Ogni estate ha la sua estetica dominante. Quella che invade Pinterest prima ancora di arrivare nei negozi, che trasforma TikTok in un loop visivo infinito e che, nel giro di poche settimane, finisce per influenzare tutto: beauty, moda, musica, perfino il modo in cui le persone vogliono sentirsi. Ed è tornato il mermaid core.

Il mermaid core è tornato e non andrà più via (lo dicono anche Chanel e Zara Larsson)

L’estate 2026 sembra aver già scelto la sua narrativa. Ed è molto chiaro: stiamo entrando ufficialmente nella mermaid era, col mermaid core.

Non quella caricaturale fatta di costumi glitterati da festival o conchiglie incollate a caso sulle borse. Questa volta il mood è diverso. Più sofisticato, più sensuale, più cinematico. Una versione luxury e quasi malinconica dell’immaginario marino, dove il riferimento non è Ariel in senso letterale, ma una femminilità acquatica, luminosa, misteriosa. Come se la moda stesse cercando di evadere dalla realtà costruendo un’estetica sospesa tra fantasy e couture.

I segnali ormai sono ovunque

Uno dei momenti che ha definitivamente consolidato il trend è stato il look di Zara Larsson ai Billboard Women in Music 2026. La cantante svedese, nel pieno della promozione del suo nuovo album Midnight Sun, è salita sul palco con un outfit firmato Rohit Mane che sembrava uscito da una fantasia marina ultra glamour: stelle marine cristallizzate, dettagli iridescenti, silhouette bagnata di luce. Un look che non cercava minimalismo o pulizia estetica. Cercava impatto.

Negli ultimi anni la moda ha vissuto sotto il dominio dell’estetica “clean”: quiet luxury, palette neutre, capelli sleek, make-up invisibile, outfit pensati per sembrare costosi ma mai troppo evidenti. Adesso però qualcosa sta cambiando. Le persone vogliono di nuovo divertirsi con l’immagine. Vogliono fantasia, texture, teatralità. Vogliono escapismo.

La sirena diventa il simbolo perfetto di questo shift culturale

Non a caso anche Chanel sembra essersi mossa nella stessa direzione. Alla sfilata Cruise 2027 di Matthieu Blazy a Biarritz — città già intrinsecamente legata all’oceano e all’immaginario vacanziero chic francese — gli ultimi look sembravano vere creature marine couture. Abiti ricoperti di paillettes liquide, riflessi madreperlati, silhouette che si muovevano come acqua sotto le luci della passerella. Sembrava quasi di guardare una Ariel cresciuta, sofisticata, con un archivio vintage di Helmut Lang e una playlist dream-pop.

Ed è interessante perché questa nuova wave marina arriva in un momento molto preciso della cultura pop. Dopo anni dominati da estetiche ultra performative e iper curate, oggi la Gen Z sta tornando verso immaginari più emotivi e immersivi. Il successo del balletcore, del coquette aesthetic e del fairycore aveva già anticipato questa voglia di vivere la moda come una forma di storytelling personale. Il mermaidcore porta tutto questo in una direzione più sensuale e adulta.

Più pelle bagnata che cottage nel bosco

Anche il beauty sta seguendo la stessa corrente. Pelle glow quasi umida, ombretti shimmer effetto acqua, capelli beachy volutamente imperfetti, manicure madreperlate, body oil illuminanti. Persino i profumi stanno diventando più salati, acquatici, trasparenti. Non è più soltanto una questione di vestiti: è un’intera atmosfera.

Ed è impossibile ignorare quanto TikTok abbia accelerato tutto questo. Basta guardare quanto siano diventati virali contenuti legati a “siren eyes”, wet hair look, shell jewelry e texture iridescenti. Le persone non cercano più soltanto outfit belli da vedere. Vogliono personaggi. Vogliono costruire versioni alternative di sé stesse attraverso l’estetica.

E la moda luxury sta rispondendo perfettamente. Perché il mermaidcore del 2026 non è kitsch. È estremamente editoriale. Le palette si fanno lattiginose, i tessuti sembrano liquidi, i dettagli ricordano gioielli sommersi dal mare. Anche i materiali contano: satin riflettenti, paillettes effetto bagnato, organza trasparente, reti sottilissime, accessori che sembrano recuperati da un fondale oceanico.