Musica

Marilyn Manson, “Antichrist Superstar” di Mtv

Marilyn Manson, all’anagrafe Brian Hugh Warner, è l’artista che meglio incarna l’horror rock degli anni ’90. Il repertorio di questa superstar, lanciata soprattutto da Mtv, è fatto di immagini e parole truculente, provocazioni e make up grotteschi. Da dove nasce tutto questo? Quando Brian è diventato Marilyn Manson, auto-dichiarandosi l’anticristo? Riscoprire insieme la sua vita, dall’infanzia, e ripercorrere la sua carriera, è interessante anche per chi non è esattamente un suo fan. Perché Manson è prima di tutto un’ icona, un personaggio, una maschera. La sua notorietà e il suo (per qualcuno dubbio) valore artistico, vanno oltre i confini musicali.

L’infanzia strana e movimentata di Brian

Dedico questo libro a Hugh e Barb Warner. Possa Dio perdonarli per avermi messo al mondo. (“La mia lunga strada dall’inferno”, autobiografia di Marilyn Manson, 1998)

Per comprendere un artista, spesso è utile partire dalla conoscenza della sua infanzia. Nel caso di Brian Hugh Warner, non solo è utile, ma necessario e interessante. È proprio da lì, dai suoi primi anni di vita, che Marilyn Manson trae spunto per creare il suo repertorio da incubo. Brian nasce a Canton, nell’ Ohio, il 5 Gennaio 1969 ed ha ascendenze polacche e tedesche. La sua è la tipica famiglia media di provincia americana. È figlio unico di Barbara Wyer e Hugh Warner, una infermiera e un commerciante. Il padre di Brian è spesso assente per lavoro, quando c’è è irascibile e violento. Questo atteggiamento, è riconducibile al suo essere reduce dal Vietnam, come da copione.

La futura superstar è a conoscenza delle perversioni sessuali del nonno (tra queste, zoofilia e sadomasochismo), che colleziona falli e indossa biancheria intima femminile. A questo quadretto familiare a dir poco insolito, si aggiunge un altro tassello che pare d’obbligo in tutte le biografie di artisti trasgressivi e provocatori: il giovane Brian frequenta una repressiva scuola religiosa. Viene iscritto alla Heritage Christian School di Canton nel 1974. Non perché i genitori siano credenti convinti. Il padre pensa che quella sia la migliore istruzione per il figlio, ma non tiene conto dei risvolti negativi di tale scelta. La troppa cristianità e le eccessive privazioni della scuola, sviluppano nell’imberbe anticristo un senso di disgusto e ribellione verso quel tipo di educazione.

Marilyn Manson, Sweet Dreams (Are Made Of This) (1995)

Marylin Manson, dal giornalismo alla musica

Con una scuola cristiana i cui unici “insegnamenti” sono avere timore di dio e vedere il diavolo in ogni dove, inevitabilmente i principali incubi del piccolo Brian, sono l’apocalisse e la venuta dell’anticristo. Proprio in questo periodo, il giovane inizia a scoprire i giochi di ruolo, per estraniarsi dalla realtà. Cerca di escogitare ogni atto possibile per scuotere compagni e insegnanti e farsi espellere dalla scuola, ma ottiene solo alcune sospensioni. Alla fine, Brian capisce che non lo cacceranno mai perché è uno dei pochi che può garantire per intero la retta dell’istituto.

L’adolescente ribelle può dire addio all’odiata scuola privata solo nei primi anni ’80, quando la famiglia si trasferisce in Florida. Qui Brian inizia ad appassionarsi alla musica, in particolare all’hard rock e al glam rock. Dopo aver preso il diploma in una scuola pubblica, si iscrive al Broward College di Fort Lauderdale. Per raggiungere la desiderata laurea in giornalismo, Warner scrive articoli a tema musicale per la rivista 25th Parallel. Grazie a questo lavoro, riesce a conoscere e intervistare diversi musicisti. Alcuni di questi incontri, sono fondamentali per la sua futura carriera di artista.

Marilyn Manson, The Beautiful People (1996)

Marilyn Manson & The Spooky Kids

Guardo molti talk show in Tv, e sono rimasto colpito da come riescano ad accozzare serial killer a stelle di Hollywood mettendo entrambi allo stesso livello scandalistico. C’è però un lato oscuro in Marilyn Monroe, a causa delle droghe e del suo stato depressivo, mentre Charles Manson aveva un vero messaggio e un potere carismatico sui suoi discepoli, quindi non si tratta di una netta separazione tra bene e male (Marilyn Manson sul suo nome d’arte, 1994)

Lavorando con la rivista, Brian conosce, tra gli altri, artisti come Debbie Harry, Red Hot Chili Peppers, e soprattutto Trent Reznor dei Nine Inch Nails, che in seguito diventerà il suo produttore discografico. Nel 1989 Brian fonda la sua prima band, gli Spooky Kids. Al suo fianco è l’amico chitarrista Scott Mitchell. Ben presto il nome della band cambia in Marilyn Manson & The Spooky Kids. Warner si ribattezza appunto Marilyn Manson, unendo nel suo nome d’arte due figure iconiche statunitensi degli anni ’60, la star di Hollywood Marilyn Monroe e il serial killer Charles Manson.

Il fine è sottolineare la bizzarra dicotomia della società, come una critica e al contempo un elogio verso gli Stati Uniti e la loro cultura. Il primo album della band arriva nel 1994 e si intitola Portrait of an American Family. Il sound degli Spooky Kids è di impronta metal, con ritmi e distorsioni martellanti. Ma il gruppo si fa notare più per la sua estetica e i suoi live estremi. Manson – fondatore e leader del gruppo, nonché presto unico membro stabile – comincia a elaborare la sua maschera, giocando con make up aggressivi. L’artista descrive Portrait of an American Family come “un album molto tetro e con momenti di grande pessimismo ma con, forse, un raggio di luce in fondo al tunnel”.

Marilyn Manson – Sweet Dreams, live At Bizarre Festival (1997)

Marilyn Manson il reverendo

Il primo disco di Marilyn Manson ottiene un buon successo. Per promuoverlo, la band partecipa come supporto al tour di gruppi già affermati, i Nine Inch Nails e i Danzig. Tuttavia non è per la musica che il cantante fa maggiormente parlare di sé. Nello stesso anno in cui esce l’album di debutto, Warner, personaggio curioso che attira l’attenzione dei media (e non solo), viene nominato “Reverendo” della Chiesa di Satana d’America. In merito alla carica, Manson dichiara comunque immediatamente: “Non sono mai stato e non sarò mai un adoratore di Satana, per il semplice fatto che il diavolo non esiste. Il satanismo è l’adorazione di noi stessi, responsabili del nostro bene e del nostro male”.

Nel 1995 i Marilyn Manson pubblicano Smells Like Children, il secondo disco che contiene remix di alcuni brani del primo più alcune cover.  Tra queste, spicca quella di Sweet Dreams, hit degli Eurythmics del 1983. Il brano è accompagnato da un video (diretto da Dean Karr), che è orrido il giusto, per entrare nell’ heavy-rotation di Mtv. Sarà proprio la famosa emittente a contribuire in larga parte alla popolarità del cantante. La consacrazione definitiva arriva nel 1996 con l’album manifesto Antichrist Superstar, da cui è estratto l’acclamato incalzante singolo The Beautiful People. La regia del videoclip di questa canzone è affidata alla geniale e visionaria Flora Sigismondi. Antichrist Superstar è soprattutto la prima auto-celebrazione pubblica di Manson.

Marilyn Mason, cover del disco "Holy Wood" (2000) - ph: impattosonoro.it
Marilyn Mason, cover del disco “Holy Wood” (2000) – ph: impattosonoro.it

Manson crocefisso e rinnegato dal popolo

Il successo commerciale arriva puntuale. L’album Antichrist Superstar esordisce al numero 3 della chart americana e vende un milione e 400 mila copie. I più moralisti rabbrividiscono di fronte a questo personaggio estroso, “negativo” e sulla bocca di tutti. Nel bene o nel male, non importa: purché se ne parli. L’Anticristo è solo il mezzo: il fine di Marilyn Mason è essere la Superstar. Dopo questo enorme successo, però, inizia per l’artista una lenta decadenza. Passati i primi due/tre anni fortunati, le provocazioni non riescono più a mantenere viva l’attenzione su Brian Warner. Sfiorando il rischio dell’indifferenza delle masse – ovvero la cosa maggiormente temuta da artisti teatrali e pomposi come lui – Manson realizza nel 2000 quello che forse è il suo album più onesto.

Parliamo di Holy Wood (In The Shadow Of The Valley Of Death), monumentale concept articolato in 19 tracce. Qui, per la prima volta è lo stesso Manson a scrivere, produrre, arrangiare e suonare gran parte dei brani. È anche la conclusione di una ideale trilogia, iniziata con Antichrist. Nella copertina del disco, Brian si fa ritrarre crocefisso: è stato incompreso e rinnegato dal popolo, dunque la sua parabola su questa terra è finita. Scelta iconografica ormai prevedibile e scontata. Ma per fortuna il disco è rabbioso e ha brani concisi e potenti, come The Fight Song e The Nobodies. Forse per la prima volta, Brian Warner si preoccupa più di essere un musicista che una superstar.

Marilyn Manson, We Are Chaos (2020)

Chi c’è dietro le mille maschere di Marilyn Manson?

Dopo la separazione professionale dal suo mentore Trent Reznor, e nonostante la momentanea ripresa con Holy Wood, il Manson del nuovo millennio, comincia ad apparire ingabbiato dal suo stesso personaggio. Manipolato e vittima del sistema e del business. Appare stanco, gira a vuoto su sé stesso. Prova a reinventarsi giocando con il mondo del burlesque, influenzato dalla relazione con la modella Dita Von Teese, sua moglie dal 2005 al 2007. Mtv continua ad amare questa eccentrica figura, androgina, asessuata e multiforme. Artisticamente però, Manson appare sbiadito. Resta ormai una maschera vuota, ha smesso di stupire e fare paura.

La maggior parte dei fan dell’era Antichrist, si lamentano della “commercializzazione” e della perdita di quel quel lato oscuro che aveva caratterizzato il primo Marilyn Manson. Passato dall’essere un anticristo e un blasfemo a un alieno asessuato, l’artista ha smesso di distruggere le bibbie durante i concerti e di professare l’autolesionismo. Dal 2001 fino ad oggi, Brian si è impegnato su diversi fronti extramusicali, dal cinema alla pittura alla beneficienza. Sono tante, forse troppe, le maschere che coprono Brian, per capire davvero chi c’è dietro Marilyn Manson. In generale, possiamo dire che Manson è solo l’ultimo rocker del suo genere piombato sulla scena. Ben più originali e trasgressivi, sono performer che lo hanno preceduto e da cui trae chiaramente ispirazione, su tutti Alice Cooper e Ozzy Osbourne. Ma Brian Warner può essere a ragione considerato uno degli artisti più furbi, intelligenti e commercialmente avveduti.

A cura di Valeria Salamone

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