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Matrix Resurrections: La recensione

Matrix Resurrections è il quarto capitolo dell’iconica saga creata dalle sorelle Wachowski che, nel “lontano” 1999, attraverso il primissimo film, Matrix, a loro modo rivoluzionarono il cinema di Fantascienza. Come sappiamo al primo sono seguiti altri due film, Reloaded e Revolutions, usciti nello stesso anno, a distanza di pochi mesi, nel 2003. Oggi, a distanza di più di 20 anni, Lana Wachowski, in solitaria, arricchisce la trilogia con un nuovo capitolo. In Italia sarà disponibile al cinema dal 1 Gennaio 2022.

La trama in breve

Da una parte Thomas Anderson (Keanu Reeves) che riprende la sua vita “quasi” da dove l’aveva lasciata prima di fatti del primo film, con una sola differenza, abbastanza sostanziale: si occupa sempre di computer, ovviamente, ma da squallido programmatore ha subito un upgrade ed è ora un famoso game designer vincitore di premi, soprattutto per aver realizzato “un certo videogame”. Un uomo che dopo aver tentato il suicidio si ritrova in terapia perché ossessionato da visioni e flashback di un passato che lo tormentano, immagini nelle quali vi è sempre “una certa donna” che casualmente incontrerà in un café. Dall’altra ciò che resta di Zion, contraddistinta da un nuova generazione di risvegliati, una società proiettata sessant’anni dopo la battaglia finale e profondamente rinnovata, soprattutto culturalmente, con alcuni “ingressi” inusuali. Ora si chiama IO ed è guidata da un vecchia conoscenza. Il sig. Anderson si troverà ancora una volta proiettato tra questi due mondi. Recupererà il suo “tocco”? Ma soprattutto, riabbraccerà l’amata Trinity (Carrie-Anne Moss)?

Matrix Resurrections - Photo Credits: ciakclub.it

Matrix Resurrections: Commento personale

Riportare in auge un “prodotto” del genere dopo più di 20 anni è un azzardo memorabile. Non serve ricordare cosa ha rappresentato la saga di Matrix per molti e molte di noi, nonché cosa rappresenta ancora… Per riproporlo bisogna essere pazzi o coraggiosi, o per lo meno essere CONVINTI di avere tra le mani una perla… Bisogna essere, in pratica, Lana Wachowski…

Personalmente ho sempre definito Matrix un vero capolavoro, ricco di messaggi e tematiche che fecero discutere allora, nel lontano ’99, e che fanno discutere ancora oggi. Matrix si è dimostrato essere un progetto “futurista e futuribile”. E questo quarto capitolo? Anch’esso è proiettato verso un futuro prossimo? La risposta è un secco NO.Matrix Resurrections è un film straordinariamente contemporaneo, che nonostante si dimostri eccezionalmente aderente al passato, moltissimi infatti i riferimenti alla Trilogia, non attraverso easter eggs ma attraverso vere e proprie menzioni dirette (quella di Matrix è STORIA, vera e propria, che ha formato le influenzato le generazioni successive di umani), riesce alla sua maniera, ossa attraverso il simbolismo più o meno esplicito, a riflettere e far riflettere su alcune tematiche che vent anni addietro furono toccate solo fugacemente, forse perché ancora non sostenute abbastanza dall’opinione pubblica, ma che oggi sono nettamente sulla bocca di tutti.

Il fulcro d Matrix è la scelta, giusto? Il libero arbitro… La libertà e il prezzo della libertà… Ma è soprattutto un film sul cambiamento, sulla metamorfosi, sul potere che quel coraggio di prendere una decisione, quella pillola rossa, può donarti. La saga di Matrix, vent’anni dopo può essere letta come una sorta di autobiografia metaforica delle sue creatrici. Resurrections è il tassello che mancava alla biografia, ossia “il sogno che diviene realtà”. Il tema di questo quarto capitolo è quindi il risultato di quel cambiamento, il risultato di quelle lotte: l’accettazione che porta all’inclusione, all’utopia. Ah… Quanto vorrei spoileravi qualcosa… Ma capirete dopo aver visto il film. Voto 7,5

Photo Credits: comicbook.com

Neo & Trinity: Mistero della Fede [Allerta Spoiler]

Continuare a leggere è a vostro rischio e pericolo

Voglio ritagliarmi queste poche righe dove necessariamente farò qualche spoiler per riflettere su un spetto puramente religioso che ho colto nel film. Matrix è un’opera che contiene moltissimi riferimenti al Cristianesimo, anche s non si direbbe. Partiamo dal primo, che è anche quello più scontato: Neo, l’eletto, un essere sovrannaturale, divino, NON PARTORITO, ma comunque nato, ma non solo, morto e risorto (ve lo ricordate quando Smith afferma di averlo visto morire vero?) Ne vogliamo un altro? Vi porto direttamente al terzo film, il combattimento finale sotto la pioggia: non vi da l’dea di una sorta di Diluvio Universale? Ma ne potremmo citare tanti altri…

Veniamo a Resurrections, al fatto che già quella “S” finale rappresenti un enorme spoiler, visto che a resuscitare sono effettivamente in DUE. Ma parliamo proprio di questo. In questo capitolo, verso la fine, si inizia a comprendere come il potere di Neo sia direttamente connesso alla presenza dell’amata Trinity e non a caso, proprio sul finale, una volta resuscitata anche lei, essa stessa padroneggi quelli che sono i poteri dell’eletto, che nel doppiaggio originale è chiamato The ONE… ONE & TRINITY! Uno e Trino vi dice nulla? Vi dice nulla la Santa Trinità alla base del Mistero della Fede Cattolico? Ecco anche qui “pescato” un riferimento religioso, forse proprio l’ultimo che mancava. Nell’ultima scena i due onnipotenti protagonisti parlano di riplasmare il mondo… Un progetto “divinamente” ambizioso no?

Dario Bettati

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Dario Bettati

Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia e laureato magistrale in Discipline Etno-Antropologiche. Studioso e appassionato delle “declinazioni” più contemporanee e "Pop" della cultura e della società, divulgatore scientifico, ma soprattutto un grande e grosso NERD.
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