Moda

Moda, parola d’ordine: salvaguardia sostenibile

La nuova generazione è da sempre attenta e sensibile alle tematiche sociali e ambientali, e il mondo della moda, da sempre considerato lo specchio delle esigenze della società, risponde a queste richieste diventando sempre più sostenibile: nascono, quindi, collezioni interamente ecologiche, si focalizza l’attenzione sulle emissioni di carbonio e si creano capi dal riciclo.

Nell’agosto del 2019, durante il G7, benne presentato il Fashion Pact; accordo che coinvolge, ad oggi, 1/3 delle aziende di moda del mondo e che vede tutti i coinvolti impegnati a raggiungere obiettivi per tutelare la biodiversità e ad arrestare il riscaldamento globale. La grande sartoria italiana non manca all’appello: Ermenegildo Zegna, Giorgio Armani e Salvatore Ferragamo, sono alcune delle aziende Made in Italy che hanno aderito al Fashion Pact. Sulle loro passerelle vanno in scena capi prodotti con materiali responsabili: occhiali dalla montatura in plastica BioRay a base di olio di ricino, capi di abbigliamento composti da materiale riciclato e/o recuperato dallo stock della maison.

Moda sostenibile, l’impegno dei brand

All’impegno per una attività più rispettosa per l’ambente, il Fast Fashion, da sempre criticato per l’elevato impatto ambientale della sua produzione, cerca di rispondere alle nuove esigenze ormai impossibili da ignorare: Asos afferma che entro il 2030 annullerà la propria impronta ambientale, H&M promuove la linea Conscious per capi sostenibili almeno al 50% mentre Primark si impegna a dimezzare le emissioni di CO2.Anche i siti di shopping online sensibilizzano il consumatore a un consumo responsabile. Luisa Via Roma inaugura una sezione, LVR Sustainable, interamente dedicata a brand di abbigliamento , di arredamento e di cura della persona che promuovano tematiche legate alla sostenibilità, al commercio equo e alla emancipazione femminile.

Ci sono numerose Start Up che combinano il concetto di moda a quello di riciclo: Ashay Bhave è un giovane indiano di soli 23 anni che ha trasformato bottiglie e sacchetti di plastica in scarpe da ginnastica.. La sua Start Up di successo di chiama Thaely che in lingua hindi significa proprio “busta di palstica”. Scegliere un prodotto che rispecchi tutti gli standard di sostenibilità non è di certo facile, ma con le buone intenzioni e un impegno sempre più crescendo di tutti, dal produttore al consumatore, non sarà impossibile tutelare l’ambiente e sfoggiare un capo du tendenza.

Benedetta Casarini

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