Fuori, diretto da Mario Martone e interpretato da Valeria Golino, Elodie e Matilda De Angelis, sarà proiettato ad Israele. L’occasione è il festival del cinema italiano in Israele, e la reazione del regista è stata tutt’altro che assertiva. Su Cinema Italia parla di quando ha ricevuto la notizia e di cosa ne pensa al riguardo della condizione socio-politica israeliana, in cui il suo film, che parla di libertà e rinascita, verrebbe proiettato. Il regista si schiera apertamente in questa occasione come ha sempre fatto, mantenendo rispetto e diplomazia.
Una rassegna per il cinema italiano
“Ho saputo della proiezione del mio film Fuori in un festival di cinema italiano in Israele da una mail inviatami da Venice4Palestine. Ho chiamato i produttori per sapere da chi e come era stata organizzata questa rassegna ma nemmeno loro ne sapevano niente. Né Paolo Sorrentino, né Silvio Soldini, né Damiano Michieletto, che hanno i loro film nella rassegna, e a cui ho scritto, ne sapevano niente” – Così ha commentato Mario Martone, quando gli è stato chiesto come fosse arrivato il suo ultimo film all’interno della rassegna che celebra l’Italia in Medio oriente. E ha continuato – ” Cosa dovremmo sapere del resto? Come in ogni altro paese se un Istituto di cultura vuole organizzare una rassegna di cinema italiano basta che richieda i film ai distributori internazionali, e se questi glieli danno possono proiettarli”.

“Israele non è un Paese come tutti gli altri”
Il film Fuori ha concorso con otto candidature alla 71esima edizione dei David Di Donatello di quest’anno. Una serata speciale che da anni celebra le maestranze e i cineasti italiani con le migliori opere della nostra industria contemporanea. Il film di martone ha colpito tutti, non solo per la meravigliosa regia ma anche e soprattutto per le grandi interpretazioni del cast femminile protagonista. La Golino, la rivelazione Elodie, e infine Matilda De Angelis (Il Sospetto, Dracula), sempre più in ascesa nel settore e che con Fuori ha vinto la statuetta come miglior attrice protagonista.
Una controversa situazione
Quando viene chiesto a Mario Martone la sua reazione attuale verso l’idea che un suo film sia proiettato in Israele, arena di infuocati scontri etici e bellici, lui risponde così: “Il punto è: sotto il governo di Netanyahu è Israele come ogni altro paese? Personalmente sono contrario ai boicottaggi culturali, anche se rispetto e considero legittima ogni forma di protesta. In anni lontani sono stato in Israele con un mio spettacolo e un mio film, ho amici israeliani”
E prosegue: “Ci saranno certamente anche oggi in Israele persone che, se vanno al cinema, vuol dire che mettono in moto testa e cuore e che, dunque, saranno consapevoli della spaventosa asimmetria che vede, da un lato, delle composte file al botteghino e, dall’altro, file di persone affamate che richiedono cibo tra le macerie di Gaza”.
Sapere che il mio film verrà proiettato nelle sale israeliane mi mette i brividi, perché non c’è nulla di normale in quello che è accaduto e che accade, e so che questa apparente normalità è prima di tutto un’arma di propaganda. Goliarda Sapienza, a cui ho dedicato il mio film, non sarebbe felice di vedersi proiettata su quegli schermi”.
Sinossi di ‘Fuori’
Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l’incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Uscite di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica. Un rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.
Questa vicenda ci ricorda come il cinema e la realtà politica siano strettamente connesse: l’una viene influenzata dall’altra. Ma dove finisce il confine tra le idee politiche e la libertà artistica? Con queste domande ci lascia la vicenda di Mario Martone. La sua ultima pellicola è davvero venuta ‘Fuori’ per scuotere il mondo o dovrà scegliere di arretrare, dando eco alle sue negazioni?
Doriana Gatta





