
Una famiglia di mormoni è stata massacrata mentre viaggiava sul confine tra Messico e Stati Uniti. Morte 3 donne e 6 bambini.4 le persone fermate di cui stamani un sospettato nella cui abitazione sono stati ritrovati due ostaggi imbavagliati e armi.
Messico: la strage dei Mormoni
È la sera di lunedì 4 novembre, su una strada tra gli stati messicani di Sonora e Chihuahua, nei pressi del confine con gli Stati Uniti, un convoglio di auto con 3 donne e 14 bambini viene brutalmente attaccato. Tre donne e 6 bambini, tra cui due neonati, sono morti. Alcuni arsi vivi mentre un auto è stata data alle fiamme. Ritrovata viva sul fondo di un auto una piccola di 7 mesi. Sono tutti mormoni membri della colonia LeBaron con doppio passaporto americano e messicano.

Altri 6 bambini sarebbero rimasti feriti e sono fuggiti insieme agli altri piccoli superstiti nella boscaglia nella vicinanze, nascondendosi tra la vegetazione prima di essere ritrovati traumatizzati accanto ai cadaveri delle loro madri. “I bambini sono fortemente traumatizzati. Li abbiamo trovati 12 ore dopo nella sierra, accanto ai corpi delle madri uccise”, ha raccontato al quotidiano El Siglo, uno dei loro parenti Alex LeBaron, secondo cui uno dei piccoli sopravvissuti avrebbe pregato i killer di non sparare.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti messicani, le vittime potrebbero essere rimaste coinvolte in un brutale scontro tra narcos messicani ma forse ci sarebbe molto di più. Nel 2009 il capo della colonia mormone LeBaron era stato infatti ucciso per aver denunciato i cartelli messicani e il figlio rapito. Julian LeBaron nel 2010 invece aveva denunciato le violenze del narcotraffico messicano in un articolo sul Dallas Morninh News. “Queste sono le conseguenze”, ha dichiarato l’uomo secondo la BBC parlando di minacce ricevute dalla sua famiglia.

Arrestate 4 persone e liberati due ostaggi
Continuano senza sosta le indagini della polizia messicana che ha arrestato 4 persone, tra cui un sospettato fermato stamane nelle coline di Agua Priest nello stato di Sonora. Questi aveva due ostaggi legati e imbavagliati con una grossa quantità di munizioni e armi di grosso calibro. Secondo quanto riferito dalla Cnn, la sua identità non è stata ancora rivelata.

Nel frattempo l’FBI ha offerto la sua collaborazione alle autorità messicana mentre non si è fatto attendere il duro commento di Donald Trump. “Questo è il momento per il Messico con l’aiuto degli Stati Uniti di dichiarare guerra ai cartelli e spazzarli via dalla faccia della terra”, ha detto il presidente degli Stati Uniti.





