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Aprile 15, 2021, giovedì

Intervista a Marco Lutzu: il copywriting è il mestiere del futuro

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Copywriting: di cosa parliamo? Una disciplina indicata da Microsoft, nel suo recente studio “Work Trend Index”, come una delle hard skills indispensabili per affrontare le nuove sfide del prossimo decennio, soprattutto quelle inedite poste in essere dal Covid.

Ciononostante, in Italia è ancora una materia poco conosciuta e che sta trovando visibilità mediatica solamente a partire dall’ultimo anno. Stiamo parlando del copywriting, l’arte pubblicitaria di scrivere per vendere che vede in Marco Lutzu una figura di riferimento di portata europea.

Marco Lutzu: il copywriting è “scrivere per vendere”

Marco Lutzu è il copywriter più famoso e richiesto d’Italia è anche il fondatore dell’agenzia Solutzione. Oltre che autore del bestseller di riferimento, “Scrivere per Vendere”, che sfondato la soglia delle 20mila copie vendute.

Durante i mesi di lockdown, Lutzu è stato scelto da Confindustria per formare i giovani imprenditori sull’utilizzo del copywriting come strumento di rilancio per l’emergenza post Covid. E ha recentemente raccontato ai microfoni di Radio24, la radio de Il Sole 24 Ore, questo lavoro del futuro.

Anche Metropolitan Magazine lo ha intervistato sull’impatto del copywriting su aziende ed economia, consigli pratici per sopravvivere al dominio di Amazon e molto altro ancora.

L’INTERVISTA A MARCO LUTZU

Nel 2020 tra le hard skills da possedere c’è il copywriting: e allora perchè molte aziende non considerano ancora questa professione come indispensabile? 

Il nostro Paese sconta ancora una mentalità diffidente sul marketing e le discipline ad esso connesse. Anche la reticenza verso le innovazioni tecnologiche è un aspetto molto comune in Italia. Basti pensare a concetti oggi sulla bocca di tutti, come smart working, che fino a qualche mese fa erano considerate scelte di serie B.

La quarantena e i conseguenti blocchi delle attività produttive hanno invece dimostrato tutta l’importanza del mondo online. Come ricca di professione già esistenti e di molte altre che si svilupperanno di qui a poco.

Tra queste c’è appunto il copywriting, l’arte di scrivere per vendere che negli Usa si studia nei college più prestigiosi. Invece qua comincia a prendere piede solamente da poco. È determinante che le aziende, e soprattutto le PMI che sono la colonna vertebrale dell’economia italiana, comincino a considerare questa disciplina come un aspetto positivo e da applicare con costanza al proprio business.

Copywriter: un mestiere ancora poco conosciuto oppure sottovalutato? Perchè è importante per un’azienda la figura del Copy?

Quello del copywriter è un mestiere certamente poco conosciuto, ma non sottovalutato: le aziende che ne hanno beneficiato ne riconoscono l’importanza chiave.La figura del Copy è fondamentale per un’azienda e, non a caso, anche sempre più ricercata.

Copywriting per superare la crisi dei mestieri

Il Covid-19 ha messo in luce un dato incontrovertibile: tutte le aziende che sono cadute in piedi durante il lockdown, o che addirittura sono riuscite a incrementare notevolmente i propri fatturati come è successo alla mia agenzia Solutzione, hanno in comune la capacità di acquisire cliente online.

La figura del copy si inserisce proprio qua. Con la scrittura persuasiva è possibile catturare l’attenzione dei potenziali clienti grazie a contenuti testuali e video scritti ad hoc, e sarà un aspetto molto rilevante anche quando si tratterà di riportare fisicamente le persone all’interno dei negozi e delle attività commerciali. Per riuscirci, però, occorre far percepire un prodotto o un servizio come realmente differente da tutti gli altri, ed è questo che genera un copywriting di successo.

Il futuro delle aziende italiane: dal copywriting all’online

Qual è il salto qualitativo che potrebbe fare l’Italia nel settore aziendale con l’aumento di copywriter?

Affidandosi al copywriting, il settore aziendale e commerciale può compiere un salto qualitativo straordinario. Basti pensare alla grande quantità di eccellenze italiane che però non riescono a comunicare con efficacia, perdendo quindi la possibilità di mettersi in evidenza e vendere i propri prodotti e servizi.

Inoltre viviamo in un periodo storico complesso e particolare, in cui la concorrenza diventa ogni giorno sempre più globale ed è diventato sostanzialmente impossibile fare business senza avere una solida presenza online e saper sfruttare a proprio vantaggio tutta una serie di strumenti come il copywriting, non a caso inserita da Microsoft tra le competenze chiave del futuro.

Siamo sicuri che finirà lo smart working?

Con l’emergenza Coronavirus ci siamo adattati allo Smart Working e molti hanno trovato la condizione anche migliore di quella usuale. E gli stessi sperano che con questa prova costretta si possa iniziare a prendere in considerazione lo smart anche in tempi di normalità. Però, diciamocelo, la struttura aziendale italiana è davvero pronta?

Lo smart working è indubbiamente qua per restare, non c’è alcun dubbio al riguardo. Sempre più persone ne apprezzano le modalità, in quanto vedono introdotta nella propria giornata la progressiva abolizione degli orari fissi e della presenza fisica negli uffici.

Questo garantisce innanzitutto la possibilità di gestire meglio gli orari, evitare spostamenti che pesano mediamente per decine di ore ogni mese e, se ben utilizzato, lo smart working può essere anche un’occasione imperdibile per ritagliarsi maggior tempo libero a disposizione da impiegare nell’apprendimento di nuove competenze spendibili in futuro.

Copywriting e digitale : una rivoluzione permanente

Sono stati molti i settori che durante il lockdown sono stati costretti a reinventarsi, sfruttando soprattutto l’online. Una volta terminata l’emergenza cosa resterà di questi tentativi? Ci sarà, alla fine dei conti, un nuovo sistema da continuare ad adottare? 

Cominciamo col dire che il digitale è una rivoluzione permanente. Ciò non significa che i negozi fisici siano destinati a scomparire nel nulla.

L’online, al contrario, può essere il miglior alleato delle piccole realtà: grazie al copywriting e altre strategie è infatti possibile riportare le persone all’interno delle attività con maggior successo. Un altro aspetto che rende il web un elemento centrale dell’economia futura è senza dubbio la competizione dei grossi colossi come Amazon, che non possono essere sfidati senza una presenza efficace sulla rete. 

Il nuovo sistema da adottare dovrà quindi contemplare uno sforzo sempre maggiore per affermarsi online, ma anche la capacità di rendere internet un modo per far ripartire le attività fisiche. 

Apocalisse Amazon: chi vince?

Il futuro delle piccole e medie imprese si scontra, ora, in maniera apocalittica (restando in tema con il tuo libro “Apocalisse Amazon”) con il colosso dell’e-commerce. In una condizione di post-emergenza chi vincerà? Sarà solo una strategia valida per sopravvivere, oppure una rivoluzione effettiva?

Oggi non è più possibile vendere ignorando lo strapotere di Amazon. La multinazionale di Jeff Bezos sta rapidamente occupando ogni nicchia di mercato profittevole, mettendo le piccole e medie imprese e i negozi fisici in una situazione non semplice a cui si è poi sommata la pandemia. 

In una condizione di post-emergenza è difficile dire chi vincerà, anche se i lockdown su scala globale hanno dato ad Amazon un potere quasi inedito. Ciò che mi sento di consigliare, come ho fatto nel mio libro “Apocalisse Amazon”, è adottare strategie efficaci.

Ad esempio il copywriting, per invogliare i clienti a entrare in contatto con la propria attività, e il marketing a risposta diretta. Si tratta di una tecnica molto funzionale per tenere misurare gli investimenti promozionali, stabilire rapporti con la clientela, offrire un ottimo servizio e fidelizzare chi spende di più, ovvero i clienti migliori.Amazon, è inevitabile, prenderà quelli che desiderano sempre e soltanto il prezzo più basso, a volte a discapito della qualità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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