Claudia Sheinbaum, presidente del Messico dal 1° ottobre 2024, è riuscita a ottenere risultati notevoli nella lotta contro il narcotraffico. I miglioramenti includono una riduzione degli omicidi e, in contrapposizione sono aumentati gli arresti e i sequestri di droga. Una strategia che molti esperti osservano con positività. Similmente, anche l’amministrazione Trump ha richiesto che le autorità combattessero il narcotraffico in modo più incisivo. Tuttavia, la richiesta è diventata ancora più pressante negli ultimi giorni, dopo l’attacco verificatosi recentemente in Venezuela.

Il ruolo di Omar García Harfuch contro il narcotraffico

Il clima in Messico, nonostante i tentativi di interrompere l’escalation di violenza legata al narcotraffico, rimane ugualmente teso. I crimini, infatti, sono in aumento e la percezione della popolazione appare tutt’altro che positiva. Solo nei mesi scorsi si sono verificate diverse proteste che hanno coinvolto più di cento persone. Il malcontento è causato non solo dai crimini violenti, ma anche dalla presidenza della stessa Sheinbaum.

Il ruolo della presidente per la lotta al narcotraffico è significativa, ma il merito è da attribuire soprattutto a Omar García Harfuch, segretario della Sicurezza del governo. Harfuch vanta alle spalle innumerevoli successi nel settore. Quando Sheinbaum era sindaca di Città del Messico, tra il 2018 e il 2023, Harfuch era il suo capo della polizia. Fu durante il suo mandato che gli omicidi calarono del 40%. Al termine del mandato di Sheinbaum come sindaca, proposero a Harfuch di diventare il suo successore, ma rifiutò l’incarico. Il suo ruolo, però, non si interruppe. Al momento dell’elezione di Sheinbaum, lei decise di coinvolgere anche Harfuch.

Le strategie di Harfuch, tra intelligence e uso efficiente delle risorse

Omar García Harfuch è riuscito a operare efficientemente nel settore anche grazie al supporto della presidente, la quale gli ha conferito enormi poteri. Le strategie, quindi, hanno trovato effettiva applicazione. L’intelligence e un uso più efficiente delle risorse hanno permesso degli effettivi miglioramenti. Ciò che ha distanziato l’operato di Harfuch rispetto agli altri è stato concentrarsi sull’arresto dei singoli criminali accusati dei crimini più violenti, anziché sfruttare energie e risorse per arrestare i capi dei cartelli. La modalità in passato si era dimostrata controproducente, in quanto l’assenza di un capo generava scontri interni tra le organizzazioni criminali.

Inoltre, sono stati interessati anche i centri logistici di distribuzione della droga, comprese le persone dentro ai cartelli che si occupano delle attività finanziarie. Anche il coordinamento tra le varie parti dello Stato è stato migliorato, rendendo più incisiva la risposta contro il narcotraffico. Tra le misure introdotte è previsto il trasferimento dei membri delle forze di sicurezza in varie zone del Messico, riducendo così preoccupazioni e rischi per l’incolumità delle famiglie.

Le strategie repressive portano a una riduzione degli omicidi

I miglioramenti, seppur esistenti, sono stati ingigantiti dal governo. Dall’inizio della presidenza di Sheinbaum è stata annunciata una riduzione degli omicidi del 37%. Altri stime indipendenti parlano di un calo che, seppur ridotto, oscilla tra il 14 e il 20%. Un risultato indubbiamente notevole che esclude, però, la percentuale di rapimenti e di sparizioni forzate, rispettivamente del 3% e del 9%. È molto probabile, infatti, che il numero di omicidi potrebbe essere più elevato del previsto.

Le modalità adottate attualmente rimangono distanti da quelle del predecessore Andrés Manuel López Obrador, noto per la strategia “abrazos, no balazos” – abbracci, non proiettili -. L’obiettivo era quello di concentrarsi sulle cause sociali della violenza, anziché reprimere con la forza i gruppi criminali. La strategia, non portando alcun risultato significativo, fallì. Sheinbaum ha, quindi, scelto di sfruttare tecniche più repressive. I risultati incoraggianti, però, non sembrano incidere significativamente su un problema così radicato. Anche Eduardo Guerrero, analista di sicurezza messicana, ha dichiarato al New York Times che il problema del narcotraffico va “oltre le possibilità delle istituzioni messicane”, pur avendo a disposizione “il miglior segretario alla Sicurezza possibile”. I cartelli messicani, tra ricchezza, armi, corruzione e un ampio e ramificato controllo del territorio, appaiono invalicabili.

Stefania Cirillo