Mary Poppins Returns: e la pillola non va giù

L’industria Disney ha rilasciato il trailer di Mary Poppins Returns, sequel del classico Disney. E a me la pillola non va giù.

Partiamo da un presupposto importante: Mary Poppins è il mio film Disney preferito. Nonché il mio musical preferito. Nonché una parte molto, molto importante della mia vita. Quindi no, ve lo dico chiaro: non sono imparziale. Sin dall’inizio non vedevo la necessità di rifare un film già praticamente perfetto sotto ogni aspetto, ma poi la Disney mi ha sorpresa. “È un sequel, non un remake”. In pratica, Mary Poppins 2. Mary Poppins: Tokyo Drift. 2 Mary 2 Poppins. Mary Poppins vs Fran la Tata: Down of Justice. Okay, scherzi a parte, il film si ispira al secondo romanzo di P.L. Travers, Mary Poppins Returns. L’industria Disney ci ha droppato il trailer, ecco a voi.

Un prodotto rifinitissimo. La magia del CGI e la sicurezza di una storia che conosciamo ci faranno tornare bambini, ingenui e meravigliati, prontissimi a sborsare i soldi del biglietto. Perché la Disney ormai ha una strategia consolidata: puntare sulla nostalgia per rifilarci prodotti completamente privi di contenuti ed innovazione. I big nomi a fine trailer (chi non ama Meryl Streep?) e il ritorno di Dick Van Dyke sono il colpo di grazia, quel poco di zucchero che manda la pillola giù.

Ma a me non scende. Mi sento come Pamela Travers negli anni ’60. Terrorizzata dall’uscita del film. L’autrice dei romanzi aveva paura che Walt riempisse la sua storia di canzoncine orecchiabili e animalini ballerini (ehm, non aveva torto), ignorandone completamente il significato. Quello che c’era dietro. La sua Tata era quasi una strega, strana e magica, mentre Julie Andrews pareva una soubrette. Walt però era pur sempre un genio, e tra un balletto e l’altro, ha raccontato una storia.

La storia di un uomo imprigionato nel suo ruolo. Banchiere stimato, pater familias altero, distante, tutto d’un pezzo: Mr Banks è un Vero Uomo™. Così vero da aver smesso di dare affetto ai suoi figli. Si alza ogni mattina, lavora, fa soldi, lavora, va a dormire. Intrappolato nella sua routine. Non è vulnerabile, non è fragile. Non può esserlo, e quindi non parla. Non si lamenta mai. Essere rispettabili è più importante che essere felici.Fabbricano gabbie di ogni dimensione, sapete. A forma di Banca, perfino coi tappeti e tutto“. Lo dice Bert, lo spazzacamino che cambia un lavoro al giorno e dorme tra la fuliggine, ma almeno è libero. Per fortuna, arriverà un vento dall’Est a sconvolgere la sua vita. Anzi, un uragano, di nome Mary Poppins.

favourite duo ever

Il discorso di Bert è un qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Ed è stato rivoluzionario per la Disney dell’epoca. Le streghe, le suffragette e i vagabondi soni i buoni, mentre i banchieri sono tristi e cattivi. Anzi, più che cattivi, sono schiavi di un sogno che non porta a niente. No, non ho ancora visto Mary Poppins Returns. No, non sto sindacando sulla qualità della pellicola. O sugli attori. O sulla colonna sonora. Sono sicura che sarà tutto perfetto. Ma so che non avrà mai, mai, lo stesso impatto di Mary Poppins. Tutto ciò che c’era da dire è stato detto, più di 50 anni fa. E sono stanca di essere indulgente con film vuoti solo per amore della nostalgia.

 

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