Cinema

“Mina Settembre” si farà: la terza stagione arriverà nel 2024

Fabrizio Cestaro, sceneggiatore della serie “Mina Settembre” ha dichiarato che la terza stagione arriverà nel 2024

Le anticipazioni di Mina Settembre: «si arriverà a dei punti fermi»

Mina Settembre
Serena Rossi in Mina Settembre

Non è stata ancora resa nota la data esatta, ma è certo che la fiction con protagonista Serena Rossi andrà in onda nel 2024. Cestaro ha rivelato, durante un’intervista a Fanpage, alcune anticipazioni riguardanti il proseguo della fiction record di ascolti:

Posso dire che, a differenza della precedente stagione, a tutte le domande ci sarà una risposta. Stavolta non abbiamo lasciato nulla in sospeso. Si arriverà a dei punti fermi, delle storie si chiuderanno. Ovviamente, poi, ci sarà anche un rilancio che rimanderà alla terza stagione.

Attualmente Rai 1 trasmette il finale della seconda stagione, ma nel frattempo la scrittura della sceneggiatura per la terza stagione è a buon punto: «Abbiamo già scritto il soggetto di serie della terza stagione. Siamo nella fase di sviluppo delle sceneggiature» ha detto Cestaro. Il numero delle puntate è invece ancora un punto interrogativo, non si sa saranno 4 o ancora 6. Continuando la sua intervista lo sceneggiatore ha poi aggiunto:

Posso dirti che nella nostra idea, un ruolo importante dovrebbe averlo un personaggio che è stato protagonista del caso di una puntata della seconda stagione. Tornerà e avrà un ruolo chiave nella terza stagione.

Con queste parole Cestaro sembrerebbe far riferimento Ludovica Nasti, l’amatissima attrice che ha interpretato Lila ne L’amica geniale e Viola nella seconda stagione di Mina Settembre.

I casi ispirati a storie vere e le tematiche di grande impatto sociale

Alcuni dei casi portati in scena dalla fiction sono realmente accaduti, come ad esempio Maria Paola Gaglione, la 21enne morta in un incidente causato dal fratello. Ma la vera particolarità della fiction è il modo in cui vengono affrontate diverse tematiche importanti, è il caso delle puntate dedicate alla disforia di genere, al bodyshaming e all’educazione sessuale. In merito a questa scelta di grande impatto Cestaro ha detto:

Il concetto di TV come servizio pubblico, spesso è stato utilizzato per banalizzare dei temi. In questo caso specifico, però, secondo me un po’ la serie ha fatto servizio pubblico, perché la disforia di genere è un tema che si fa fatica a far passare in altri canali. In un contesto leggero come Mina Settembre, può colpire di più.

Rossella Di Gilio

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