“Penso che ci sia una nuova generazione di creativi del Sudafrica e dell’Africa che sta emergendo e che deve fare i conti con la propria identità e il proprio heritage culturale, confrontandosi con una visione e narrazione più transnazionale” spiega Thebe Magugu stilista sudafricano emergente in un’intervista riguardo lo stile, le caratteristiche e il futuro della moda africana. Il made in Africa continua a essere protagonista delle nuove tendenze stampe geometriche, colori vivaci e tessuti particolari.
Moda africana, alcuni dei Brand e tessuti più richiesti
“Se prendi una cultura, i suoi valori, per usarla come fosse una stampa nella tua collezione o nella tua opera per poi passare oltre, allora è un’appropriazione – spiega Magugu e aggiunge – Diventa un omaggio, un’ispirazione, quando vedi qualcosa che ti piace, entri nel suo significato, e affronti l’aspetto commerciale trovando il modo di coinvolgere quella comunità direttamente all’interno del progetto, raccontandone i valori o dandole visibilità. Il coinvolgimento è la vera parola chiave, riuscire a creare empowerment per le persone da cui stai traendo la tua ispirazione“.
Futuro e tradizione si mescolano per trovare un perfetto equilibrio degno della creazione di outfit originali e intriganti. Anche i Brand italiani rendono omaggio allo stile della moda africana come ad esempio Endelea, che riesce brilantemente a mixare un design made in Italy con collezioni fatte a mano a Dar es Salaam, in Tanzania. In questo modo il Endelea riesce a promuovere la cultura e la moda, supportando il lavoro delle comunità locali, investendo inoltre in scuole e università tanzaniane.

Quando spirito di collaborazione e creatività si stringono la mano ecco che nasce KeChic, merito dall’amicizia tra Valeria Zanoni, pr milanese, e il sarto senegalese Cheikh Diattar, promotori di qualità e sostenibilità.

I tessuti africani più richiesti in Italia
La storica azienda tessile comasca Ratti mette a disposizione alcuni dei tessuti Wax più richiesti in Italia e in Europa. I tessuti premium dalle fantasie originali e i colori sgargianti sono le più gettonate. Sergio Tamborini crea in questo modo una realtà internazionale e innovativa. «Si tratta di una nicchia di mercato per noi che ora vale 500mila euro, ma ha molte potenzialità anche perché le seconde e successive generazioni di origine africana sentono la necessità di tornare alle origini – e aggiunge – I tessuti stampati tipici delle donne africane, intendo dire quelli più pregiati, non vengono prodotti localmente ma in Svizzera, in Austria e in Olanda. È una produzione di nicchia, ancora non girano tanti soldi, ma nonostante mille difficoltà l’economia dell’Africa sta crescendo e quello sarà un mercato del futuro, che le imprese italiane della moda, finora, hanno poco esplorato”.
Lara Luciano




