La Milano Fashion Week, con WAMI, supporta designer di origine africana nel presentare le proprie collezioni, in un’iniziativa che giunge oggi alla sua terza edizione.

WAMI per l’integrazione

designer BIPOC (acronimo per “Black, Indigenous and People of Color”) trovano in WAMI, We Are Made in Italy, il progetto definitivo, capace di valorizzarli.
L’iniziativa è nata pochi anni fa, nel luglio 2020, da una proposta di Stella Jean, unico membro Black della Camera della Moda Italiana. Questo progetto vuole rafforzare la presenza di stilisti di origine Afro nel Made in Italy. Vede anche la stretta collaborazione fra il designer Edward Buchanan di Sansovino6 e la talent scout Michelle Ngonmo. Molti stilisti BIPOC hanno quindi trovato modo di far sentire le loro voci alla Milano Fashion Week, mostrando collezioni originali e di qualità.

“Abbiamo aggiunto altri cinque mattoni al ponte della multiculturalità italiana” – sottolinea Stella Jean, “una rivoluzione silenziosa del Made in Italy, che parte dal basso e coinvolge il paese reale e che si riuscirà a portare a termine solamente canalizzando gli strumenti e convergendo gli obiettivi, altrimenti non sarà altro che una rivoluzione mancata”.

Gli stilisti, tra tradizione e reinterpretazione

Judith Saint GermainRomy CalzadoNyny Ryke GoungouSheetal Shah e Zineb Hazim e le loro creazioni sono le protagoniste dell’edizione 2022. Integrazione è la parola chiave.
Molte di queste collezioni rappresentano infatti una connessione tra varie culture e reinterpretazioni di abiti tradizionali.
La collezione di Nyny-Ryke Gongou, ad esempio, unisce le radici togolesi della designer con la sua formazione milanese e parigina. La Gongou, ad esempio, reinterpreta il “Kente”, un tessuto tradizionale africano in seta e cotone, per creare indumenti che fondono cultura nazionale e ispirazione vintage.
Zineb Hazim parte invece da un capo tradizionale della cultura mussulmana, l’abaya, per proporre look vivaci che uniscono tradizione mediorientale e glamour western.
Sheetal Shah, presenta invece la nuova collezione del suo brand, Curious Grid, incentrata su indumenti da lavoro realizzati in tessuti riciclati, in pieno rispetto dell’ambiente.
Anche la stilista italo-cubana Romy Calzado, veterana di Etro, ha lanciato la sua capsule Cosmic Beauty, composta da due abiti: uno sui toni del blu, e uno in viola, indumenti che risultano rigorosi e definiti. Conclude poi l’edizione Judith Saint Jermain, che ripresenta il ricamo a cappa, signature del suo brand, con la collezione di accessori Rialto.

“E’ un privilegio lavorare con questi fantastici creativi BIPOC, ascoltare le loro storie, vedere la loro estetica emergere, avere l’opportunità di imparare da loro è d’ispirazione. Continueremo a focalizzarci sul nostro obiettivo di supportare e creare opportunità per i ragazzi all’interno del mondo della moda italiana”.
Questo il pensiero espresso da Michelle Ngomno.

Beatrice D’Uffizi

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