Cinema

Michele Riondino in 5 cult italiani

Michele Riondino, tarantino classe 1979, è sicuramente uno dei migliori attori italiani in circolazione. Con poche incursioni nella commedia, ha sempre preferito ruoli più impegnati, di spessore. Nella sua carriera, che si divide con successo tra teatro, cinema e televisione, è stato premiato con ben 5 Nastri d’Argento e un David di Donatello.

Ricordiamo, però, che dal 2012 Riondino è anche direttore artistico del Primo Maggio di Taranto insieme a Roy Paci e Diodato. Inoltre, è stato padrino della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Nel giorno del suo compleanno vogliamo farvi conoscere 5 dei migliori film a cui ha partecipato. Un modo anche per (ri)scoprire un cinema italiano combattivo e resistente.

Fortapàsc – Marco Risi, 2008

Libero De Rienzo e Michele Riondino. Foto di Fabrizio Di Giulio

Marco Risi ci trascina nei meandri della camorra e lo fa attraverso la vera storia di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso nel 1985. Siani, interpretato da un bravissimo Libero De Rienzo, lavora nella cronaca nera della redazione di Torre Annunziata de Il Mattino. Attraverso le sue indagini si arriverà a incriminare boss e politici corrotti, anche se il giovane giornalista morirà assassinato a soli 26 anni. Insomma, la sua è una “cronaca di una morte annunciata”.

Il passato è una terra straniera – Daniele Vicari, 2008

Michele Riondino - fonte: web
Elio Germano e Michele Riondino. Fonte: web

Un film intenso quello di Daniele Vicari, regista di Diaz – Don’t clean up this blood. Giorgio (Elio Germano) è un ragazzo ordinario, con una vita normale, che fa amicizia con Francesco (Michele Riondino) dopo averlo difeso a una festa. Francesco però lo trascinerà nel vortice del gioco d’azzardo e la sua vita cambierà radicalmente.

Dieci inverni – Valerio Mieli, 2009

Michele Riondino - fonte: web
Isabella Ragonese e Michele Riondino. Fonte: web

Michele Riondino è protagonista insieme a Isabella Ragonese di questo dramma sentimentale delicato e intenso. Un amore, quello di Silvestro e Camilla, che si ritrova e allontana per dieci anni. Dieci inverni, appunto, quelli che servono ai due per trovarsi, perdersi e ritrovarsi. La musica di Vinicio Capossela ci accompagna in questo percorso in cui ogni ragazzo può riconoscersi e in cui l’amore, ma anche l’egoismo, le passioni e l’incertezza sono i padroni. Un film sull’importanza del cogliere l’attimo, che ci lascia con l’amaro in bocca e la voglia di amare.

Gli sfiorati – Matteo Rovere, 2011

Andrea Bosca e Michele Riondino. Fonte: web

Dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Matteo Rovere trae un film che si sofferma sulla necessità di affrontare la vita e non solo accarezzarla. Andrea Bosca è Mète, un grafologo appassionato con l’ossessione per la sorellastra Belinda. Costretto a prendersi cura per qualche giorno della diciassettenne, Mète cerca in ogni modo di sviare la situazione perdendosi con i suoi amici Damiano (Riondino) e Bruno. Finché arriverà il momento di fare i conti con ciò che fino a quel momento aveva solo sfiorato.

Il giovane Montalbano – Gianluca Maria Tavarelli, 2012

Michele Riondino - fonte: web
Fonte: web

Il commissario più famoso d’Italia torna questa volta nelle sue vesti giovanili. Non più Luca Zingaretti a dare il volto a Salvo Montalbano, ma un perfetto Michele Riondino, calato a pennello nella parte. Scopriamo così le prime indagini del commissario, il suo arrivo a Vigata, la nascita dell’amore per Livia. Pur non avendo mai visto la serie originale, Riondino modella il suo personaggio su se stesso e allo stesso tempo ha la fortuna di studiarne le mosse con Andrea Camilleri in persona e, in parte, con Luca Zingaretti. Il risultato è una serie che lascia intatta l’atmosfera a cui l’autore siciliano ci ha abituati.

Seguiteci su Metropolitan

Back to top button