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Marvel’s Avengers Recensione – Zero to hero

Scrivere una recensione completa di Marvel’s Avengers, al momento, non è possibile. Non è possibile in quanto Marvel’s Avengers è quel che si definisce un Game As Service, destinato ad evolvere nel tempo per mezzo di update costanti e DLC (gratuiti e non) che arricchiranno gradualmente l’esperienza. Possiamo però rispondere alla domanda, ovvia: sì, ma ora come ora, com’è?

Alla scoperta della natura prettamente multiplayer di Marvel’s Avengers le reazioni dei fan sono state contrastanti. Anzitutto, perché dietro al gioco ci sono Square Enix e una divisione di Crystal Dinamics, che con RPG ed Action rispettivamente si sono sempre destreggiati alla grande. Marvel’s Avengers è un Game As Service (GAAS) ibridato da elementi ruolistici quali livelli, statistiche, equipaggiamenti e “classi”, che si difende più che bene anche nella sola campagna single player (per quanto breve e scolastica). Per questo in tanti si son chiesti: perché? Non ne avevamo già abbastanza? Non si poteva seguire l’esempio di Star Wars e del suo singleplayerissimo Jedi Fallen Order? Evidentemente, no. Ma è presto per dire se “purtroppo” o “per fortuna”.

Marvel's Avengers Recensione

Marvel’s Avengers Recensione, i fumetti sono meglio!

Quante volte uscendo dalla sala dopo la visione di un qualunque film dell’MCU avete sentito pronunciare le parole “Il fumetto, però, è meglio”. Io, personalmente, poche. Questo perchè l’MCU è riuscito fin dagli esordi a non adagiarsi sugli allori cartacei delle produzioni americane; a edificare un mondo parallelo di storie, personaggi e situazioni tanto stimolante quanto solido. Un mondo le cui regole non sono solo quelle fumettistiche, ma bensì quelle cinematografiche. E fa tutta la differenza del mondo.

Marvel’s Avengers, un videogioco, avrebbe potuto facilmente appoggiarsi a sua volta sullo zoccolo duro dei fan cinematografici. Un universo più vasto e “adatto” alle meccaniche, alle inquadrature, alle tempistiche di un videogame moderno. Ma non l’ha fatto. Invece, tutto in Marvel’s Avengers rimanda più all’universo fumettistico che a quello cinematografico. In effetti, in un videogioco il livello di sospensione dell’incredulità è più elevato di quello che viviamo al cinema. Ai creatori, quindi, è concessa molta più libertà nel compiere scelte di design, trama e art direction che in una sala di cinema farebbero semplicemente ridere.

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Marvel’s Avengers Recensione, Game As (Fan)Service

Le citazioni, dunque, non mancano, sotto forma di frasi identiche a quelle lette nei baloon di questo o quel volume (alcune da brivido), ma soprattutto comunicate attraverso una cura maniacale riposta nelle animazioni di tutti i personaggi giocabili. I supereroi parte del team Avengers, compresa la protagonista della campagna principale, Kamala (Ms. Marvel), ci fanno vivere una delle esperienze videoludico-supereroistiche più soddisfacenti di sempre. Similmente a Marvel’s Spider-Man, insomma, è evidente che i developer abbiano passato più di qualche nottata curando frame dopo frame ogni combo e movenza. Fidatevi, vi sentirete fighi, e tanto.

Solitamente, la struttura ripetitiva (per sua natura) di un GAAS trova una via di uscita sicura dalla routine negli equip e nelle statistiche; che si traducono in modifiche estetiche e personalizzazione del proprio PG. Chi è quello laggiù con l’armatura scintillante blu e il cappello verde con la piuma rosa? Wow! E via così. Marvel’s Avengers declina tali velleità sostituendo l’estetica personalizzabile con la scelta dell’eroe che vogliamo utilizzare in ogni missione, ne più nè meno. Pur facendocelo equipaggiare con vari potenziamenti, abilità sbloccabili ed equipaggiamenti, questi ultimi non sono visibili sui modelli dei personaggi. Invece, sono disponibili numerose skin acquistabili con valuta in-game per modificare l’apparenza dei nostri eroi. Volete Hulk in giacca e cravatta? O preferite provare tutte le MARK di Iron Man?

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Marvel’s Avengers Recensione, voglio un Captain America in mutande

Se fossimo in un fumetto, quest’ultima frase sarebbe stata accompagnata da un TAN TAN TAAAAN! O simili. Ma come, mi fai un GAAS, mi fai giocare nei panni dei miei eroi, e per personalizzarli posso solo comprare skin dall’apparenza predeterminata? Una scelta discutibile. Quanto sarebbe stato bello poter decidere quali pezzi di un’armatura di Tony combinare, per realizzare i nostri personali MARK X,Y, Z? Quanto avrei amato vedere un Captain America che volteggia in mutande per gli stage, armato magari di uno Scudo-Biscotto! Sogno troppo? E perché mai? Avete voluto fare il GAAS basato su eroi e Loot? Le conseguenze erano da mettere in conto. Le lamentele dei fan insoddisfatti dal livello di personalizzazione, pure.

Il fatto, come dicevamo, che le citazioni siano soprattutto fumettistiche e non cinematografiche, è dovuto di certo anche a una necessità artistica: offrire e garantire piuù varietà possibile. Nei film sono comparsi pochi eroi, e poco variamente addobbati. Nei fumetti, invece, se ne sono viste di tutti i colori. Pensate ai mille abiti indossabili in Marvel’s Spider Man per PS4: una goduria. Se così fosse, la decisione di discostarsi dal MCU assumerebbe un valore potenziale ancora maggiore: quanti eroi possono/vogliono implementare? Con quale frequenza? Domande che se da un lato galvanizzano, dall’altro spaventano i fan più concreti. Perché per aggiornare degnamente un GAAS, c’è bisogno di player base. Tanta Player base.

Infine, un piccolo appunto sulla photo mode. Forse, quella di Ghost of Tsushima mi aveva abituato troppo bene. Ma davvero, con quella attualmente presente in Marvel’s Avengers proprio non ci siamo: per far uscire un bello scatto bisogna davvero penare. Eppure bastava implementare la stessa HUD inserita in Marvel’s Spider Man, no? Ugh.

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Io sono Iron Man. E Thor. E Ms. Marvel. E Hulk. E…

Avrete capito che il bello di Marvel’s Avengers è urlare a squarciagola IO SONO IRON MAN. Ma mica solo lui. In quanto GAAS, il gioco punta a supportare per anni a venire i desideri più assurdi dei fan. A partire dal già preannunciato Spider Man, in esclusiva PS4 e PS5, ovviamente, la pletora di eroi che si potrebbero inserire in Marvel’s Avengers è potenzialmente infinita.

Solo spaziando nel MCU (alcuni nomi vengono addirittura citati durante la trama del videogioco, facendo sperare in aggiornamento non troppo distante) ci sono Captain Marvel, Black Panther, Doctor Strange. E non fatemi iniziare con gli X-man, che muoio davvero. Il punto sarà integrarli con storyline degne dei loro nomi, arricchendo la trama del gioco base ed evitando se possibile, di rovinarne lo stile e la coerenza. Il che parlando di Marvel e Square non è affatto scontato.

Kamala Kahn e gli Inumani

Interpretando una giovanissima Ms. Marvel, alias Kamala (primo supereroe di fede musulmana di sempre fra l’altro) siamo catapultati in un mondo post-eroico dove gli Avengers non sono ben visti. Un disastro avvenuto 5 anni fa a causa del malfunzionamento di un reattore innovativo (disastro che viviamo come fosse un lungo tutorial interattivo che ci fa provare gli stili di combattimento dei vari eroi) San Francisco è stata quasi del tutto distrutta, e le esalazioni radioattive fuoriuscite dal luogo dell’esplosione hanno trasformato buona parte della popolazione in mutanti dotati di superpoteri: inumani, come vengono poi definiti.

Kamala è una di loro, capace di rendersi elastica e ingrandire o allungare parti del suo corpo a piacimento. Ma Kamala è anche una grandissima fan degli Avengers, ed è sicura della loro innocenza. Così, entra in possesso di documenti pericolosi, e cerca di rintracciare uno ad uno i suoi eroi per ristabilire l’ordine naturale delle cose

Il filone narrativo principale dura circa 12 ore, poco di più per i completisti a caccia dei mille collezionabili sparsi per i livelli. Livelli che non sono certo esempi di level design complesso o stratificato; ma che, tutto sommato, fanno il loro lavoro, e sono spesso anche molto belli da vedere. Una volta terminate le missioni storia, e tolte alcune dimenticabili missioni dedicate ai singoli eroi (un more of the same delle altre tipo “recupera questo, distruggi 5 ondate” ecc.) potrete finalmente immergervi nelle Missioni in Multiplayer. A patto che il gioco non vi sia già venuto a noia, certo.

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La strada per l’inferno è lastricata di GAAS multiplayer

Dunque, in un perfetto cerchio narrativo, torniamo all’inizio di questa recensione di Marvel’s Avengers: al perché non sia possibile, o meglio, non sia giusto recensire il titolo come un insieme di single e multiplayer fin da subito. Che poi nemmeno giusto funziona come parola, in quanto opinabile e personale.

Ad essere onesti, infatti, nulla vieterebbe di valutare il gioco nel suo complesso così come è ora, venduto a prezzo pieno. Dunque, si suppone, già perfettamente godibile in ogni aspetto. Se ho deciso di non farlo, e di alzare leggermente la mia valutazione è perché, ve lo confesso: Io sono Iron Man.

Almeno, lo sono da quando ho iniziato Marvel’s Avengers, e spero di non voler abbandonare il ruolo tanto presto. Lo sono da quando ho iniziato a padroneggiare planate e cabrate, colpi di blaster e schianti a terra repentini. Da quando ho trovato quei guanti potenziati OP, e ho sbloccato quella skin che volevo da inizio game. ma anche, da quando ho giocato in voice chat con una squadra di amici, coordinando colpi di martello divino e manate gigantesche, laserate micidiali e acrobazie mirabolanti in una tutina nera stretta stretta (sessismo a parte, Vedova Nera è sempre Vedova Nera: la si ama e basta).

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In Conclusione: Spostati tu

Marvel’s Avengers è un GAAS multiplayer con un’ottima trama di base. Il genere Action in terza persona puro e semplice terrà impegnati per un po’ anche i meno avvezzi al genere di appartenenza del titolo, grazie ad una narrazione veloce, mai noiosa; appena un po’ troppo scolastica, senza vere impennate gloriose, forse. Ma e’ pur sempre un GAAS multiplayer. La ripetitività di fondo è e resterà un problema, e chi non si divertiva con The Division, Anthem, Destiny 1 e 2, non si divertirà nemmeno con Marvel’s Avengers: non c’è Captain America che tenga.

“Quando il mondo ti chiede di spostarti, piantati come un albero vicino al fiume della verità, e dì al mondo: no. Spostati tu.”. Perciò, quando Square Enix, Crystal Dinamics e MARVEL di dicono che supporteranno Marvel’s Avengers per anni, e ti chiedono di fidarti, tu piantati vicino ai 60 euro che hai pagato per il gioco, e dì a tutte loro: …ok. A meno che tu non sia cosciente di star scommettendo su un genere che da anni ormai combatte con la ripetitività, sua più acerrima nemica. Spesso perdendo. Un genere che funziona per un ristretto gruppo di fan, fatti della stessa pasta degli irriducibili dei combattimenti a turni nei GDR. Gente con il pelo sui polpastrelli, dotati di amici altrettanto “scafati” con i quali condividere le loro sessioni di gioco. Perciò rifletti bene, perché “da grandi poteri, derivano grandi responsabilità”.

Il rischio che corri, è che la trama ti soddisfi, gli eroi di divertano per un po’ online. Ma poi, alla lunga, tu ti accorga che essere un eroe non fa per te. Non così, almeno. Eppure, io ci provo. Marvel’s Avengers: hai la mia fiducia. Non tradirla. O mi darai una buona ragione per diventare un supercattivo. E non sarò il solo…

+ I moveset dei personaggi sono vari e ben caratterizzati
+ Tanti bei costumi alternativi per i personaggi
+ La campagna è lunga il giusto, i livelli di difficoltà sono soddisfacenti
+ Il gioco è una festa di eccellenti citazioni ben piazzate

– La modalità multiplayer è ancora povera e troppo ripetitiva
– Nella campagna ci sono troppi pochi Boss e variazioni di nemici
– Persino su PS4 Pro il gioco rallenta durante i momenti più concitati
(ma i possessori del gioco su PS4 e XboxOne potranno giocare gratis su PS5 e XboxSeries X-S)

MARVEL’S AVENGERS RECENSIONE | TESTATO SU PS4 PRO

VOTO 8

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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