
E scriverà fino all’ultimo giorno della sua vita.
Tra le sue altre opere, ricordiamo Jean Santeuil, pubblicato postumo nel 1952, e Contre Saint-Beuve, un’altra opera pubblicata postuma nel 1954.
Metropolitan Magazine
Serena Votano





