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Maggio 16, 2021, domenica

Maxiblitz nel Messinese: traffico di droga gestito da una famiglia

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Maxiblitz nel Messinese: la polizia di Messina ha eseguito decine di misure cautelari a carico di appartenenti a due organizzazioni criminali. Erano dedite al traffico di sostanze stupefacenti, attive nel rione cittadino di Giostra, teatro di una guerra tra i clan degli Arrigo e dei Bonanno per il controllo del territorio e del mercato della droga. Come ha riportato l’Ansa, il cliente ordinava la droga dal pianerottolo della casa, trasformata in supermercato degli stupefacenti. In caso di impedimento temporaneo del pusher che aveva messo a disposizione del clan la sua abitazione, la distribuzione della droga veniva gestita dagli altri membri della sua famiglia, sempre all’interno della stessa palazzina, o delegata a complici che gestivano le altre piazze di vendita. Un modus operandi consolidato che emerge dall’inchiesta sulle due bande di narcotrafficanti.

Maxiblitz nel Messinese, lo svolgimento dei fatti

Secondo l’inchiesta, uno dei due gruppi criminali scoperti era guidato da Angelo Arrigo, che coordinava le diverse piazze di spaccio. Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori, la tirare le fila dell’organizzazione, curando l’approvvigionamento della droga, gestendo le negoziazioni sui quantitativi e sui prezzi, decidendo se e a chi azzerare un debito o concedere uno sconto e risolvendo i problemi connessi ai controlli delle forze dell’ordine (ad esempio, con il frequente ricorso a vere e proprie vedette che avvertivano dell’arrivo di persone o auto sospette).   

L’inchiesta della polizia di Messina, coordinata dalla Dda, ha preso il via dopo un attentato commesso il 25 gennaio 2017 nei confronti di due familiari di Angelo Arrigo, Gaetano e Paolo, padre e figlio, feriti da colpi di pistola sparati da un uomo che li aveva affiancati in scooter. Entrambi vennero gambizzati. Solo qualche giorno dopo, il 28 gennaio, venne incendiata la loro auto. Fin da subito, le indagini si sono indirizzate sulla malavita locale e sul traffico di stupefacenti.   

Alcuni indagati sono finiti in carcere, altri ai domiciliari, ad altri ancora è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sequestrati appartamenti, garage, auto, moto e denaro 

Giulia Di Maio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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