Attualità

Mes, il governo supera la prova, ora cosa cambia

Mes, il testo analizzato dalle forze di governo ha passato la prova sia alla Camera, con 291 voti a favore e 222 contrari, sia in Senato, con 165 sì contro 122 no.

Il voto sulla risoluzione per il Mes era un passaggio delicato per la stabilità del governo. Matteo Salvini fino all’ultimo ha tentato la spallata attirando a sé i senatori scontenti del Movimento 5 stelle, nella speranza di far scendere i numeri della maggioranza sotto la soglia psicologica dei 161 voti. 

«Non è questo, nella famiglia europea, il tempo per dividersi o per lasciarsi dividere», ha detto in Parlamento il premier Giuseppe Conte.

“A Salvini non è riuscita la spallata“, esulta il capogruppo Andrea Marcucci. Mentre il leader dem, Nicola Zingaretti, prova a rinvigorire maggioranza e governo: “Con il voto di oggi in Parlamento, il Pd ha ribadito e sostenuto la netta scelta europeista.

Mes
Mes – discussione in aula
Fonte: google.it

Ma gli italiani sanno veramente cosa è il mes?

Un sondaggio Ixè, condotto per Cartabianca, su Rai3 ha cercato di capire quanti sono gli italiani che hanno veramente chiaro cosa sia il mes. Solo il 6% dell’opinione pubblica dichiara di conoscere il Meccanismo europeo di stabilità. Poco più di uno su tre quelli che lo conoscono a grandi linee.

La maggior parte dichiara di non conoscere il Mes. Circa il 22% ammette di non sapere nulla mentre il 33% dice di non aver chiaro l’argomento.

Allora proviamo a chiarire meglio cosa sia il Mes e cosa sia cambiato ora.

Meccanismo Europe di stabilità

Il MES sostituisce il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF), nati per salvare dall’insolvenza gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria.

Il Mes è attivo da luglio 2012 con una capacità di oltre 650 miliardi di euro, compresi i fondi residui dal fondo temporaneo europeo, pari a 250-300 miliardi.

Il Mes è regolato dalla legislazione internazionale e ha sede in Lussemburgo. Il fondo emette prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato primario. 

Cosa cambia con il nuovo Mes

Una delle metafore migliori per descrivere il funzionamento del mes ci è stata offerta da Tommaso Monacelli, economista della Bocconi. L’Europa sarebbe come un condominio e il Mes sarebbe la polizza antincendio. Il condomino sarebbe quindi interessato ad evitare che un incendio doloso o colposo, magari appiccato altrove, finisca per bruciargli l’appartamento. 

Il Mes è un’assicurazione con un massimale da 702 miliardi, per la quale la terza economia dell’Eurozona, la nostra, ha già versato 14,3 miliardi di premio. In parte utilizzati (circa 295 miliardi) per evitare che le crisi delle banche spagnole o irlandesi e soprattutto quella fiscale della Grecia finissero per bruciare la casa comune.

La missione è quella di soccorre Paesi che non riescono più a finanziarsi sul mercato emettendo bond. Se l’Italia o un altro Paese dovessero trovarsi nella situazione drammatica di non riuscire a raccogliere risorse perché nessuno compra più i loro titoli di Stato considerandoli troppo rischiosi (quanto è accaduto alla Grecia).

Sarebbe proprio il Meccanismo europeo di stabilità, con il suo capitale condiviso fra i 19 Stati dell’Eurozona, a intervenire emettendo bond con un rating altissimo per finanziare il prestito.

 Ignazio Visco e Claudio Borghi
Ignazio Visco e Claudio Borghi
Fonte: Facebook

Novità

Dal punto di vista formale cambiano solo quattro articoli in un Trattato che ne annovera 48.

Oggi a decidere sul programma di aiuti del Mes, per uno Stato che ne fa richiesta, è il “consiglio di amministrazione” del Meccanismo. Organizzazione internazionale a carattere regionale, in cui siedono i ministri delle Finanze dei 19 Paesi dell’Eurozona

La riforma prevede semplicemente che il Mes partecipi insieme alla Commissione all’analisi del debito, sentita la Bce. Se Commissione e Mes si trovano in disaccordo sull’analisi di sostenibilità, l’ultima parola spetta comunque alla Commissione.

In «circostanze eccezionali» si può arrivare a una ristrutturazione del debito di un Paese dell’Eurozona, In pratica, la decurtazione del valore dei titoli di Stato a danno degli investitori privati piccoli e grandi che li hanno acquistati è già previsto nell’attuale Trattato del Mes. 

Le Clausole di azione collettiva (Cacs) vengono per questo modificate al fine di rendere la ristrutturazione più ordinata. Con la decisione a maggioranza, un voto unico di tutti i creditori per accettare i termini della decurtazione.

Le Cacs hanno destato molte preoccupazioni.

Alcuni sostengono che potrebbero far aumentare nella percezione degli investitori la probabilità di una possibile ristrutturazione del debito. E di conseguenza far aumentare lo spread.

L’esperienza degli ultimi anni mostra però che le Cacs già esistenti, quelle di “prima generazione” introdotte nell’Eurozona dopo il 2013, hanno finora sortito l’effetto opposto

Mes
Parlamento Europeo
Fonte: google.it

Il ruolo del Mes per le crisi bancarie

A conti fatti l’unica grande novità del nuovo Mes è la possibilità di alimentare con le proprie risorse il Fondo di risoluzione. In questo fondo le banche europee intervengono in caso di una crisi di liquidità.

Sarebbe un passo importante verso una maggiore condivisione dei rischi nell’Eurozona.

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