Antonio Marras presenta oggi la sua nuova collezione Autunno Inverno 2024/25 per la Milano Fashion Week. L’evento si è svolto nel suo concept store “Nonostante Marras”, ed è intitolato “Eleonora“, in onore di Eleonora d’Arborea. A condurre il vero e proprio spettacolo uno straordinario Filippo Timi.
Antonio Marras alla Milano Fashion Week: la collezione

La sfilata è un chiaro tributo alla giudicessa Eleonora d’Arborea. Lo stile di Antonio Marras è sempre riconoscibile: a partire dai colori. Predomina il rosso, il marrone, le stampe. Fino a sfumare lentamente in abiti sempre più monocolore e strutturati, concludendosi con un vero e proprio abito da sposa. La collezione, sia uomo che donna, mescola sapientemente forme, colori e occasioni, in un mix unico. Presenti a gran voce stampe floreali, quadretti, scozzesi. Lo stile è unico, va dai pantaloni palazzo alle felpe con ricamo. Molto particolari i total gold e i look da vera e propria cerimonia verso la fine.
Sono sicuramente chiari i riferimenti agli abiti medievali che sono tipici, appunto, del periodo dei giudicati (dal 1000 al 1400 circa). Come sempre, lo show comincia con un vero e proprio spettacolo, con Filippo Timi che chiama a gran voce “Eleonora”. La scenografia, omaggio alla natura, compie un vero e proprio giro su se stessa, facendo passare i modelli attraverso porte ornate da rami e foglie. Presente ovviamente anche lo stilista alla fine della sfilata.
Chi era Eleonora D’Arborea?
Una delle donne simbolo della storia della Sardegna, Eleonora d’Arborea è stata giudicessa del Giudicato d’Arborea (nell’attuale Oristano), mediatrice dei rapporti tra territorio sardo e Corona d’Aragona. A lei si deve l’aggiornamento e la promozione della Carta de Logu, una raccolta di leggi destinate ai Giudicati. Lei ne modificò il contenuto a partire dal 1392.
Uno degli obiettivi della Carta de Logu era quello di rendere i Giudicati uno “stato di diritto”, sancendo le regole, diritti e doveri di ogni cittadino. Più di tutti, promuoveva l’uguaglianza e la parità. È una delle raccolte di leggi più longeve in termini di diritti femminili. Sanciva infatti per la prima volta la considerazione di donna come cittadina e non più come oggetto. Inoltre, puniva in egual modo l’adulterio, sia per la parte maschile che femminile.
Marianna Soru
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