Nel corso degli anni ’80 numerosi erano i trofei internazionali che intrattenevano gli appassionati di calcio fra una giornata e l’altra. Oltre la Coppa dei Campioni e la Coppa delle Fiere (le odierne Champions ed Europa League) la UEFA poteva contare su un novero di competizioni che andavano dalla Coppa Intertoto fino alla Mitropa Cup. Per circa un ventennio la UEFA patrocinò anche insieme alla FIGC e alla Football Association la Coppa Anglo-Italiana. Si trattava di un trofeo dedicato alle squadre semi-professionistiche inglesi ed italiane, di cui il Modena si può fregiare di essere la squadra più vincente con due trofei nella sua bacheca.

Cos’è la Coppa Anglo-Italiana?

La Coppa Anglo-Italiana nacque nel 1969 per il volere di Gigi Peronace, un manager italiano divenuto negli anni ’60 il punto di riferimento dei club italiani all’interno del panorama calcistico inglese. La coppa fu inizialmente ideata come un escamotage per permettere allo Swindon Town, squadra vincitrice dell’attuale Carabao Cup, di mettersi in mostra in una competizione europea. Infatti la squadra inglese, in quanto detentrice della seconda coppa inglese, avrebbe dovuto prendere parte alla Coppa delle Fiere. Tuttavia al team della città di Swindon, che militava all’epoca nella terza serie inglese, era preclusa la partecipazione a quest’ultima competizione europea.

La prima edizione della Coppa si tenne così nel 1970, e vi presero parte: sei squadre di Serie A, e sei squadre inglesi, quattro di First Divison, una di Second Division e lo Swindon Town di Third Division. Per avere però la competizione nella sua forma più nota bisognerà aspettare il 1976. Infatti le federazioni riproposero il torneo come una competizione europea fra squadre semiprofessionistiche, sei provenienti dalla Serie C, e sei provenienti dai campionati dilettantistici inglesi.

Il Modena e la Coppa Anglo-Italiana: 1981

All’alba della stagione sportiva 1980/81 il Modena è una squadra ancora in via di assestamento. Infatti dopo i gloriosi anni ’60 i gialloblu furono protagonisti di un lento declino, che li portò dalla Serie B al baratro della Serie C2. La squadra era sull’orlo del fallimento. La situazione migliorò grazie all’ingresso in società dell’industriale Bergamini e grazie all’esplosione di un giovane Stefano Cuoghi, che trascinò i canarini in C1.

Il Modena si ritrovò quindi da squadra neopromossa ad essere inclusa fra i rappresentanti italiani alla Coppa Anglo-Italiana insieme a Sanremese, Civitanovese e Francavilla. Il presidente Roncaglia confermò alla guida dei geminiani Bruno Pace, ex-calciatore che nel suo palmarès può vantare addirittura uno scudetto vinto con la maglia del Bologna. L’undici gialloblu era formato per larga parte dai calciatori di riserva, tra i quali spiccava Raffaello Vernacchia, centrocampista con un discreto passato in Serie A, in fase calante.

Le prime due partite videro i canarini vincenti oltre la manica contro Poole Town e Oxford City con il risultati di 1-0 e 2-1. Un mese dopo allo stadio Alberto Braglia i gialloblu si imposero per 1-0 sul Bridgend Town con gol di Vernacchia assicurandosi la finalissima con un turno di anticipo. In finale il Modena trovò nuovamente di fronte a sè il Poole Town, annichilendolo letteralmente con le reti di Vernacchia, Poli e doppio Corallo e aggiudicandosi così il primo trofeo internazionale della sua storia.

Il bis: 1982

L’anno successivo la panchina gialloblu venne occupata da Bruno Giorgi, allenatore che entrerà nella storia portando il suo Cagliari a una storica finale di coppa UEFA nella stagione 1993/94. La formula della competizione cambiò, trasformandosi in un mini torneo a quattro squadre giocato interamente in Italia in un fine settimana. In semifinale i canarini sbaragliarono i rivali del Poole Town per 2-1. Sull’altro campo di Trieste, il Sutton Utd ebbe la meglio sulla Triestina solo dopo i calci di rigore. La domenica seguente allo stadio Alberto Braglia la compagine gialloblu bissò il successo dell’anno passato, grazie ad un gol nei primi minuti di Scarabelli.

Purtroppo i successi in “ambito internazionale” non coincisero con i risultati in campionato. Infatti il Modena chiuse le due stagioni rispettivamente in dodicesima ed undicesima posizione. Ma non troppi anni dopo i canarini regalarono finalmente ai loro tifosi la tanto attesa promozione in Serie B. Negli anni a seguire la Coppa AngloItaliana andò sempre di più verso un declino, fino ad essere definitivamente soppressa nel 1996. Un vero peccato, visto che questa competizione contribuì a dare lustro internazionale al nostro tanto amato calcio di provincia.