Mark Knopfler: quando la calma si rivela virtù dei forti, è stile

Esistono dei musicisti che non subiscono le influenze del tempo e dei mutamenti artistici delle stagioni. Essi viaggiano solidi col vento in poppa, forti della coscienza di chi sono. Mark Knopfler è senza dubbio il capostipite di questa risma. Lo storico leader e chitarrista solista dei Dire Straits, nato il 12 agosto 1949 e che festeggia oggi settantuno anni, è un magnifico modello – pedagogicamente parlando – di atteggiamento positivo per il modo di affrontare la carriera del ‘musico’ nella contemporaneità con i suoi alti e bassi. Knopfler è l’incarnazione di come la traccia, la propria impronta nella storia resista inscalfibile come antichi geroglifici su pietre erose dal tempo.

Mark Knopfler nacque a Glasgow da Louisa Mary Laidler e Erwin Knopfler, un architetto e scacchista ungherese che trovò rifugio in Scozia ai tempi della guerra. Dalla coppia vennero alla luce anche David e la primogenita Ruth. Colpito dall’abilità del zio materno pianista boogie-woogie, Mark si avvicinò alla musica dapprima con il violino e successivamente con la chitarra elettrica. Grande appassionato di Bob Dylan, B.B King, Jimi Hendrix, Scotty Moore; il giovane Knopfler iniziò quindi a costruirsi la sua cultura musicale e a sperimentare le prime esperienze nel settore attraverso un duo folk con una sua compagna del liceo di nome Sue Hercombe e l’ingresso in una compagnia teatrale dal flebile successo.

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Le esperienze giovanili, Mark Knopfler si affaccia al panorama musicale degli anni ’70 in modo anacronistico

Dopo aver provato una carriera da cronista, essersi sposato e aver conseguito una laurea in Lingua e Letteratura inglese presso la University of Leeds nel corso di Bachelor Of Arts; Knopfler insieme al fratello David decise di trasferirsi a Londra per inseguire il sogno di diventare un musicista di fama internazionale. Nell’aprile del 1977 suo fratello gli presentò John Illsley (futuro bassista dei Dire Straits) il quale fu chiamato in quell’occasione per sostituire un membro dei Cafè Racers per un concerto. Dall’incontro dei tre e dall’aggiunta di un quarto elemento alla batteria come Pick Withers dai Primitives, ebbe forma embrionalmente la prima foggia di quelli che sarebbero diventati i Dire Straits.

I Dire Straits traduzione di “terribili ristrettezze”(per le difficoltà economiche che i ragazzi avevano ad inizio carriera) iniziarono quindi a provare il materiale che Mark portava loro. I quattro cercavano di trovare i primi arrangiamenti e un sound caratteristico. Il gruppo inglese irrompeva con un Rock n’ Roll classico a tinte blues e country in modo anacronistico, visto la scena satura di Punk, New Wave e Disco degli anni ’70. Ma quando Sultan Of Swing venne mandata in onda su delle frequenze di una radio della BBC dal disc jockey Charlie Gillett: tutto cambiò. Il 7 ottobre 1978 venne pubblicato il primo album della band “Dire Straits” prodotto da Muff Winwood. Il cd ottenne un notevole successo catapultando il gruppo in un tour mondiale inaspettato.

Dire Straits

La consacrazione con Communiquè e Making Movies

Mark Knopfler era senza dubbio una rockstar atipica, timida. Ma nel giugno del 1979 con la pubblicazione di Communiquè, la sua reputazione tra i sostenitori e tra gli addetti ai lavori crebbe esponenzialmente. I giri armonici della sua chitarra, lo stile senza plettro e riconoscibile alla prima nota ottennero persino il plauso di Bob Dylan. Il quale lo invitò a partecipare alla realizzazione del suo album allora in lavorazione Slow Train Coming. Knopfler trasferitosi a New York nel 1980 si apprestava quindi insieme alla band a produrre la terza opera dei Dire Straits: Making Movies. Il lavoro è un’evoluzione lirica da parte degli artisti inglesi, che qui presentarono un album dallo stilema quasi romanzesco, con Hit come Tunnel of Love e Romeo and Juliet divenuti letteralmente iconici. L’amore perduto e gli evocativi assoli di chitarra di Knopfler, con videoclip innovativi per l’epoca consacrarono il gruppo su scala globale.

Mark Knopfler assume il controllo artistico totale dopo l’abbandono del fratello David, esce “Love over Gold”

Nel settembre del 1982 a seguito dell’uscita dalla band del fratello David, Mark Knopfler assunse il controllo totale delle scelte artistiche dei Dire Straits. Il risultato di tutto ciò è Love over Gold, un album sul quale la casa discografica avrebbe desiderato un’impronta mainstream; ma che invece trasportò la band a sonorità progressive ai limiti del Jazz. Private Investigation, Industrial Disease ma soprattutto Telegraph Road, una composizione di oltre 14 minuti dissero al mondo che i Dire Straits erano ormai una band con un altro spessore artistico e culturale.

Mark Knopfler

Il Capolavoro di Brothers In Arms

Nel maggio del 1985 però Mark Knopfler ormai a capo dei Dire Straits incide e pubblica un album capolavoro, che è ricordato ancora dagli storici della musica come epocale: Brothers in Arms. Un cd che ottenne una fama planetaria e che iscrisse la band inglese nell’olimpico del Rock. Brani come So Far Away, Money For Nothing, Walk Of Life, Your Latest Trick fecero di questa una delle opere discografiche più vendute di tutti i tempi. Nell’omonima Brothers in Arms come in tutto il disco, si tratta il tema dell’assurdità della guerra dalla prospettiva di un soldato ferito a morte, facendone quindi un inno pacifista. Un disco che comunque ha sollevato non poche perplessità da parte dei critici, che ne hanno colto nella sonorità l’appartenenza all’epopea degli anni ’80; allontanandosi molto dalle sperimentazioni delle quali la band poteva vantarsi in passato. Nonostante poi godesse delle collaborazioni illustri di Sting e Guy Fletcher.

L’inizio della carriera solista di Mark Knopfler

Nel 1996 Knopfler pubblica il suo primo disco solista “Golden Heart“, con la collaborazione di una cerchia di musicisti che lo hanno accompagnato da sempre. Appellandosi con il nomignolo di “the 96’ers” e sublimando il tutto con il concerto di “A night in London“. Nei dischi successivi “Sailing to Philadelphia“, “The Ragpicker’s Dream” e “Shangri-La” si manifesta evidente un ritorno alle radici country, folk e blues del cantautore inglese, dopo le sperimentazioni degli album precedenti dove Knopfler aveva intrapreso derive di musica celtica e addirittura cajun. Gli album che seguiranno saranno un vortice di lavori con tutte le influenze che lo hanno sempre contraddistinto. “Kill To Get Crimson“, “Get Lucky“, “Down the Road Wherever“: opere riguardanti l’11 settembre o intorno alle figure di poeti come Basil Bunting e alla scrittrice Beryl Bainbridge o l’ennesimo tour con Dylan. Anche da solista Mark Knopfler ha avuto una carriera alquanto prolifera.

Un immortale della musica del ‘900

Mark Knopfler ha costruito attraverso la sua poetica serena ma dall’ironia sferzante, tagliente, non priva di critica verso la realtà e il socio-politico e attraverso il tocco e il sound che lo ha reso riconoscibile al primo ascolto; un’essenza ed una reputazione marmorea su ciò che è e ciò che la sua carriera rappresenta per se stesso e per gli altri. Spesso criticato di eccessiva staticità artistica e nell’ispirazione e spesso definito come un canone superato, Mark Knopfler ha aspettato, come nel proverbio cinese:

Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico.

Dimostrando che veramente, anche nell’arte: quando la calma si rivela virtù dei forti, è stile.

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