Attualità

Massimo Mazzucco tra censura e cospirazione

Massimo Mazzucco è un blogger appartenente alla corrente dell’informazione anti-sistema. Lui, come altri suoi colleghi, è fieramente un esponente dell’informazione alternativa ai media mainstream. Il suo descriversi come in opposizione al mondo mediatico e giornalistico dei professionisti è lo strumento retorico e pratico con cui descrive il suo percorso. Un percorso illuminato dalla certezza di essere dalla parte della giustizia e della verità.

Giulietto Chiesa, noto giornalista italiano che negli ultimi anni è diventato un fautore di molte teorie della cospirazione. Lui è il primo volto ad apparire durante il video per dare il proprio sostegno a Massimo Mazzucco e al suo messaggio contro la censura collegata, secondo quest'ultimo, all'operazione contro la diffusione delle fake news.
Giulietto Chiesa, noto giornalista italiano che negli ultimi anni è diventato un fautore di molte teorie della cospirazione. Lui è il primo volto ad apparire durante il video per dare il proprio sostegno a Massimo Mazzucco e al suo messaggio contro la censura collegata, secondo quest’ultimo, all’operazione contro la diffusione delle fake news.

Massimo Mazzucco ha da tempo messo in video le proprie opinioni sulla realtà del Sars-Cov-2 e della conseguente epidemia mondiale da coronavirus. Secondo lui questo è un esempio di virus creato in laboratorio nonostante l’opinione scettica di tutta la comunità scientifica. L’11 aprile 2020 invece Massimo Mazzucco ha deciso di avviare un dibattito che ha come diretti interessati i giornalisti e il giornalismo mainstream. Realtà che, a detta sua come di altri appartenenti alla realtà dell’informazione alternativa, sarebbero tutto tranne che professionali e anti-censura. In questo video, all’interno del quale riceverà l’appoggio di varie personalità vicine a mondi a lui assimilabili, viene denunciata la possibilità di una censura a macchia d’olio di tutti coloro che non sono allineati con l’informazione di Stato.

Il Ministero della Verità

Il Ministero della verità, video di Massimo Mazzucco sul rischio di censura nei confronti dei media alternativi al mainstream
Il Ministero della Verità, video di Massimo Mazzucco sul rischio di censura nei confronti dei media alternativi al mainstream

Già dal titolo e dalla copertina di youtube il riferimento a 1984 di George Orwell è esplicito. Si capisce subito che, anche grazie all’appoggio di coloro che appariranno alla fine del video in supporto al messaggio anti-censura, i nemici sono i media mainstream: Rai, La 7, Mediaset. Le tre realtà sono tra di loro accomunate e messe sullo stesso piano, considerate metaforicamente come media di regime. George Orwell con le sue produzioni, alla stregua di Haldous Huxley e il suo Il mondo nuovo, è uno di quegli autori metaforicamente e simbolicamente molto forti. La fama di questi autori e delle loro produzioni è così forte da essere diventati una specie di bacino di metafore e simbologie. Un bacino per chiunque voglia opporsi a un potere costituito a livello mediatico o letterario.

A farne uso non sono solamente i teorici del complotto, ma sono un bacino utilizzato veramente da chiunque. Anche io spesso mi trovo ad utilizzare questo espediente narrativo. Il video quindi inizia subito in modo chiaro, andando “simbolicamente” al punto. Rai, La7 e Mediaset sono l’equivalente degli operatori del Ministero della Verità, il Ministero che in 1984 si occupa della gestione della propaganda e del controllo delle informazioni.

La tenaglia della censura sta per stringersi sulla libera informazione

Massimo Mazzucco è abile a livello retorico e arriva subito al punto parlando alla pancia di chi lo ascolta. La prima sensazione evocata è quella della paura della censura. Una paura la cui legittimità e realtà Mazzucco dovrà dimostrare nel corso del video, ma che rappresenta il vero pericolo. Proprio all’inizio del video poi lui associa il concetto di virulenza a quello di censura. Questo strumento retorico è interessante perché accomuna la grave pandemia da Sars-Cov-2 alla censura. Il risultato è quello di far intuire che il vero pericolo in tutto questo caos nazionale sia la censura e non il virus. Anche in questo caso Massimo Mazzucco si riallinea sagacemente al video in cui parlava di come il Sars-Cov-2 fosse un virus messo in circolazione per ragioni politiche e di controllo sociale.

Tiziana Alterio, una delle persone che appare alla fine del video per mostrare il suo appoggio a Massimo Mazzucco. Dalla sua pagina Facebook leggiamo questo: "Ho lavorato in passato sia a Rai3 che a Mediaset ma ho poi scelto una strada indipendente amando più la libertà di seguire, in modo autentico, il mio lavoro di giornalista che essere all’interno di un sistema mediatico per me troppo strutturato".
Tiziana Alterio, una delle persone che appare alla fine del video per mostrare il suo appoggio a Massimo Mazzucco. Dalla sua pagina Facebook leggiamo questo: “Ho lavorato in passato sia a Rai3 che a Mediaset ma ho poi scelto una strada indipendente amando più la libertà di seguire, in modo autentico, il mio lavoro di giornalista che essere all’interno di un sistema mediatico per me troppo strutturato”.

Legittimazione dei media mainstream e delegittimazione della libera informazione (cioè Massimo Mazzucco & co.)

In questo caso Massimo Mazzucco applica una retorica impeccabile per mostrare come in realtà i media alternativi (per lui libera informazione) siano più onesti e credibili del giornalisti professionisti. Secondo lui infatti dietro la libera informazione si celerebbero solo donazioni e abbonamenti, mentre per i giornalisti professionisti e le loro realtà lavorative gli sponsor sarebbero necessari. In questo caso lui fa passare un messaggio estremamente sofisticato, in quanto – stando alle sue parole – donazioni e abbonamenti sarebbero ontologicamente diversi dagli sponsor.

Sponsor è utilizzato da lui in un’ottica ben definita. Questi sono realtà in grado di donare un grande numero di soldi, quindi si tratta di organismi con interessi economici e dal grande potere. Questo è un espediente retorico solo per mostrare come dietro determinate realtà si nascondano degli interessi. Io sono ancora più pragmatica e penso che dietro qualsiasi realtà si nasconda un interesse. Alcune realtà hanno solo più soldi di altre.

Marco Pizzuti, autore del blog “Altrainformazione.it” nato nel 2008 e uno degli epicentri della libera informazione. Nel suo blog si definisce come lontano da ogni schieramento politico e ideologico, e in aperto contrasto con il sistema partitocratico che definisce elitario. Promuove una impostazione federalista dal punto di vista politico basata su una forma di democrazia diretta improntata al modello svizzero.
Marco Pizzuti, autore del blog “Altrainformazione.it” nato nel 2008 e uno degli epicentri della libera informazione. Nel suo blog si definisce come lontano da ogni schieramento politico e ideologico, e in aperto contrasto con il sistema partitocratico che definisce elitario. Promuove una impostazione federalista dal punto di vista politico basata su una forma di democrazia diretta improntata al modello svizzero. Anche lui è a favore del messaggio del video Il Ministero della Verità.

Vaccini, 5G, case farmaceutiche e poteri economici

Nel video Massimo Mazzucco torna in modo esplicito su alcuni dei capi saldi del cospirazionismo contemporaneo: Vaccini, 5G e interessi economici che nascondono la verità. In questo caso si parla di concetti che sono stati rimodellati e collegati ad hoc all’interno di quello che potremmo chiamare “campo dei teorici della cospirazione”. Il concetto di campo è stato ideato e introdotto in antropologia e sociologia da Pierre Bourdieu. Bourdieu descrive ogni contesto sociale o società come un campo di forze. All’interno di questo campo i vari elementi cercano di acquisire autorità e potere, attraverso il diventare produttori di capitale simbolico legittimo. In questo caso il campo che stiamo prendendo in considerazione è quello dei teorici del complotto. Costoro formano in realtà un campo in cui cercano di combattere tra di loro, unendosi contro il nemico riconosciuto in modo unanime da tutti.

Massimo Mazzucco nel video Il Ministero della Verità che parla di censura nel giornalismo
Massimo Mazzucco nel video “Il Ministero della Verità” che parla di censura nel giornalismo

Le narrazioni e le retoriche prodotte all’interno di questo campo dai vari attori attivi che vivono all’interno, sono di solito derivate dall’assemblare, in modo creativo e coerente con le proprie visioni del mondo, determinati tipi di conoscenze che Michael Barkun, noto sociologo della cospirazione, definisce “stigmatizzate”. Il bacino delle conoscenze stigmatizzate è sempre a disposizione di chiunque faccia parte dei campi non egemoni all’interno di una società. I nuovi mezzi di comunicazione hanno solo reso più rapido un meccanismo che ha sempre fatto parte di ogni società umana.

Le teorie della cospirazione sono elementi con una storia rintracciabile

Anche il pensiero che il 5G possa essere dannoso per il corpo umano, per esempio, ha una storia che potremmo rintracciare nel mesmerismo e nell’ipnotismo, realtà all’interno del bacino delle conoscenze stigmatizzate di lungo periodo. Dall’altra parte invece la sfiducia nei confronti del mondo della medicina è un qualcosa legato alla storia della medicina stessa e al suo essere stata percepita sempre con sospetto. Quando un medico come Burioni parla, purtroppo, spesso non è consapevole della propria storicità. Questo lo porta a commettere errori comunicativi che acuiscono la sfiducia nei confronti della medicina ufficiale. Dall’altro punto di vista però, va detto che anche altre modalità comunicative sono state adottate e pubblicizzate a pari merito dalle varie emittenti televisive e dal giornalismo dei professionisti.

Ivan Catalano, ex deputato del Movimento 5 Stelle dalla vita politica movimentata tra passaggi e accordi con altre realtà politiche. Dopo il Movimento 5 stelle, ora si dichiara un indipendente e nelle ultime elezioni in Emilia Romagna a gennaio di quest'anno si è candidato con il partito Movimento 3 V (Vaccini Vogliamo Verità).
Ivan Catalano, ex deputato del Movimento 5 Stelle dalla vita politica movimentata tra passaggi e accordi con altre realtà politiche. Dopo il Movimento 5 stelle, ora si dichiara un indipendente e nelle ultime elezioni in Emilia Romagna a gennaio di quest’anno si è candidato con il partito Movimento 3 V (Vaccini Vogliamo Verità). Anche lui è a favore del messaggio del video Il Ministero della Verità.

Per Massimo Mazzucco la campagna contro le Fake News è uno strumento per limitare la libera informazione

Massimo Mazzucco poi nel corso del video cerca di giustificare il proprio operato ponendo i professionisti sotto scacco. In questo modo mostra una serie di errori o affermazioni fatte da questi, e lui li interpreta sotto la luce dell’errore malevolo. Secondo Mazzucco il Coronavirus diventa una scusa per stringere il cappio della censura sulle informazioni che un determinato potere non vuole che siano ritenute vere. Mazzucco in questo è puntuale, e ha anche ragione su certi punti. Il tema delle fake news non è mai stato analizzato in modo serio da parte dei giornalisti o del governo. E molte volte (e qui lo dico da addetta ai lavori) il tema è banalizzato in un modo che lo estromette dal tessuto socio-politico.

Molte volte infatti a parlare durante le trasmissioni o ad apparire sui giornali sono persone che non si sono mai più di tanto occupate in modo serio dell’argomento. La maggior parte delle volte gli addetti ai lavori, come sociologi o antropologi, non hanno neanche possibilità di parola. Nonostante magari si siano occupati proprio dell’uso sociale e politico delle teorie della cospirazione. Quando si cade in questo, purtroppo, si lasciano le porte aperte a personaggi che, per quanto abbiano il diritto di esprimere la propria opinione finché non arrivino a ledere altri, colgono la palla al balzo per ottenere una forma di legittimazione. Le fake news sono un argomento serio, sono un fenomeno complesso, e meritano di essere trattate in modo serio. Tutto questo perché è comprendendone la struttura e la genesi che si può fare qualcosa di veramente utile a livello sociale. Anche in diretta televisiva.

Corrado Malanga, che qui si definisce solo come chimico e scrittore, per molti anni si è occupato di ufologia e di ipnosi regressiva su persone che ritengono di essere state rapite da creature extraterrestri o extradimensionali. Anche lui partecipa al video Il Ministero della Verità mettendosi dalla parte della libera informazione, e confermando come le operazioni politiche contro le fake news possano avere come risultato una forma di censura del pensiero divergente.
Corrado Malanga, chimico che per molti anni si è occupato di ufologia e di ipnosi regressiva. Anche lui partecipa al video Il Ministero della Verità.

Massimo Mazzucco, Agamben, Foucault e il biopotere

In realtà Massimo Mazzuco e i suoi dubbi su determinate questioni, sono una conseguenza dell’azione di un potere che si sta imponendo sui corpi. Anche in modi che ci hanno fatto alzare le sopracciglia in più di un’occasione, tra autocertificazioni e “furbetti della passeggiata”. Un potere che non indice solo regole coerenti, sostenute da esperti nell’ambito delle scienze mediche in modo unanime, ma che si impone affinché sia lui a decidere cosa tu possa o non possa fare o provare. Di solito sono le misure inutili che si è costretti a perseguire che raccontano molto delle maglie del potere.

Il potere non si vede quando ti si chiede di rispettare le distanze o di non uscire di casa senza dispositivi di protezione. Il potere si vede quando ti dicono che non puoi comprare dei colori per tuo figlio. Che tuo figlio può uscire, ma non deve far sembrare che stia giocando o divertendosi.

Massimo Mazzucco in questo periodo e nei suoi discorsi è una esternazione ed estremizzazione del dissenso nei confronti di ciò che non si ritiene giusto. Per molti italiani poi, che lo seguono numerosi, lui rappresenta in qualche modo tutte le criticità nei confronti di certi meccanismi del potere che o non capiscono o non approvano. Il suo successo, a parte la buona retorica e le buone narrazioni, in realtà si basa sul fatto che in lui è riconosciuta una personalità che rappresenta le perplessità provate da molti cittadini. Questo non significa, badate bene, che ciò che dice sia giusto in tutte le sue forme. Questo significa che il nucleo delle sue affermazioni, insieme al fatto che sia seguito con così tanta alacrità dalle persone, parli di una condizione reale comprensibile di perplessità.

Massimiliano Mazzucco diventa un simbolo delle perplessità nei confronti del potere egemone

Anzi, come succede con molte persone con cui ho avuto modo di parlare durante il mio lavoro di ricerca su un noto personaggio italiano appartenente al mondo della pseudo-storia, sono sicura che in molti, ascoltando Mazzucco, prendano solo parti del suo discorso. In qualche modo vi è sempre un’analisi critica in base alle proprie visioni del mondo e alle proprie esperienze, che magari metterà le persone nella condizione di essere vicine al discorso critico nei confronti della campagna sulle fake news, ma che dall’altra parte non le convincerà dell’inaffidabilità dei vaccini. Anche in questo caso si aziona sempre il meccanismo dell’assemblare teorie o interpretazioni prese ad hoc dal bacino delle conoscenze stigmatizzate in base alla propria “convenienza”. Un po’ come quando una persona ha piena fiducia nella scienza medica, e non concluderebbe mai una terapia, ma trova conforto nella pratica della medicina cinese in sinergia.

Le persone, le società, sono complesse. E il debunking fatto in modo poco accurato dal punto di vista della ricerca rischia di generare dei mostri, piuttosto che limitare la diffusione di certe visioni del mondo rischiose per il benessere comune.

Nei discorsi sulle fake news e le teorie della cospirazione manca sempre un discorso sul potere e sull’egemonia. Questo non permette di capire a pieno il fenomeno

C’è un noto antropologo, Mathijs Pelkmans, che insieme a un altro accademico, Rhys Machold, ha scritto un articolo: “Conspiracy theories and their truth trajectories” (“Teorie della cospirazione e le loro traiettorie della verità”). In questo articolo, che consiglio di leggere, costoro raccontano un aneddoto. Quando Pelkman in classe chiede ai propri studenti di pensare alla più grande teoria del complotto mai congegnata, questi lo sorprendono sempre perché citano l’11 settembre o la morte di lady Diana. Per lui invece, la più grande teoria della cospirazione mai teorizzata sono le armi di Saddam Hussein. Ecco, questo è un aneddoto che spiega come definire un qualcosa una teoria del complotto o una fake news è una forte affermazione politica. Di solito chi detiene il potere nelle proprie mani, da un punto di vista legittimo ed egemone, non è mai tacciato di essere un complottista, se non a distanza di molti anni.

Il complottismo è una questione di autorità e potere politico

Ci sono altri studiosi poi che hanno dimostrato come il concetto di complottista sia un termine dispregiativo utilizzato per contrastare i propri avversari all’interno di un campo sociale specifico, o per legittimare il proprio potere. Per esempio, i primi studi sulle teorie del complotto da un punto di vista sociale, furono portati avanti all’interno della comunità afroamericana negli Stati Uniti. Molte di quelle teorie, molte di quelle notizie a mezza bocca, si rivelarono vere, soprattutto per quel che riguardava l’uso di persone afroamericane per la ricerca medica nel non rispetto dei loro diritti. Non è poi infatti un caso che, di solito, le teorie della cospirazione o il sospetto nei confronti delle istituzioni siano ad appannaggio delle realtà che vivono in una condizione di subordinazione all’interno del campo sociale.

Questo non significa però che il loro sospetto sia sempre e solo il frutto di ignoranza o poca lungimiranza. Il sospetto è uno strumento di pensiero critico nei confronti di realtà che utilizzano i dispositivi del potere.

Ridicolizzare Massimo Mazzucco è il primo passo per legittimarlo, l’opposto che un debunker dovrebbe fare, giusto?

Forse qui il mio sguardo da antropologa predomina in modo abbastanza prepotente, soprattutto dopo essermi occupata di teorie del complotto dal punto di vista sociale e continuare a farlo. Ho l’impressione che il fenomeno delle fake news sia stato veramente impoverito a livello mediatico, con l’effetto di aver creato un sospetto maggiore intorno a certe pratiche e certi discorsi. Questa riduzione a minimo comune denominatore non ha permesso di capire al meglio quello che sta succedendo dal punto di vista sociale intorno alle fake news e alle teorie del complotto intorno al coronavirus.

Ed ecco come Massimo Mazzucco domina oggi i google trends, e come sempre più persone si riconoscono di più in lui che nell’informazione dei professionisti. Dall’altra parte invece certi personaggi noti a livello mediatico, nei loro discorsi e nelle loro pratiche, manifestano in modo prepotente un posizionamento politico accentuato e chiaro, e si mostrano come dispositivi che parlano attraverso gli strumenti e le maglie del potere egemone.

Cosa dobbiamo fare con le fake news e le teorie del complotto, allora?

Dobbiamo analizzarle, capire come funzionano, vedere la loro valenza sociale e smetterla di guardarle come un pendolo che oscilla tra ignoranza e malattia psichiatrica.

di Eleonora D’Agostino

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Eleonora D'Agostino

Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!
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