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Milano, morto un altro cane per strada folgorato dalla corrente elettrica

Ad oggi, quest’ultimo è il quarto cane morto per strada, folgorato dalla corrente elettrica. È successo ieri, mercoledì 30 dicembre, a Milano, ed era precedentemente successo anche a Bareggio e a Cesano.

Morto un altro cane folgorato nel Milanese

Verso le 17 di ieri, mercoledì 30 dicembre, alle colonne di San Lorenzo a Milano, un cane di appena 8 mesi, un lagotto, è morto fulminato. La scossa elettrica che lo ha ucciso proveniva dall’asfalto. Infatti, il cucciolo stava passeggiando insieme al proprio proprietario – uno giovane studente -, quando d’un tratto è caduto a terra. La corsa per raggiungere la clinica veterinaria più vicina è risultata vana. Inoltre, chiaramente sotto shock per quanto avvenuto, il ragazzo è stato ricoverato in ospedale, dopo essersi sentito male.

L’ultimo di quattro episodi simili

Giunti sul posto, Unareti, vigili del fuoco e polizia locale hanno iniziato le indagini. Quel che ne è emerso è che un faretto scoperto – oppure un tombino – ha sprigionato l’elettricità: il ghiaccio e la neve hanno fatto da conduttori, ed il cucciolo, il quale ovviamente passeggiava con le zampe bagnate, ha così preso la scossa. Questo è stato soltanto l’ultimo di quattro episodi simili nel Milanese, dall’abbondante nevicata di lunedì scorso. Infatti, un cane è morto allo stesso modo a Bareggio, altri due a Cesano.

Le dichiarazioni del sindaco di Cesano

Il sindaco di Cesano, Simone Negri, ha dichiarato: “Le nevicate fanno sì che acqua, neve e ghiaccio finiscano nei tombini e che si creino dei ponti. Appena i cani mettono le zampe nell’acqua vengono fulminati. È una cosa che non dovrebbe succedere perché questi impianti dovrebbero essere isolati. Sono cose oggettivamente molto fastidiose e cercheremo di capire cosa è successo. Subito dopo, il sindaco ha anche aggiunto che avrebbe di lì a breve chiesto “ad Enel la verifica puntuale di tutti i pozzetti presenti nel territorio”, concludendo: Non possiamo vivere con il dubbio che passando sopra un tombino bagnato si possa prendere la corrente. Non esiste”.

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Francesca Simone

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