Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti smetteranno di prendere parte ai negoziati riguardanti la fine del conflitto tra Ucraina e Russia se non ci saranno dei progressi nei prossimi giorni. Queste le sue parole: «Non continueremo con questo sforzo per settimane e mesi. Dobbiamo stabilire adesso, molto velocemente, e parlo di una questione di giorni, se è oppure no una cosa fattibile da qui a qualche settimana. Il presidente […] ha dedicato molto tempo ed energie alla questione, ma ci sono un sacco di altre cose in corso che meritano attenzione».
Le trattative, avviate separatamente con il Cremlino e con il governo di Kiev, sono iniziate lo scorso febbraio. Donald Trump si è da subito mostrato più incline ad assecondare le richieste di Vladimir Putin che ad ascoltare Volodymyr Zelensky, da lui definito come un «dittatore senza elezioni». Nonostante questo, in due mesi non ci sono stati molti passi avanti.
Marco Rubio e l’ultimatum alle trattative per l’Ucraina
Rubio ha ripreso il discorso anche a Parigi, al termine di una riunione alla quale hanno partecipato anche alcuni Paesi europei, fino ad ora tenuti fuori dai colloqui. La prossima settimana dovrebbe esserci un nuovo incontro a Londra ma, a questo punto, la partecipazione del governo USA appare incerta.
Durante l’ultima campagna elettorale, Trump aveva promesso che avrebbe fatto terminare la guerra entro le prime ventiquattro ore dal suo ritorno alla Casa Bianca come presidente. Le trattative, naturalmente, si sono rivelate più difficili del previsto, soprattutto perché la Russia continua ad avanzare richieste inaccettabili per l’Ucraina. Nell’ultimo periodo persino il tycoon si è mostrato spazientito nei confronti di Putin e con la sua scarsa disponibilità a collaborare, dicendosi «molto arrabbiato» con lui.
Federica Checchia
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