Moda

Moda, come diventa sostenibile?

Oggi, l’industria della moda è più attiva che mai. Per brand internazionali come SheIn e Asos, sono soprattutto i più giovani il mercato di riferimento. Con capi super low cost, design sempre nuovi e trend in continua evoluzione, queste multinazionali dominano l’industria del fashion. Ma a quale prezzo? Di certo non quello indicato sul cartellino. A causa della rapidità del suo ciclo vitale, si tratta di un settore altamente impattante, con un alto costo ambientale.

Moda – Photo Credits Pinterest

Moda: tra fast fashion e greenwashing

Con l’avvento del fast fashion, vengono prodotti capi di abbigliamento sempre nuovi e a prezzi accessibili, cosa che alimenta il consumismo di massa e produce un continuo cambio di trend. Questo produce un compromesso sulla qualità, che si abbassa notevolmente donando ai vestiti poca durevolezza nel tempo. Inoltre, a rimetterci è soprattutto l’ambiente: secondo il WWF, l’industria della moda e tessile emette 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, è responsabile di un uso estensivo dell’acqua e dell’inquinamento e produce 2,1 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno.

Per sviare l’attenzione dal consistente sfruttamento socio-ambientale, molti brand attuano massicce campagne di greenwashing. In questo modo, si creano una sostenibilità di facciata in modo da non far allontanare i consumatori e dare una percezione positiva del marchio.

Ma quindi come si può rendere il proprio armadio più sostenibile?

Sicuramente, si può fare affidamento su brand sostenibili e di buona qualità. In alternativa, una buona idea potrebbe essere quella di spulciare nei negozi vintage e di seconda mano o fare un buon uso di app come Vinted, che non devono diventare solo uno strumento per far spazio ad altri vestiti nell’armadio.

Le soluzioni per rendere il proprio guardaroba un po’ più green sono varie, ma la regola fondamentale è una sola: bisogna fare acquisti coscienziosi. Invece di farsi trasportare dalla moda del momento, bisognerebbe cercare di utilizzare i capi che già possediamo, creando nuovi abbinamenti, ma proprio dobbiamo acquistare – soprattutto se si fa uso del fast fashion – sarebbe meglio preferire capi versatili e che ci servono veramente..

Martina Cordella

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