Cultura

Marguerite Duras, ritratto di una donna

Marguerite Duras è stata una scrittrice, regista e sceneggiatrice francese, ci ha lasciati il 3 novembre 1996.

“L’amante” della scrittura, Marguerite Duras

Marguerite Duras. Photo: Web.
Marguerite Duras. Photo: Web.

Marguerite Duras, pseudonimo di Marguerite Donnadieu, nasce il 4 aprile 1914, nell’attuale Vietnam del sud, a suo tempo di dominio francese.

Quando ha solo 4 anni, Marguerite perde il padre ed è costretto a trasferirsi in Cambogia con la madre e i due fratelli. 

Qui hanno un terreno in concessione che non riescono a coltivare a causa delle periodiche inondazioni, ed è proprio durante un terribile alluvione che muore anche la madre. 

Nel 1930 studia in un pensionato a Saigon, incontra il fidanzato cinese, quello che diventa il protagonista di uno dei suoi più grandi romanzi L’amante

Dal 1932 si trasferisce a Parigi, in Francia, e studia diritto, matematica e scienze politiche, dopo il primo matrimonio con Robert Antelme, inizia a lavorare per alcune case editrici.

Gli anni della guerra sono fondamentali: mentre marito Robert Antelme viene deportato a Dachau, lei partecipa alla Resistenza. Collabora alla compilazione di Libres (“Liberi”) giornale che informa i parenti delle persone deportate in Germania. 

Nel 1946, divorzia dal primo marito e incontra l’intellettuale Dionys Mascolo, da cui ebbe un figlio.

A ogni modo, il suo esordio in campo letterario arriva nel 1942 con il romanzo Gli impudenti (Les impudents).

La fama arriva nel 1950 con Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique) nel quale si sentono gli influssi delle letture di autori americani come Hemingway e Steinbeck oltre che quelle dello scrittore italiano Cesare Pavese.

Elio Vittorini definì il libro “il più bel romanzo francese del dopoguerra“, fu lui stesso a suggerirne la pubblicazione presso Einaudi.

Nelle sue opere sperimenta il Nouveau roman, un movimento letterario francese fatto solo di proposizioni principali (“sono qui”, ti sento”, “mi vedo”, etc). Ma la Duras fa anche la sceneggiatrice del film del 1959 Hiroshima mon amour, diretto da Alain Resnais.

Autrice di numerosi racconti, film, romanzi, la sua opera più importante è l’autobiografico L’amante, pubblicato nel 1984 e vincitore del premio Goncourt nello stesso anno.

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.

Quel suo amore proibito, non solo per la sua giovane età ma soprattutto per le convenzioni vigenti, la differenza etnica e di ceto sociale non potevano essere ignorate.

Oltre alla vicenda amorosa, descrive il rapporto conflittuale con la madre, l’odio verso il fratello maggiore e l’attrazione verso l’amica e compagna di scuola Heléne.

L'amante, copertina. Photo: Web.
L’amante, copertina. Photo: Web.

È il ritratto di una donna innamorata dell’amore, della letteratura, che dopo gli orrori del colonialismo, l’astio familiare, scrolla dalle spalle le macerie e trova la salvezza nella scrittura. 

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