Cinema

Mario Monicelli, una risata vi seppellirà

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Mario Monicelli è stato il più importante regista della commedia all’italiana, quel genere cinematografico che ha trovato nella risata l’antidoto a una situazione drammatica come quella dell’Italia del dopoguerra.

Risollevarsi più forti di prima

La Seconda Guerra Mondiale ha portato con sé devastazione e miseria, ha abbattuto fisicamente e moralmente un paese intero che si è risollevato a fatica. Il cinema, come tutto, ha risentito di questo arresto dettato da forze maggiori. Ma è proprio dal cinema che è partita la ripresa di un Italia divisa e impotente.

L’Europa era un cumulo di macerie, letteralmente. L’Italia era annientata e gli Stati Uniti avevano, di fatto, il primato socio-economico mondiale e dominavano anche il campo cinematografico con le loro commedie brillanti. I film stereotipati e sempre politically correct degli americani, però, poco rispecchiavano i tormenti e le difficoltà della gente comune. La patina artificiale della finzione creava uno scollamento dalla realtà, facendo nascere un bisogno diverso nei registi italiani.

Mario Monicelli - fonte web
Vittorio Gassman e Alberto Sordi in La Grande Guerra, Mario Monicelli. Fonte: web

Essi allora risposero alla dominazione americana in ambito cinematografico affrontandoli nell’unico campo che gli era precluso: quello dell’italianità stessa. La cronaca locale, regionale ancor prima che nazionale, divenne lo spunto dal quale partire per costruire storie semplici ma coinvolgenti attraverso le quali risultava facile un’immedesimazione del pubblico a cui si rivolgevano. Monicelli, insieme a sceneggiatori come Age, Scarpelli, Suso Cecchi D’Amico, Benvenuti, scandagliavano le pagine di cronaca per scovare quelle piccole vicende quotidiane che potevano fornire idee per un film. 

La miseria è il copione della vera comicità

Il cinema di Monicelli è stato denominato nazional-popolare proprio per questa sua attenzione alle faccende della piccola gente. Film come La Grande Guerra, I compagni, I soliti ignoti trattano di argomenti nazionali, certo, ma visti dall’ottica delle classi popolari, della povera gente, dei meno abbienti. Si ride proprio a partire dalla tragicità della vita. La comicità è estrapolata dalle faccende di tutti i giorni e scoperchia il ridicolo della lotta per la sopravvivenza, l’ilarità della miseria.

La reazione più costruttiva a vent’anni di retorica e repressione venne allora sul campo dell’umorismo. La risata, con il suo rigore tempistico, stempera e allo stesso tempo amplifica la tragicità di una determinata situazione, ponendo le basi per la riflessione. Il pensiero rimane, dopo che il sorriso svanisce. Dopo l’esperienza drammatica della Guerra c’è bisogno di ridere, di scrollarsi di dosso l’angoscia e Monicelli riesce perfettamente a colmare questa necessità.

Mario Monicelli - fonte web
I soliti ignoti, Mario Monicelli – fonte web

La vena popolare e sanguigna degli italiani e il loro provincialismo non vengono soffocati. Al contrario diventano protagonisti di una comicità grassa, sguaiata e senza pietà che esalta pregi e difetti degli italiani attraverso la volgarità. Volgarità che, però, affonda le sue radici nella letteratura italiana e nella commedia dell’arte. Alla tradizione del cinema comico popolare si unisce una profonda analisi della società contemporanea che fa della satira dissacratoria la sua cifra stilistica. 

“La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”

Mario Monicelli – ma non è l’unico – permette agli italiani di trovare una valvola di sfogo, di esorcizzare i propri demoni. Ma soprattutto, cosa più importante, permette finalmente di fare i conti con le contraddizioni e la piccolezza di un popolo ridendoci su.

E scusate se è poco!

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