Naufragio di migranti al largo della Tunisia, nessun superstite tra le 53 persone presenti. Almeno 22 sono donne, una era incinta. Anche due bambini di 2-3 anni.
39 cadaveri recuperati
Il barcone era partito da Sfax nella notte tra il 4 ed il 5 giugno e diretto verso le coste italiane. Il naufragio è avvenuto nell’area del mare situata tra El Louza (Jebeniana) e Kraten al largo delle isole Kerkennah.
I primi 34 corpi rinvenuti appartengono a 22 donne, 9 uomini, 3 bambini, di vari paesi dell’Africa sub-sahariana e un tunisino originario di Sfax, che sarebbe stato al timone del peschereccio affondato.
La maggior parte delle vittime sono donne.
L’autopsia, le impronte digitali e altre indicazioni mostrano che 19 corpi su 22 appartengono a donne, che potrebbero essere della Costa d’Avorio. Altri due corpi appartengono a un bimbo e una bimba di età compresa tra 2 e 3 anni, anch’essi di paesi africani. Una delle donne era incinta al momento del naufragio.
I migranti, tutti provenienti dai Paesi sub-sahariani, avevano lasciato la costa tunisina in direzione di Lampedusa.
Secondo le statistiche dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), 110.699 persone sono riuscite a attraversare il Mediterraneo in modo irregolare nel 2019 (6.000 in meno di un anno prima) e 1.283 sono morti nel tentativo.

Fonte: google.it
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